Mavra

Mavra

Opera Buffa in einem Akt

Libretto

Boris Kokhno (nach Alexander Puschkin)

Uraufführung

3. Juni 1922, Paris (Opéra)

Besetzung

PARASCHA (Sopran)
IHRE MUTTER (Alt)
DIE NACHBARIN (Mezzosopran)
DER HUSAR (Mavra) (Tenor)

Ort

in einer russischen Kleinstadt

Zeit

um 1800

Strawinsky, Igor

Stravinsky, Igor Fyodorovich
17.6.1882 Oranienbaum, (St. Peterburg) - 6.4.1971 New York


Bühnenwerke
mit Datum/Ort der Uraufführung:

Solovey [Le rossignol] (26.5.1914 Paris)
Bayka [Renard] (1916; 18.5.1922 Paris)
Pulcinella (15.5.1920 Paris)
Mavra (3.6.1922 Paris)
Svadebka [Les noces] (13.6.1923 Paris)
Oedipus rex (30.5.1927 Paris*; 23.2.1928 Wien)
Perséphone (30.4.1934 Paris)
Oedipus rex [rev] (1948; ?)
Perséphone [rev] (1949; ?)
The Rake's Progress (11.9.1951 Venezia)
Noah and the Flood [The Flood] (14.6.1962 CBS*; 30.4.1963 Hamburg)
rev = Bearbeitung / * = konzertant



EINZIGER AKT
In einem gutbürgerlichen Haus ist die treue und langjährige Köchin, die den ganzen Haushalt geführt hat, verstorben. Jetzt gilt es, eine neue, ebenso tüchtige Kraft zu gewinnen, und die Tochter des Hauses, Parascha, soll eine solche möglichst schnell besorgen. Schon nach kurzer Zeit kommt sie freudestrahlend zurück und berichtet ihrer Mutter begeistert, dass sie eine wahre Perle gefunden hat, die alles kann. Die Mutter lässt sich die neue Hilfe, Mavra, vorstellen, ist schnell mit ihr einig und verlässt zufrieden die Wohnung. Kaum ist sie gegangen, als die Tochter und die »neue Kraft« sich umarmen und küssen. Denn die Köchin ist kein anderer als der Husar Basil, den sie verkleidet ins Haus gebracht hat. Als nun die Mutter unvermutet zurückkommt, überrascht sie die neue Köchin beim Rasieren und fällt in Ohnmacht, während der Husar die Flucht ergreift.

Paraša è intenta a ricamare in un salotto borghese. L’ussaro Vasilij si affaccia alla finestra e Paraša intona una malinconica canzone, di carattere inequivocabilmente russo, in cui si lamenta della sua prolungata assenza. Vasilij le risponde con la ‘Canzone gitana dell’ussaro’, e il suo canto si intreccia con quello di Paraša, trasformandosi in un breve duetto d’amore fino a quando l’ussaro si allontana, lasciando l’innamorata terminare la sua aria. Fa il suo ingresso la madre di Paraša, che si lamenta per la mancanza di una domestica dopo la morte della vecchia cuoca Fyokla. La madre manda Paraša a cercare una nuova domestica e intanto si intrattiene in chiacchiere con una vicina. Paraša fa ritorno a casa assieme a una robusta ragazza che presenta come la nuova cuoca, mentre d’altri non si tratta se non dell’ussaro travestito, a cui è stato affibbiato il nome di Mavra; i quattro esprimono la loro contentezza e cantano le lodi della scomparsa Fyokla. Dopo che la vicina si è allontanata e la madre è salita per prepararsi a uscire, i due innamorati, finalmente soli, intonano il loro duetto; poi Paraša si allontana anch’ella, insieme alla madre. Rimasta sola in casa, Mavra ne approfitta per radersi, ma viene sorpresa nell’assai poco femminile incombenza dall’inopinato ritorno di Paraša e della madre, che perde i sensi, riprendendoli in tempo per vedere Mavra che, dopo aver cantato un’aria alquanto frettolosa, fugge dalla finestra, mentre la figlia grida: «Vasilij, Vasilij!».

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