Mosè in Egitto

Mosè in Egitto

Moses in Ägypten

Libretto

Andrea Leone Tottola (nach Francesco Ringhieri)

Uraufführung

5. März 1818, Neapel (Teatro San Carlo)

Besetzung

PHARAO SESOSTRIS (Bass)
AMALTEA, seine Gemahlin (Sopran)
OSIRIS, ihr Sohn (Tenor)
ELCIA, eine Hebräerin, heimlich mit Osiris verheirstet (Sopran)
MAMBRES, Vertrauter des Pharao, ägyptischer Priester (Tenor)
MOSES, Führer der Hebräer (Bass)
AARON, sein Bruder (Tenor)
AMENOFIS, seine Schwester (Mezzosopran)

Hofstaat, Priester, Soldaten, Edle, Dienerschaft,
Sklaven, ägyptisches und hebräisches Volk

Ort

Ägypten

Zeit

um 1520 v. Chr.

Rossini, Gioacchino

Rossini, Gioachino (Antonio)
29.2.1792 Pesaro - 13.11.1868 Passy


Bühnenwerke
mit Datum/Ort der Uraufführung:

Demetrio e Polibio (1806; 18.5.1812 Roma)
La cambiale di matrimonio (3.11.1810 Venezia )
L'equivoco stravagante (26.10.1811 Bologna)
L'inganno felice (8.1.1812 Venezia )
Ciro in Babilonia, o sia La caduta di Baldassare (14.3.1812 Ferrara)
La scala di seta (9.5.1812 Venezia)
La pietra del paragone (26.9.1812 Milano)
L'occasione fa il ladro, ossia Il cambio della valigia (24.11.1812 Venezia)
Il Signor Bruschino, ossia Il figlio per azzardo (27.1.1813 Venezia)
Tancredi (6.2.1813 Venezia)
L'italiana in Algeri (22.5.1813 Venezia)
Aureliano in Palmira (26.12.1813 Milano)
Il turco in Italia (14.8.1814 Milano)
Sigismondo (26.12.1814 Venezia)
Elisabetta Regina d'Inghilterra (4.10.1815 Napoli)
Torvaldo e Dorliska (26.12.1815 Roma)
Almaviva, o sia L'inutile precauzione [Il barbiere di Siviglia](20.2.1816 Roma)
La gazzetta, ossia Il matrimonio per concorso (26.9.1816 Napoli)
Otello, ossia Il moro di Venezia (4.12.1816 Napoli)
La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo (25.1.1817 Roma)
La gazza ladra (31.5.1817 Milano)
Armida (11.11.1817 Napoli)
Adelaide di Borgogna, ossia Ottone, re d'Italia (27.12.1817 Roma)
Mosè in Egitto (5.3.1818 Napoli)
Adina, o Il califfo di Bagdad (1818; 22.5.1826 Lisboa)
Ricciardo e Zoraide (3.12.1818 Napoli)
Ermione (27.3.1819 Napoli)
Eduardo e Cristina (24.4.1819 Venezia)
La donna del lago (24.9.1819 Napoli)
Bianca e Falliero, o sia Il consiglio dei tre (26.12.1819 Milano )
Maometto secondo (3.12.1820 Napoli)
Matilde Shabran, o sia Bellezza e Cuor di Ferro [Matilde di Shabran] (24.2.1821 Roma)
Zelmira (16.2.1822 Napoli)
Semiramide (3.2.1823 Venezia)
Il viaggio a Reims, ossia L'albergo del giglio d'oro (19.6.1825 Paris)
Le Siège de Corinthe [rev. Maometto II ] (9.10.1826 Paris)
Moïse et Pharaon, ou Le Passage de la Mer Rouge [rev. Mosè in Egitto](26.3.1827 Paris)
Le Comte Ory (20.8.1828 Paris)
Guillaume Tell (3.8.1829 Paris)
rev = Bearbeitung



ERSTER AKT
Über Ägypten, dessen Pharao sich weigert, das versklavte Volk Israel freizugeben, liegt, durch Moses, Gottes Propheten Hand, hervorgerufen, tiefe Finsternis. Der Pharao lässt Moses rufen und bittet um Hilfe, wofür er die Befreiung Israels verspricht. Moses fleht zu Gott; und plötzlich ist wieder alles hell. Schon sind die Hebräer bereit, Ägypten zu verlassen, als der Pharao, schlecht beraten durch seinen Sohn, der fürchtet, Elcia zu verlieren, seinen Befehl widerruft.

ZWEITER AKT
Wieder bittet Moses Gott um Hilfe. Ägypten wird von Feuer und Hagel heimgesucht. Abermals sichert der Pharao den Hebräern zu, sie freizulassen. Osiris ist mit Elcla geflüchtet und hat sich versteckt. Moses und Aaron entdecken beide und versuchen, sie zu trennen. Inzwischen hat sich der Sinn des Pharao, der den Einflüsterungen Mambres unterliegt, erneut gewandelt. Er lässt Moses, der ihm den Tod aller erstgeborenen ägyptischen Söhne vorhersagt, in Ketten legen. Als Osiris, zum Mitregenten ernannt, die Bitten seiner Frau Elcia, die Hebräer fortzulassen, abschlägt, wird er vom Blitz erschlagen.

