Dido and Aeneas

Dido and Aeneas

Libretto

Nahum Tate

Uraufführung

5. Oktober 1689, London-Chelsea (Josias Priests Mädchenpensionat)

Besetzung

DIDO [ELISSA], Königin von Karthago (Sopran oder Mezzosopran)
BELINDA, ihre Vertraute (Sopran)
ZWEITE FRAU (Sopran)
AENEAS, trojanischer Fürst (Bariton)
ZAUBERIN (Mezzosopran oder Bariton)
ERSTER SEEMANN (Tenor)
ERSTE HEXE (Sopran)
ZWEITE HEXE (Mezzosopran)
GEIST (Sopran oder Bariton)

CHOR
Gefolge, Krieger, Seeleute, Furien

Ort

Zeit

Nach dem Ende des Trojanischen Krieges

Purcell, Henry

Purcell, Henry
1659 London - 21.11.1695 Westminster


Bühnenwerke
mit Datum/Ort der Uraufführung:

Dido and Aeneas (1689 London)
The Prophetess, or The History of Dioclesian (1690 London)
King Arthur, or The British Worthy (1691 London)
The Fairy Queen (1692 London)
The Indian Queen (1695 London) [+ D. Purcell]
The Tempest, or The Enchanted Island (c.1695)



ERSTER AKT
Der trojanische Held Aeneas hat Trojas Zerstörung überlebt und von Zeus den Auftrag erhalten, nach Italien zu segeln und dort mit seinen Leuten ein neues Reich zu gründen. Auf der Fahrt durch das Mittelmeer kommen die Trojaner nach Karthago, wo sie sich längere Zeit aufhalten. Die Stadt wird von Königin Dido regiert, die nach dem Tod ihres Mannes geschworen hat, nie mehr zu heiraten und sich nur noch um das Wohl ihres Staates zu kümmern. Die Königin kann den Schwur nicht halten, als sie Aeneas kennenlernt und sich in ihn verliebt. Belinda zerstreut die Bedenken ihrer Herrin ( Then let me speak | Dann lasst mich sprechen); sie weiss, dass auch der Trojaner Dido zugeneigt ist.

ZWEITER AKT
Furien haben sich in einer Felsschlucht versammelt. Ihre Anführerin befiehlt, Karthagos Macht zu vernichten, um dadurch Dido und Aeneas wegen ihrer Pflichtvergessenheit zu strafen. Eine Furie meldet, dass Aeneas und Dido auf der Jagd sind. Ihr wird aufgetragen, als Hermes verkleidet Aeneas den Willen des Zeus, sofort nach Italien zu segeln, kundzutun. Andere Furien treiben die Jagdgesellschaft durch einen Sturm in die Stadt zurück.
Belinda und der Hofstaat erfreuen sich unterdessen an der Schönheit des Heiligen Hains, wo sie rasten. Die Seherin unterbricht ihre Freude und verkündet, dieser Ort bringe Unheil. Schon naht Dido und kurz darauf Aeneas, der einen gewaltigen Eber erlegt hat. Kaum hat sich das Liebespaar in das vorbereitete Zelt zurückgezogen, bricht ein Gewitter los; alle flüchten in die Stadt. Aeneas ist plötzlich allein. Er erhält von Hermes den Befehl, sofort nach Italien aufzubrechen. ( Stay, Prince | Verweile, Prinz) Der Held ist erschüttert, doch die Pflicht siegt über seine Liebe.

DRITTER AKT
Die Trojaner rüsten zur Abfahrt und nehmen von ihren Frauen Abschied. Die Furien triumphieren, als sie die unglückliche Königin sehen, und entfachen einen Sturm, der die Schiffe auf das Meer hinausjagen soll. Dido und Belinda eilen herbei, erregt über das Verhalten der Trojaner, die auf Zeus' Befehl verweisen, aber schon zögern, abzusegeln. Der Königin erscheint die Treulosigkeit des Helden als Strafe des Himmels, weil sie ihren Schwur nicht gehalten hat. Belindas Tröstungen sind vergeblich ( Thy hand, Belinda / When I am laid in earth | Deine Hand, Belinda / Wenn ich in der Erde liege); Dido stirbt an gebrochenem Herzen, da sie ohne Aeneas nicht leben kann.


ACT I
Dido, queen of Carthage, cannot bring herself to admit her love for the Trojan prince Aeneas, a guest at her court; he is soon to resume his journey in search of a site for a new city to replace Troy. Her confidante Belinda and her courtiers persuade Dido to speak her love and the act ends with general rejoicing.

