Moses und Aron

Moses und Aron

Oper in drei Akten

Libretto

Arnold Schönberg

Uraufführung

6. Juni 1957, Zürich (Stadttheater)

Besetzung

MOSES (Sprechrolle)
ARON, sein Bruder (Tenor)
EIN JUNGES MÄDCHEN (Sopran)
EIN JUNGER MANN (Tenor)
DER NACKTE JÜNGLING (Tenor)
EIN ANDERER MANN (Tenor)
EPHRAIMIT (Bariton)
EIN PRIESTER (Bass)
VIER NACKTE JUNGFRAUEN (Sopran und Alt)
STIMMEN AUS DEM DORNBUSCH (Sopran, Alt, Tenor, Bass)
BETTLER und BETTLERINNEN (Bass und Alt)
GREISE (Tenor)
DIE 70 ÄLTESTEN (Bass)
DIE ZWÖLF STAMMESFÜRSTEN (Tenor, Bass)

Tänzer und Tänzerinnen, Volk

Ort

Vorderasien

Zeit

Biblische Zeit

Schoenberg, Arnold

Schoenberg [Schönberg], Arnold (Franz Walter)
13.9.1874 Wien - 13.7.1951 Los Angeles


Bühnenwerke
mit Datum/Ort der Uraufführung:

Erwartung (1909; 6.6.1924 Praha)
Die glückliche Hand (1913; 14.10.1924 Wien)
Von heute auf morgen (1.2.1930 Frankfurt)
Moses und Aron (1932; 12.3.1954 Hamburg*; 6.6.1957 Zurich)
* = konzertant



ERSTER AKT
Moses hat sein Volk aus der ägyptischen Gefangenschaft befreit und in die Wüste geführt, wo er verkündet, dass Gott zu ihm aus einem Dornbusch gesprochen und den Glauben an ihn als Einzigen gefordert hat. Moses befiehlt Aron, für ihn, der nur denken, nicht aber reden könne, zum Volk zu sprechen. Die Israeliten werden unruhig und begreifen nicht, dass Gott jetzt unsichtbar sein soll. Sie lästern. Zornig entreisst Aron Moses den Stab und wirft ihn zu Boden. Das Volk weicht ängstlich zurück, als sich der Stab in eine Schlange verwandelt. Aron greift nach der Schlange, die sich in den Stab zurückverwandelt, schlägt Moses mit Ausschlag und heilt ihn wieder. Jetzt glaubt die Menge an seinen göttlichen Auftrag und verspricht, ihm ins Gelobte Land zu folgen, wo Milch und Honig fliessen.

ZWEITER AKT
Moses hat sich auf den Sinai zurückgezogen, um dort Gottes Willen entgegenzunehmen. Aron und die 70 Ältesten warten am Fuss des Berges. Weil Moses schon über vierzig Tage nicht mehr im Lager erschienen ist, wird die Menge erneut misstrauisch und fürchtet, Gott habe Moses getötet. Sie fordert die alten Götter und Rechte zurück. Zuchtlosigkeit greift um sich. Aron wird von den Ältesten bedrängt und lässt ein goldenes Kalb giessen, das einen Ersatz für den unsichtbaren Gott darstellen soll. Das Volk opfert, umtanzt und verehrt das Götzenbild. Es kommt zu Streitigkeiten, sexuellen Orgien, Morden und heidnischen Tänzen, bis Moses mit den Gesetzestafeln vom Berg zurückkehrt und das Goldene Kalb zertrümmert. Aron verteidigt sich gegen die Vorwürfe seines Bruders und weist darauf hin, dass auch die Gesetzestafeln nichts anderes als ein Bild darstellen. Moses vernichtet die Tafeln und sieht machtlos zu, wie Aron die Menge, die das Götzenbild mit sich trägt, weiterführt.

DRITTER AKT
Moses hat nun seinen Glauben zurückgewonnen und lässt Aron festnehmen und vor sich bringen. Er klagt seinen Bruder an, das Volk von Gott abgewendet und der Sklaverei ausgesetzt zu haben. Der Beschuldigte verteidigt sich mit dem Hinweis, dass er eine Methode gewählt hat, die das Volk versteht. Moses befiehlt den Kriegern, die Aron töten wollen, einzuhalten, doch der Begnadigte sinkt tot zu Boden. Israels Volk, verkündet Moses, werde, wenn es sich mit Gott vereinige, in Ewigkeit unbesiegbar weiterbestehen.

