Otello ossia Il Moro di Venezia

Otello ossia Il Moro di Venezia

Othello
Oper in drei Akten

Libretto

Francesco Berio di Salsa (nach Shakespeare)

Uraufführung

4. Dezember 1816, Neapel (Teatro del Fondo)

Besetzung

OTELLO, venezianischer Feldherr (Tenor)
ELMIRO Senator von Venedig (Bass)
DESDEMONA, seine Tochter (Sopran)
EMILIA, Zofe und Vertraute (Mezzosopran)
DER DOGE (Tenor)
JAGO, Offizier (Tenor)
RODRIGO, Offizier (Tenor)
LUCIO, in Othellos Gefolge (Tenor)
EIN GONDOLIERE (Tenor)

Venezianische Edle, Offiziere, Soldaten, Volk

Ort

Venedig

Zeit

15. Jahrhundert

Rossini, Gioacchino

Rossini, Gioachino (Antonio)
29.2.1792 Pesaro - 13.11.1868 Passy


Bühnenwerke
mit Datum/Ort der Uraufführung:

Demetrio e Polibio (1806; 18.5.1812 Roma)
La cambiale di matrimonio (3.11.1810 Venezia )
L'equivoco stravagante (26.10.1811 Bologna)
L'inganno felice (8.1.1812 Venezia )
Ciro in Babilonia, o sia La caduta di Baldassare (14.3.1812 Ferrara)
La scala di seta (9.5.1812 Venezia)
La pietra del paragone (26.9.1812 Milano)
L'occasione fa il ladro, ossia Il cambio della valigia (24.11.1812 Venezia)
Il Signor Bruschino, ossia Il figlio per azzardo (27.1.1813 Venezia)
Tancredi (6.2.1813 Venezia)
L'italiana in Algeri (22.5.1813 Venezia)
Aureliano in Palmira (26.12.1813 Milano)
Il turco in Italia (14.8.1814 Milano)
Sigismondo (26.12.1814 Venezia)
Elisabetta Regina d'Inghilterra (4.10.1815 Napoli)
Torvaldo e Dorliska (26.12.1815 Roma)
Almaviva, o sia L'inutile precauzione [Il barbiere di Siviglia](20.2.1816 Roma)
La gazzetta, ossia Il matrimonio per concorso (26.9.1816 Napoli)
Otello, ossia Il moro di Venezia (4.12.1816 Napoli)
La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo (25.1.1817 Roma)
La gazza ladra (31.5.1817 Milano)
Armida (11.11.1817 Napoli)
Adelaide di Borgogna, ossia Ottone, re d'Italia (27.12.1817 Roma)
Mosè in Egitto (5.3.1818 Napoli)
Adina, o Il califfo di Bagdad (1818; 22.5.1826 Lisboa)
Ricciardo e Zoraide (3.12.1818 Napoli)
Ermione (27.3.1819 Napoli)
Eduardo e Cristina (24.4.1819 Venezia)
La donna del lago (24.9.1819 Napoli)
Bianca e Falliero, o sia Il consiglio dei tre (26.12.1819 Milano )
Maometto secondo (3.12.1820 Napoli)
Matilde Shabran, o sia Bellezza e Cuor di Ferro [Matilde di Shabran] (24.2.1821 Roma)
Zelmira (16.2.1822 Napoli)
Semiramide (3.2.1823 Venezia)
Il viaggio a Reims, ossia L'albergo del giglio d'oro (19.6.1825 Paris)
Le Siège de Corinthe [rev. Maometto II ] (9.10.1826 Paris)
Moïse et Pharaon, ou Le Passage de la Mer Rouge [rev. Mosè in Egitto](26.3.1827 Paris)
Le Comte Ory (20.8.1828 Paris)
Guillaume Tell (3.8.1829 Paris)
rev = Bearbeitung