ACT II
A sorceress and her witches plot the downfall of Dido and Carthage. Their plan is to "conjure up a storm" and force the lovers to take refuge in a cave, where an elf, disguised as Mercury, will remind Aeneas of his duties. Meanwhile, Dido and Aeneas, having spent the night together, are being entertained in a grove by Belinda and a courtier. A storm arises and the lovers are separated; Aeneas enters the witches' cave and is commanded by the false Mercury to leave Carthage.

ACT III
At the quayside Aeneas's men are preparing to leave. The witches gloat over their victory and sing of their delight. Back at court, Dido has been informed of her lover's planned departure and seeks Belinda's counsel. The queen confronts Aeneas, silences his excuses and dismisses him. After her lament ("When I am laid in earth"), Dido kills herself. Cupids mourn her, scattering roses on her tomb.
ATTO PRIMO
L’ouverture, nella forma francese di un solenne Adagio cui segue uno spumeggiante tempo veloce, ci introduce nel palazzo reale di Cartagine. Belinda, confidente di Didone, intuisce il suo tormento, e cerca di distoglierla dai funesti presagi che la opprimono prospettandole un futuro raggiante (“Shake the cloud from off your brow”); il coro dilata e sostiene il suo stato d’animo (“Banish sorrow, banish care”). Ma Didone, nella bellissima aria in forma di ciaccona che chiude l’episodio, si tormenta e afferma di considerare la pace ormai estranea alla sua anima (“Ah Belinda, I am press’d with torment”). Nel recitativo seguente, Belinda la spinge a confidarsi, intuendo che l’ospite troiano è la causa della sua inquietudine. Confidando che l’alleanza permetterà a Troia di rinascere e porterà maggiore sicurezza a Cartagine, la sua voce si espande melodicamente fino a introdurre l’ augurio del coro per un accresciuto benessere dei due popoli (“When monarchs unite, how happy their states”). Il successivo recitativo (“Whence could so much virtue spring”), nel quale Didone esprime tutta la sua ammirazione per Enea, riconoscendo in lui il valore di Anchise e il potere di seduzione di Venere, gradualmente si espande, coinvolgendo Belinda in un appassionato e lirico duetto. Belinda ammette che il racconto di Enea, così carico di sventure, avrebbe impietosito una pietra. Didone, anch’ella provata dall’esistenza, nutre compassione e simpatia per il dolore altrui. Il duetto culmina nel ritmo ternario e sincopato di danza ‘veloce e leggera’ affidata a Belinda, a una seconda donna e al coro, che incitano la regina ad abbandonarsi all’amore e a goderne tutta la dolcezza (“Fear no danger to ensue” ). Nel successivo recitativo, sempre molto espressivo, Belinda, vedendo arrivare Enea (“See, your royal guest appears”), spinge Didone a manifestare il suo sentimento; ma ella teme il destino avverso. Il coro intreccia un fitto contrappunto polifonico sul tema del dolore amoroso, che può essere lenito solo da chi l’ha provocato (“Cupid only throws the dart”). Enea, nel recitativo seguente, implora l’amore di Didone, se non per la sua salvezza, almeno per quella del’impero (“If not for mine, for empire’s sake”). La linea vocale di Belinda sulle parole “Pursue thy conquest, Love, her eyes Confess the flame her tongue denies”) è seguita da un inno all’Amore intonato dal coro, che coinvolge la natura circostante e sfocia in un danza trionfale (“To the Hills and the vales, to the rocks and the mountains”), su ritmi puntati alla francese, alla fine della quale le indicazioni di scena prescrivono tuoni e lampi.

