Solotoi petuschok

Solotoi petuschok

Der goldene Hahn
Oper in einem Prolog, drei Akten und einem Epilog

Libretto

Wladimir I. Belski (nach A. Puschkin)

Uraufführung

7. Oktober 1909, Moskau (Solodovnikov-Theater)

Besetzung

KÖNIG DODON (Bass)
PRINZ GWIDON (Tenor)
PRINZ AFRO (Bariton)
GENERAL POLKAN (Bass)
DER ASTROLOGE (Tenor)
DIE KÖNIGIN VON SCHEMACHA (Sopran)
AMELFA, eine Aufseherin (Alt)
DER GOLDENE HAHN (Sopran)

Adlige, Offiziere, Soldaten, Sklaven, Volk

Ort

Märchenland

Zeit

Märchenzeit

Rimski-Korsakow, Nikolai

Rimsky-Korsakov, Nikolai Andreyevich
18.3.1844 Tikhvin, (Novgorod) - 21.6.1908 Lyubensk, (St. Peterburg)


Bühnenwerke
mit Datum/Ort der Uraufführung:

Pskovityanka (13.1.1873 St Peterburg)
Mlada (1872 inc) [et al.]
Pskovityanka [rev] (1877; np)
Mayskaya noch' (21.1.1880 St Peterburg)
Snegurochka (10.2.1882 St Peterburg)
Mlada (1.11.1882 St Peterburg)
Pskovityanka [rev 2] (1892; 18.4.1895 St Peterburg)
Snegurochka [rev] (1895; ?)
Noch' pered Rozhdestvom (10.12.1895 St Peterburg)
Sadko (7.1.1898 Moskva )
Motsart i Sal'yeri (7.12.1898 Moskva)
Boyarïnya Vera Sheloga [rev. Pskovityanka] (27.12.1898 Moskva)
Tsarskaya nevesta (3.11.1899 Moskva)
Skazka o tsare Saltane, o sïne evo slavnom i moguchem bogatïre knyaze Gvidone Saltanoviche i o prekrasnoy tsarevne lebedi (3.11.1900 Moskva)
Serviliya (14.10.1902 St Peterburg)
Kashchei bessmertniy (25.12.1902 Moskva)
Pan Voyevoda (16.10.1904 St Peterburg)
Kashchei bessmertniy [rev] (1906; ?)
Skazanie o nevidimom grade Kitezhe i deve Fevronii (20.2.1907 St Peterburg)
Zolotoy petushok (7.10.1909 Moskva)
rev = Bearbeitung / inc = Fragment



Der goldene Hahn


PROLOG
Der Astrologe tritt vor den Vorhang und verweist das Publikum auf das folgende lehrhafte Stück:

ERSTER AKT
Auf König Dodon lasten schwere Sorgen. Feinde bedrohen ihn von allen Seiten. Er berät mit seinen Ratsherren und Söhnen, was zu tun ist. Während noch heftig debattlert wird, erscheint der listige Astrologe und überreicht dem König einen goldenen Hahn, der jede Gefahr laut krähend ankündigen wird. Erleichtert hebt Dodon die Beratungen auf, begibt sich zum Mahl und zur Ruhe, denn der Hahn schweigt. Bald beginnt er jedoch zu krähen. Der König schickt seine Söhne dem Feind entgegen, während er selbst von einer unbekannten Schönen, der Königin von Schemacha, träumt. Als der Hahn erneut kräftig kräht, beschliesst Dodon, mit seinem Feldherrn Polkan in den Kampf zu ziehen.

ZWEITER AKT
Dodons Armee ist geschlagen worden; seine Söhne sind tot. Aus dem Nebel tauchen die Umrisse eines Prunkzeltes auf. Königin Schemacha tritt heraus und betört Dodon mit ihrem Liebreiz. Dodon erliegt, wie vorher seine beiden Söhne, und verspricht ihr sein Reich als Geschenk. Alle brechen in Dodons Residenz auf.

DRITTER AKT
Dodons Volk steht ungeduldig vor seinem Palast und wartet auf Nachrichten. Die Palastaufseherin Amelfa verkündet, dass der Krieg verloren wurde und Dodon mit einer fremden Königin heimkehren wird. Schon naht der Festzug, da verlangt der Astrologe als Preis für seinen Vogel, wie ausgemacht, die Königin. Wütend erschlägt der König den Astrologen. Als er die Königin küssen möchte, stürzt sich der Hahn auf ihn und tötet Dodon mit Schnabelhieben. Unter Donner und Blitz verschwindet die Königin mit dem Wundervogel, während das Volk nicht einig wird, wie es ohne König weitergehen soll.

EPILOG
Der wiedererwachte Astrologe rät den Zuhörern, den unglücklichen Ausgang des Märchens nicht ernst zu nehmen.
PROLOGO
Un astrologo ammonisce gli spettatori di fare attenzione al senso della fiaba, inventata ma istruttiva.

ATTO PRIMO
Nel palazzo dello zar Dodon è riunito il consiglio. Lo zar si lamenta: sogna solo di dormire, ma i nemici minacciano il suo regno, mentre i suoi figli danno irrealizzabili suggerimenti militari. Giunge in soccorso l’astrologo, che consegna allo zar Dodon un uccello meccanico, un galletto-statua e una sentinella-sveglia che segnala i pericoli con il suo ‘chicchirichì’. Dodon si vuole sdebitare: alla prima occasione l’astrologo gli potrà chiedere tutto ciò che desidera. Lo zar si mette a letto, mentre la nutrice Amelfa gli canta filastrocche sui dolciumi. Ma la ninna-nanna è interrotta dall’allarme del gallo. Lo zar, assonnato, manda i giovani alla guerra e si rimette a dormire. Ma anche il secondo sonno è interrotto dal gallo: il nemico sopraggiunge, e questa volta egli stesso deve andare ad affrontarlo a capo di un esercito di veterani.

ATTO SECONDO
L’armata di vegliardi spaventati descrive gli orrori della guerra, e Dodon scopre i cadaveri dei figli che si sono uccisi a vicenda. Da una tenda compare la regina di Cemachan, una fanciulla di orgogliosa bellezza, che intona un inno al sole. La regina dichiara di essere venuta a conquistare il regno di Dodon armata solo del suo fascino. In una scena di seduzione canora: la regina descrive la sua sensualità, la sua innocenza, persino la sua nudità. I figli si sono uccisi per lei, ma Dodon, ormai pazzo d’amore, non se ne cura. Si dichiara malinconica e infelice, e Dodon si offre di consolarla; ella lo trascina in una danza ammiccante e maliziosa. La regina lo deride, ma si fa portare nel suo regno.

ATTO TERZO
Nel regno di Dodon c’è apprensione: il popolo osserva con terrore il galletto immobile. Giunge il corteggio degli sposi, con animali e umani: vesti sgargianti, selvaggi, nani, giganti. Ritorna anche l’astrologo, che chiede allo zar in sposa la regina, come compenso per il gallo, con insistenza e malgrado il rifiuto di Dodon, finendo per prendersi un colpo di scettro in testa che lo fa stramazzare al suolo. Il gallo si alza il volo e becca la testa dello zar, mentre la regina scompare. Il popolo è attonito: lo zar è morto e non gli resta che intonare un canto di compianto.

EPILOGO
L’astrologo resuscitato spiega: il pubblico non si turbi per il sangue sparso, solo lui e la regina sono figure vive, gli altri illusione: fantasmi e povere larve.

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Partitur

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Klavierauszug

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