Tancredi

Tancredi

Tankred
Oper in zwei Akten


Libretto

Gaetano Rossi (nach Voltaire)

Uraufführung

6. Februar 1813, Venedig (Teatro La Fenice)

Besetzung

ARSIR, König von Syrakus (Tenor)
AMENAIDE, seine Tochter (Sopran)
ORBASSAN, Herzog in Sizilien (bass)
TANCREDI (Alt)
RODERICH, sein Knappe (Tenor)
ISAURA, Amenides Freundin (Mezzosopran)

Hofstaat, Soldaten, Sizilianer, Sarazenen, Volk

Ort

Syrakus und Umgebung

Zeit

1005

Rossini, Gioacchino

Rossini, Gioachino (Antonio)
29.2.1792 Pesaro - 13.11.1868 Passy


Bühnenwerke
mit Datum/Ort der Uraufführung:

Demetrio e Polibio (1806; 18.5.1812 Roma)
La cambiale di matrimonio (3.11.1810 Venezia )
L'equivoco stravagante (26.10.1811 Bologna)
L'inganno felice (8.1.1812 Venezia )
Ciro in Babilonia, o sia La caduta di Baldassare (14.3.1812 Ferrara)
La scala di seta (9.5.1812 Venezia)
La pietra del paragone (26.9.1812 Milano)
L'occasione fa il ladro, ossia Il cambio della valigia (24.11.1812 Venezia)
Il Signor Bruschino, ossia Il figlio per azzardo (27.1.1813 Venezia)
Tancredi (6.2.1813 Venezia)
L'italiana in Algeri (22.5.1813 Venezia)
Aureliano in Palmira (26.12.1813 Milano)
Il turco in Italia (14.8.1814 Milano)
Sigismondo (26.12.1814 Venezia)
Elisabetta Regina d'Inghilterra (4.10.1815 Napoli)
Torvaldo e Dorliska (26.12.1815 Roma)
Almaviva, o sia L'inutile precauzione [Il barbiere di Siviglia](20.2.1816 Roma)
La gazzetta, ossia Il matrimonio per concorso (26.9.1816 Napoli)
Otello, ossia Il moro di Venezia (4.12.1816 Napoli)
La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo (25.1.1817 Roma)
La gazza ladra (31.5.1817 Milano)
Armida (11.11.1817 Napoli)
Adelaide di Borgogna, ossia Ottone, re d'Italia (27.12.1817 Roma)
Mosè in Egitto (5.3.1818 Napoli)
Adina, o Il califfo di Bagdad (1818; 22.5.1826 Lisboa)
Ricciardo e Zoraide (3.12.1818 Napoli)
Ermione (27.3.1819 Napoli)
Eduardo e Cristina (24.4.1819 Venezia)
La donna del lago (24.9.1819 Napoli)
Bianca e Falliero, o sia Il consiglio dei tre (26.12.1819 Milano )
Maometto secondo (3.12.1820 Napoli)
Matilde Shabran, o sia Bellezza e Cuor di Ferro [Matilde di Shabran] (24.2.1821 Roma)
Zelmira (16.2.1822 Napoli)
Semiramide (3.2.1823 Venezia)
Il viaggio a Reims, ossia L'albergo del giglio d'oro (19.6.1825 Paris)
Le Siège de Corinthe [rev. Maometto II ] (9.10.1826 Paris)
Moïse et Pharaon, ou Le Passage de la Mer Rouge [rev. Mosè in Egitto](26.3.1827 Paris)
Le Comte Ory (20.8.1828 Paris)
Guillaume Tell (3.8.1829 Paris)
rev = Bearbeitung



ERSTER AKT
Arsir, der Herrscher von Syrakus, hat seine Tochter Amenaide seinem Widersacher Orbassan versprochen, um alle Parteien gegen den gemeinsamen Feind, die Sarazenen, die die Stadt belagern, zu einigen. Aber Amenaide liebt Tankred, den Sohn des aus Syrakus vertriebenen ehemaligen Königs. Sie vertraut ihre Sorgen Isaura an und will ihrem Geliebten eine Botschaft übermitteln lassen, in der sie ihn bittet, das Land von Orbassan zu befreien.
Im Park des Schlosses begegnet Amenaide Tankred, von dem man glaubt, dass er sich an Syrakus rächen will. Das Mädchen beschwört ihren Geliebten, zu fliehen, ohne ihn über die geplante Hochzeit zu informieren. Inzwischen ist Orbassan der an Tankred gerichtete Brief, der abgefangen wurde, übergeben worden. Unter dem Verdacht, Amenaide habe an den Sarazenenfürsten Solamir geschrieben, wird das Mädchen verhaftet und zum Tode verurteilt.