ERSTER AKT
Der siegreich aus dem Türkenkrieg heimkehrende Othello wird vom Dogen und Venedigs Senatoren freudig begrüsst und als Sohn der Republik aufgenommen. Jago und Rodrigo hassen ihren Feldherrn und missgönnen ihm seinen Ruhm. Rodrigo hat Desdemona, die Othello liebt, selbst zur Gattin erwählt, während Jago von dieser abgewiesen wurde. Elmiro, Desdemonas Vater, neidet dem Mohren seine Macht, weiss aber nicht, dass seine Tochter Othello liebt.
Desdemona vertraut Emilia an, dass sie die Haltung ihres Vaters Othello gegenüber beunruhigt, und fürchtet, bei Othello in falschen Verdacht zu kommen. Ihr Vater hat einen Brief und eine Locke, die sie Othello als Liebespfand schicken wollte, an sich genommen, im Glauben, sie seien für Rodrigo, den er ihr als Gatten erwählt hat. Othello hat seither nichts mehr von sich hören lassen. Dieser kommt, als Elmiro die Verlobung seiner Tochter mit Rodrigo bekannt geben will, und erklärt, dass Desdemona ihm ewige Treue geschworen hat. Als diese Othellos Worte bestätigt, wird sie von ihrem wütenden Vater mit Rodrigo zusammen fortgezogen.

ZWEITER AKT
Rodrigo bittet Desdemona noch einmal, ihn zu erhören, doch diese bedeutet ihm, bereits mit Othello vermählt zu sein. Der Mohr zweifelt bereits an der Treue seiner Frau, da er lange nichts von ihr gehört hat. In diesem Glauben wird er von dem tückischen Jago noch bestärkt, der Brief und Locke vorzeigt, die er von Rodrigo bekommen hat. Wütend beginnt er mit Rodrigo, der sich mit Othello versöhnen wollte, Streit und fordert ihn zum Duell. Die hinzueilende Desdemona weiss nicht, warum Othello sich so sonderbar benimmt, atmet aber auf, als sie hört, dass er bei dem Duell unverletzt blieb. Da erscheint plötzlich ihr Vater und verstösst sie. Othello fordert Jago auf, seinen angeblichen Nebenbuhler zu beseitigen.

DRITTER AKT
Desdemona ist unglücklich, weil Othello ihr Haus nicht mehr betreten darf und ihr Vater sie meidet. Betrübt schläft sie ein, ohne dass Emilia sie trösten kann. Da tritt Othello durch eine Geheimtür, beschuldigt sie heftig des Verrats und erzählt, dass Jago ihren Liebhaber Rodrigo töten werde. Als Desdemona bei dieser Nachricht zusammenbricht, nimmt der Mohr fälschlich an, dass sie um Rodrigo weint, und ersticht sie in rasender Eifersucht. Da meldet Lucio, dass Jago, von Rodrigo erschlagen, den Verrat gestanden hat. Othello, der sein Verbrechen erkennt, ersticht sich.

