Schisn s idiotom

Schisn s idiotom

Leben mit einem Idioten
Oper in zwei Akten

Libretto

Viktor Jerofejew

Uraufführung

13. April 1992, Amsterdam (Muziektheater)

Besetzung

"ICH" (Bariton)
MEINE FRAU (Sopran)
WOWA (Tenor)
WÄCHTER (Bass)
MARCEL PROUST (Bariton)

Chor der Arbeiter und Irren

Ort

Russland (Allegorie auf die russische Geschichte)

Zeit

1930 - 1950

Schnittke, Alfred

Schnittke [Shnitke], Al'fred (Garriyevich)
24.11.1934 Engel's - 3.8.1998 Hamburg


Bühnenwerke
mit Datum/Ort der Uraufführung:

Odinnadtsataya zapoved (1962)
Life with an Idiot (1991)
Gesualdo (1993)
Historia von D. Johann Fausten (22.6.1995 Hamburg)



Thema
Allegorie auf die russische Geschichte der 30er bis 50erjahre

ERSTER AKT
»lch« hat immer wieder Schwierigkeiten an seinem Arbeitsplatz und wird schliesslich von seinem Vorgesetzten damit bestraft, einen Idioten in seine Wohnung zu nehmen und mit ihm zu leben. Er geht, wie ihm befohlen wird, in eine Irrenanstalt,
dessen Wärter ihn für einen Liter Wodka einlässt. Er sucht aus einem Haufen gestikulierender und grölender Irrer Wowa heraus, den er für einen einigermassen normalen Menschen hält.

ZWEITER AKT
Dies war ein schrecklicher Irrtum, wie »Ich« feststellen muss, denn Wowa kann nur das einzige Wort »Ech« herausbringen. Zunächst benimmt er sich noch recht ordentlich, doch wenig später lässt er sich völlig gehen: Er ruiniert die Lebensmittel, zerreisst Bücher und spaziert schliesslich völlig nackt im Zimmer umher. Noch dazu verliebt er sich in »Ichs« Frau. Diese bekommt ein Kind, das abgetrieben wird. Davon ist Wowa sehr enttäuscht und beginnt nun mit »Ich« intime Beziehungen zu pflegen. Vergebens sind »Ichs« Frau Bemühungen, die beiden einzuschliessen und auszuhungern, sie wird schliesslich von Wowa getötet. Der Mörder flüchtet, »Ich« wird nun selbst in die Irrenanstalt gebracht.

ATTO PRIMO
‘Come Vova diventa di Io’. I personaggi esordiscono sulla scena anticipando i temi della vicenda e preannunciando, durante tutto l’atto, episodi che accadranno in seguito: la scelta dell’idiota, il concepimento di un figlio di Vova da parte della moglie, la pazzia di Io, la morte della moglie a opera di Vova. Io è infatti costretto a scontare una singolare pena per aver avuto dei comportamenti scorretti sul lavoro: deve scegliere un idiota e viverci insieme. Mentre la moglie è costretta a casa da un guasto all’automobile, Io si reca in manicomio e, dopo aver convinto con una bottiglia di vodka il guardiano ad aprirgli la porta, sceglie Vova per il suo aspetto apparentemente intelligente, la cravatta, l’orologio e la barba curata. La moglie critica il marito per la sua scelta. Vova non dice una parola e pronuncia un unico suono indefinito: «Ech».

ATTO SECONDO
‘Come Io diventa di Vova’. La vita nella casa di Io procede in modo normale: Vova si comporta bene e non fa niente senza prima essersi accertato se si tratti o meno di un’azione corretta. Ma improvvisamente l’idiota cambia del tutto il proprio comportamento: giace sul pavimento di cucina in mezzo a un lago di latte, divora voracemente i cibi che ha sparpagliato in terra, poi si alza per defecare e strappare i libri di Proust che appartengono alla moglie di Io; Marcel Proust attraversa il palcoscenico sgomento. Io e la moglie decidono allora di ritirarsi nell’altra stanza. In seguito Vova si tranquillizza, e la moglie se ne innamora; ora la moglie e Vova si coalizzano contro Io. La donna rimane incinta, mentre Vova e Io si avvicinano e prendono a simpatizzare. Cambia ancora la situazione: adesso Io e Vova sono coalizzati contro la moglie, che cerca di farli morire di fame, anche se vorrebbe di nuovo Vova al suo fianco. Vova uccide la moglie in modo efferato e Io diviene un idiota; Vova, scomparso, riappare per pronunciare il suo ebete «Ech», mentre Io intona un verso della canzone ‘Nel campo stava una betulla’.

Aus Gründen des Copyrights darf dieses Libretto leider noch nicht veröffentlicht werden.