ATTO PRIMO
Scena prima.
‘Vocazione di Mosè’. Mosè ode la voce del roveto ardente e chiede di non essere costretto ad annunziare il Dio unico, eterno, invisibile e irrafigurabile. Si sente vecchio, debole, capace di pensare, non di parlare. Ma gli viene risposto che la sua missione sarà riconosiuta grazie a miracoli, e che il fratello Aronne sarà la sua bocca.
Scena seconda.
‘Mosè incontra Aronne nel deserto’. Il dialogo dei due fratelli rivela in ogni dettaglio una prospettiva divergente, anche se per il momento non contrastante: Mosè appare preoccupato esclusivamente della purezza del pensiero, Aronne riflette su come il popolo potrà amare e concepire il Dio irraffigurabile.
Scena terza e quarta.
‘Mosè e Aronne annunciano al popolo il messaggio di Dio’. C’è disorientamento e discordia fra il popolo alla confuse notizie sul ‘nuovo Dio’ di Mosè e Aronne, accolte con entusiasmo da due giovani, con perplessità da un uomo, con ostilità da un sacerdote. Giungono Mosè e Aronne, e trovano difficoltà a far accettare l’idea che il nuovo Dio è invisibile e irraffigurabile. Mosè sta per cedere («La mia idea è impotente nella parola di Aronne!»); ma Aronne prende risolutamente l’iniziativa («La parola io sono e l’azione») e compie tre miracoli: trasforma il bastone di Mosè in serpente (la potenza e l’abilità), fa apparire la mano di Mosè malata di lebbra e di nuovo sana (la malattia rappresenta la timorosa debolezza del popolo, la guarigione la forza e il coraggio), infine muta l’acqua del Nilo in sangue (il sangue del popolo ebraico che nutre la terra d’Egitto come il Nilo). Con un canto di gioia il popolo segue Mosè e Aronne verso la terra promessa. Intermezzo. Il coro, smarrito, si chiede dove sono Mosè e il suo Dio.

ATTO SECONDO
Scena prima.
‘Aronne e i Settanta anziani davanti alla montagna della Rivelazione’. Da quaranta giorni Mosè è sul Sinai: in attesa della legge divina i peggiori compiono ogni efferatezza.
Scena seconda .
Irrompe il popolo: visto che non riesce a calmare la ribellione, Aronne ripristina l’idolatria e fa costruire un vitello d’oro.
Scena terza.
‘Il vitello d’oro e l’altare’. Gli ebrei si abbandonano al nuovo culto, macellano animali; un’ammalata guarisce a contatto con l’idolo, un gruppo di vecchi sacrifica al vitello gli ultimi atti di vita, il giovane che tenta di ribellarsi viene ucciso, quattro vergini nude (fra le quali la giovane comparsa nella terza scena del primo atto) si offrono al sacrificio, si scatena un’orgia.
Scena quarta.
Mosè scende dalla montagna e fa sparire il vitello d’oro. Tutti fuggono. Scena quinta . Aronne risponde ai rimproveri di Mosè: egli ha come sempre offerto un’immagine, ama il popolo e intende sforzarsi di rendergli comprensibile almeno una parte dell’idea. A Mosè che ne rivendica l’assolutezza, fa notare che anche le tavole della legge sono un’immagine, una parte dell’idea: Mosè allora spezza le tavole, mentre Aronne rivendica la propria missione. Le colonne di fuoco e di nuvole che guidano il popolo sembrano dargli ragione. Mosè. rimasto solo, si sente vinto: «Era tutto follia ciò che ho pensato e non può né deve essere detto! O parola, parola che mi manca!».

ATTO TERZO
Aronne, in catene, prosegue la discussione con Mosè, che ribadisce il significato dell’onnipotenza di Dio e ordina di lasciare Aronne libero, perché viva, se può. Aronne cade morto e Mosè conclude: «Ma nel deserto voi siete invincibile e raggiungerete la meta: in unione con Dio».

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