opo l’ouverture, che contiene autoimprestiti dal Turco in Italia e dal Sigismondo , il coro di introduzione e la marcia che aprono il primo atto si collegano in un’unica arcata drammatica al secondo numero della partitura, la sortita di Otello (“Ah sì per voi già sento”), reduce da una campagna vittoriosa contro i Turchi, acclamato a Cipro dal popolo e dai senatori veneziani. Nel cantabile della sua cavatina il condottiero pensa all’amata Desdemona, sua sposa segreta nonostante l’opposizione del padre di lei, Elmiro. Solamente in tempi recenti, quando la parte del protagonista è stata interpretata da un tenore scuro, baritonale, capace di eseguire con esattezza i dettagli ritmici nel fraseggio melodico, si è potuta constatare l’esattezza drammaturgica – pur in un codice impostato sulle regole stilistiche del belcanto – dei vocalizzi sfrenati e dei salti di registro perigliosi della scrittura di Otello, specialmente in questo numero che è un po’ il suo biglietto da visita. Lungi dall’essere una sortita ‘da tenorino leggero’, l’aria di Otello caratterizza il personaggio con quei tic che lo seguiranno implacabilmente in tutta l’opera (le figure marziali a ritmo puntato) e, saldandosi al coro e marcia introduttivi, offre un primo, grandioso insieme omogeneo, un quadro scenico unitario in cui il compositore trascende le indicazioni formali imposte dalla metrica del libretto. Mediante la somiglianza di incisi melodici, formule ritmiche, sequenze armoniche, e di un’unica tinta orchestrale, squillante anche quando Otello esprime il suo amore, Rossini attua un progetto di coesione con mezzi di derivazione sonatistica, un lavoro ‘artigianale’ cui spesso ricorre nelle introduzioni più estese delle sue opere. Jago e Rodrigo, in disparte, commentano astiosamente la fortuna di Otello: il primo lo invidia per i successi politici, il secondo è il suo rivale in amore. Elmiro confida a Rodrigo, promesso sposo di Desdemona, che la figlia è oppressa da una pena nascosta; Jago conforta Rodrigo, dichiarandosi suo alleato e mostrandogli una lettera di Desdemona, senza confessargli cosa ne intende fare. Un duettino suggella la loro alleanza. Nel palazzo paterno, Desdemona teme che Otello la creda infedele, poiché la lettera a lui diretta è stata intercettata dal padre; invece che presentarsi con un’aria, la protagonista canta un duettino con la confidente Emilia (“Vorrei, che il tuo pensiero”), la cui semplice costruzione conquistò Stendhal. Elmiro combina immediatamente le nozze fra Rodrigo e la figlia: in una «pubblica sala magnificamente adorna» un coro introduce il finale primo. Desdemona incontra Elmiro, che le presenta il promesso sposo dando inizio a un breve terzetto, in cui i protagonisti si confrontano imbarazzati. Giunge improvvisamente Otello, il quale rivela che un solenne giuramento lo lega a Desdemona; Elmiro maledice la figlia. Segue il momento di stupore generale, condensato in un sobrio canone (“Incerta l’anima”) su un tessuto d’accompagnamento funebre; la stretta si incastra subito dopo il tempo lento, travolgendo il consueto momento intermedio, qui ridotto a poche frasi fulminanti.

Invano Rodrigo implora Desdemona di amarlo, all’inizio dell’atto successivo, in una breve aria virtuosistica; quando egli giura di vendicarsi nei confronti di Otello, Desdemona teme per l’amato e cerca di avvertirlo dell’ira di Rodrigo. Jago persuade Otello del tradimento di Desdemona, mostrandogli la lettera a lei sottratta; la stretta del duetto fra i due tenori ha un impulso ritmico di cui Verdi si ricorderà per “Sì, vendetta” del Rigoletto . Giunto Rodrigo, nasce una sfida fra i due rivali: il duetto è appena iniziato (“Ah vieni, nel tuo sangue”), quando si trasforma in terzetto, poiché Desdemona si getta fra i duellanti cercando invano di arrestarli. Rimasta sola, svenuta, Desdemona si risveglia angosciata e chiede a Emilia di andare in cerca di Otello (“Che smania? ahimè! che affanno?”); durante la sua grande aria conclusiva dell’atto, è raggiunta dapprima da un coro di confidenti, che le annuncia che Otello è vivo, poi dal padre che la scaccia nuovamente.

Un solo numero indica in partitura la sostanza musicale dell’ultimo atto, concepito evidentemente come un’unica arcata drammaturgica, uno studio psicologicamente affascinante dell’intimo della protagonista, che attende Otello nella sua stanza. Dapprima Desdemona confida le proprie pene a Emilia, poi ascolta giungere dall’esterno il canto di un gondoliere, che intona alcuni versi danteschi (dall’episodio di Paolo e Francesca); quindi essa stessa, accompagnandosi con l’arpa, canta la ‘canzone del salice’ (“Assisa a piè d’un salice”), ricordando il destino della sua amica Isaura, morta per amore. Il vento che spalanca la finestra, e poi la commozione interrompono due volte il canto di Desdemona; congedata Emilia, Desdemona intona una preghiera. Armato di pugnale, Otello si introduce nella stanza: Desdemona tenta invano di difendersi dalle accuse di tradimento, e poi si offre al pugnale affrontando la morte (duetto “Non arrestare il colpo”). Otello viene raggiunto da un suo ufficiale, il quale gli rivela che Jago, ferito a morte da Rodrigo, ha confessato i suoi peccati e la trama ordita contro Desdemona. Sopraggiungono Elmiro e Rodrigo, che offrono amicizia al protagonista; Otello si uccide.

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