DRITTER AKT
Das ganze ägyptische Volk ist zutiefst entsetzt, und der Pharao genehmigt wiederum den Auszug. Schon sind die Hebräer an den Ufern des Roten Meeres angekommen, als sich der Pharao entschliesst, für den Tod seines Sohnes Rache zu nehmen. Er eilt mit seinem Heer den Hebräern nach. Moses betet zu Gott um Rettung; das Meer öffnet sich. Während Moses und sein Volk trockenen Fusses durch das Meer eilen, werden die nachfolgenden Ägypter mit dem Pharao von den Fluten verschlungen.

ATTO PRIMO
L’Egitto è avvolto dalle tenebre che nell’Antico Testamento costituiscono la penultima delle piaghe che Dio, tramite Mosè, manda sull’Egitto per convincere Faraone a lasciare libero il popolo d’Israele (“Ah, chi ne aita? oh Ciel”). Faraone, suo malgrado, è costretto a far chiamare Mosè perché faccia cessare il flagello. Dopo aver udito da Faraone una nuova promessa di libertà, Mosè si rivolge a Dio perché renda la luce all’Egitto: e non appena Mosè scuote la sua verga, il giorno torna luminoso (“Celeste man placata”). Rimasto solo in scena, Osiride esprime tutto il suo dolore: la partenza degli Ebrei significa infatti per lui la perdita di Elcia, la fanciulla cui si è segretamente unito in matrimonio. Ordina allora al fido Mambre di convincere il popolo egizio a ribellarsi alla decisione di Faraone. Giunge quindi Elcia, per dare l’ultimo saluto all’uomo che ama, e i due giovani si confessano tutto il loro affanno (“Ah, se puoi così lasciarmi”). La trama di Osiride va a segno: la folla si raduna sotto il palazzo di Faraone per chiedere che venga revocato l’ordine di congedo per gli Ebrei; sobillato anche dallo stesso Osiride, che lascia balenare una possibile unione tra Ebrei e Madianiti contro l’Egitto, il re ribalta la sua decisione. Mentre gli Ebrei stanno inneggiando a Dio, Osiride in persona comunica loro che la partenza è sospesa e minaccia di soffocare nel sangue qualsiasi tentativo di ribellione. All’arrivo di Faraone, che conferma quanto annunciato dal figlio, Mosè scuote di nuovo la sua verga e una pioggia di grandine e fulmini cade di colpo sull’Egitto (in questo frangente, la vicenda si distacca per esigenze drammaturgiche dai testi sacri, nei quali la piaga della grandine era la settima).

ATTO SECONDO
Faraone, piegato dall’ennesimo flagello, annuncia la sua intenzione di lasciar liberi gli Ebrei e contemporaneamente comunica a un costernato Osiride che la principessa di Armenia è pronta a sposarlo (“Parlar, spiegar non posso”). Il principe prende allora una drastica decisione: fuggire insieme a Elcia. Ma mentre i due giovani si allontanano, vengono visti da Aronne, che immediatamente avverte Mosè e la regina egiziana Amaltea, che ha preso a cuore la sorte degli Ebrei. Osiride, condotta Elcia in un sotterraneo per nasconderla, le svela i suoi progetti: rinunciare al suo trono e vivere con lei, lontano dai fasti della reggia (“Quale assalto, qual cimento”). L’arrivo di Mosè e Amaltea provoca un istante di smarrimento generale (“Mi manca la voce”); quindi Osiride annuncia la sua intenzione di rinunciare al trono, mentre Elcia tenta di dissuaderlo. Poco dopo, Faraone comunica a Mosè che l’attacco di Madianiti e Filistei all’Egitto impone di rimandare la partenza degli Ebrei; alla violenta reazione di Mosè, che minaccia la morte di tutti i primogeniti degli Egiziani, ne ordina l’arresto (“Tu di ceppi m’aggravi la mano?”). Chiamati quindi tutti i Grandi del regno, e gli stessi Ebrei, comunica la sua intenzione di associare Osiride al trono. Le minacce del principe a Mosè provocano la reazione di Elcia, che, dopo aver svelato a tutti la sua unione con Osiride, prega il principe di liberare il popolo ebraico e di seguire il suo destino di re. Per tutta risposta Osiride si scaglia con la spada contro Mosè, ma viene colpito da un fulmine e stramazza al suolo privo di vita. Fra la costernazione e lo stupore di tutti i presenti, Elcia dà sfogo a tutto il suo dolore (“Tormenti, affanni, smanie”).

ATTO TERZO
Gli Ebrei innalzano la loro preghiera a Dio sulle rive del mar Rosso (“Dal tuo stellato soglio”). L’annuncio del sopraggiungere di Faraone con il suo esercito suscita terrore, ma Mosè, stesa la sua verga sopra le acque, apre un varco al passaggio del suo popolo. Quando Faraone, per inseguire gli Ebrei, si lancia a sua volta nel medesimo varco con le sue truppe, tutti vengono travolti e sommersi dalle acque che si richiudono di colpo.