ZWEITER AKT
Arsir ist über das Schicksal seiner Tochter besorgt, weil sie sich weigert, den Namen des Empfängers des Briefes zu nennen. Der König muss das Urteil über seine Tochter bestätigen. Orbassan wünscht, dass ein Gottesurteil ihre Schuld oder Unschuld beweisen soll. Niemand ist bereit, gegen Orbassan zu kämpfen. Ein maskierter Ritter tritt vor und erschlägt Orbassan im Zweikampf. Er reitet, in der Annahme, verraten worden zu sein, davon; niemand hat ihn erkannt. Erst Roderich, der Knappe des Fremden, erzählt, dass Tankred der Unbekannte war, den man sucht und in der Nähe der feindlichen Truppen findet. An der Spitze des Heeres schlägt Tankred die Sarazenen, das Volk jubelt ihm zu. Arsir segnet das junge Paar.

Neufassung

Tankred kehrt siegreich, aber tödlich verwundet vom Schlachtfeld zurück; erst jetzt erfährt er von der Unschuld und Treue Amenaides. Argirio traut das Paar noch, bevor der Held stirbt.

ATTO PRIMO
Anno mille: la Sicilia è teatro delle lotte tra bizantini e saraceni. Siracusa tenta di conservare la propria indipendenza, pur turbata dalle lotte delle famiglie patrizie di Argirio e Orbazzano. Il nobile Tancredi, figlio di una ricca famiglia normanna, viene cacciato dalla città, ingiustamente accusato di fedeltà alla corte di Bisanzio. Corteggiata da Tancredi e dal temuto tiranno saraceno Solamir, Amenaide, figlia di Argirio, E tornata a Siracusa dopo aver giurato il suo amore a Tancredi. Le fazioni che fanno capo a Orbazzano e Argirio giurano fedeltà alla patria nella lotta contro il saraceno Solamir. Argirio promette in sposa a Orbazzano, l’antico nemico, la propria figlia Amenaide, per rendere più salda l’unione tra i due partiti. Il gesto è anche una sfida rivolta a Solamir, che ha offerto la pace a Siracusa chiedendo in cambio Amenaide come sua sposa. La figlia di Argirio, che ha appena spedito una lettera a Tancredi, rimane sconvolta all’annuncio delle intenzioni del padre (cavatina “Come dolce all’alma mia”). Tancredi intanto sbarca con il fido Roggiero (recitativo “Oh patria, dolce e ingrata patria, alfine a te ritorno” e cavatina “Tu che accendi questo core”, con cabaletta “Di tanti palpiti”), che invia da Amenaide per informarla che un ignoto cavaliere desidera parlarle. Giungono Amenaide e Argirio: questi, appreso che Tancredi è sbarcato in Sicilia, vuole affrettare le nozze; ma la ragazza esita, e Argirio la minaccia (aria “Se ostinata ancor non cedi”). Incontra dopo poco Tancredi, che esorta a fuggire per non essere condannato (duetto “L’aura che intorno spiri”). Credendo che Amenaide gli sia infedele, Tancredi va da Argirio prima che si compiano le nozze tra lei e Orbazzano, e si offre come difensore di Siracusa. Alla vista di Tancredi, Amenaide giura che non sarà mai sposa di Orbazzano. Questi mostra la lettera di Amenaide – che tutti, Tancredi compreso, ritengono indirizzata a Solamir – nella quale la giovane invitava il destinatario a rientrare in Sicilia; Amenaide non può rivelare la verità, poiché teme di far scoprire Tancredi, e viene così condotta in carcere.

ATTO SECONDO
Orbazzano reca la sentenza del senato, che condanna a morte Amenaide. Argirio, diviso tra ragion di stato e affetto paterno, sospende il giudizio: prima vuole affrontare Solamir, creduto il seduttore di Amenaide (aria “Al campo mi chiama”). Argirio, deciso a morire con la fanciulla, si reca con Orbazzano a prelevarla nelle carceri per condurla al patibolo (aria di Amenaide “No, che il morir non è”). Si presenta l’ignoto cavaliere, che sfida Orbazzano per difendere la fanciulla. Tancredi promette ad Argirio di salvare Amenaide, la quale prega per il suo amato (aria “Giusto Dio che umile adoro”). Il giubilo del popolo annuncia la vittoria di Tancredi e l’uccisione di Orbazzano. Tancredi, che ancora nessuno ha riconosciuto, annuncia che partirà per ignota destinazione; Amenaide vuole fermarlo, ma egli la crede infedele e non sente ragioni (“Ah, che scordar non so”). Insieme al padre, Amenaide chiede a Tancredi di guidare i paladini contro i saraceni. La fanciulla svela l’identità di Tancredi, il quale si dimostra così di non essere un traditore; egli accetta infatti di sfidare i saraceni. La fortuna volge ai siracusani, che sconfiggono i saraceni; Solamir, morente, rivela la verità a proposito di Amenaide. Tancredi torna pentito dalla fanciulla, e Argirio unisce i due amanti tra l’esultanza generale.

Bitte lesen und beachten Sie die Copyright-Bestimmungen, bevor Sie eine Datei herunterladen!

Klavierauszug

download