ATTO SECONDO
In una caverna. Su un funereo e inquietante ritmo di marcia, si ode il preludio delle streghe; quindi la maga invoca le «malefiche sorelle» perché compiano il misfatto che «brucierà tutta Cartagine»: la regina, prima del tramonto, dovrà perdere gloria, vita e amore. Un elfo apparirà a Enea con le sembianze di Mercurio, messaggero di Giove e gli ordinerà di ripartire nella notte,con la flotta, alla ricerca degli italici lidi. Il coro intercala gli ordini della maga dando voce alle streghe, che prima si compiacciono del loro potere distruttivo e quindi si scatenano in due episodi in parossistico stile fugato, intessuto su grida evocatrici di pratiche di possessione diabolica; una strumentale danza delle Furie chiude la scena. In un boschetto. Un sereno e idilliaco ritornello strumentale introduce il canto di ammirazione di Belinda (“Thanks to these lonesome vales”), ripreso poi dal coro, rivolto al paesaggio nel quale si sta svolgendo la caccia, un luogo caro alla stessa Diana. Ma la voce della seconda donna (“Oft she visits this lone mountain”), evocando il drammatico episodio della morte di Atteone su un inquietante basso ostinato, introduce una nota di doloroso presagio, che si chiude su un altro ritornello strumentale. In un recitativo sempre più concitato, Enea e Didone avvertono segnali oscuri nell’aria, finché Belinda, sostenuta dal coro, incita tutti ad abbandonare la campagna (“Haste, haste, to Town”), avviando un lungo e articolato episodio polifonico cui partecipa anche il coro in un crescendo di densità contrappuntistica, che sottolinea l’inarrestabile incedere della furia degli eventi, naturali e sovrannaturali. Nel recitativo successivo, che gradualmente si anima, lo spirito mandato dalla maga appare a Enea, che si sottomette al suo volere pur lamentando la propria sorte (“But ah, what language can I try”), poiché «con più gioia morirebbe» piuttosto che abbandonare Didone.

ATTO TERZO
Al preludio seguono un coro e una danza dei marinai, che esultano per l’imminente partenza (“Come away, fellow sailors”). La scena successiva ci mostra la gioia delle streghe e della maga, che si scatenano in un’orgia di soddisfazione per il dolore che hanno provocato e che continueranno ad alimentare perseguitando Enea con un’altra tempesta quando si troverà in mare. Le due streghe cominciano con un veloce gioco polifonico (“Our plot has took”) che conduce a un momento di espansiva vocalità riservato alla maga (“Our next motion must be to storm her lover on the ocean”), per poi scatenarsi in una pagina corale (“Destruction’s our delight”) che, a sua volta, culmina nella strumentale danza delle streghe. Dopo che Didone ha confessato a Belinda la sua disperazione e la sua certezza di perdere Enea, il drammatico incontro con l’amato dà vita a un duetto intenso e carico di affanno (“What shall lost Aeneas do?”). Enea cerca di giustificarsi incolpando il destino, ma la regina lo accusa di viltà e ipocrisia; Enea giura allora che resterà, ma Didone lo scaccia, perché ormai si è dimostrato sleale. Il coro commenta la loro incapacità di comprendersi (“Great minds against themselves conspire, and shun the cure they most desire” ). Didone, nonostante il suo sdegnoso rifiuto, non può più vivere senza l’eroe troiano, e decide quindi di uccidersi. Chiede conforto tra le braccia di Belinda (“Thy hand, Belinda, darkness shades me”) ma, nel famoso lamento di addio (“When I am laid in earth”), implora l’amica affinché non si lasci tormentare dal ricordo dei suoi errori quando sarà morta. Una commovente partecipazione accompagna, su un basso di ciaccona – la cui tensione è accentuata da cromatismi e da un’asimmetrica configurazione in cinque misure –, l’invocazione (“Remember my”) di Didone. Nello struggente e insieme straniante coro conclusivo (“With drooping wings”) i Cupidi, apparsi tra le nuvole sopra la sua tomba, sono pregati di vegliare su di lei per sempre.


Dido und Aeneas


Personen:
DIDO [ELISSA], Königin von Karthago (Sopran oder Mezzosopran)
BELINDA, ihre Vertraute (Sopran)
ZWEITE FRAU (Sopran)
AENEAS, trojanischer Fürst (Bariton)
ZAUBERIN (Mezzosopran oder Bariton)
ERSTER SEEMANN (Tenor)
ERSTE HEXE (Sopran)
ZWEITE HEXE (Mezzosopran)
GEIST (Sopran oder Bariton)

CHOR
Gefolge, Krieger, Seeleute, Furien

ERSTER AUFZUG

Ouvertüre

Der Palast
Dido, Belinda und Gefolge treten auf.


BELINDA
Schüttle die Wolke ab von deinen Brauen,
Das Schicksal erhört deine Wünsche;
Dein Reich wächst mächtig, Freuden strömen,
Fortuna lächelt, lächeln sollst auch du.

CHOR
Verbanne den Kummer, verbanne die Sorgen,
Trübsal bleibe ewig fern der Schönen.

DIDO
Ach, Belinda, ich werde heimgesucht
Von unaussprechlichen Qualen.
Fremd ist mir der Friede geworden,
Ich schmachte, bis mein Kummer bekannt ist;
Doch wollte ich, niemand erräte ihn.

BELINDA
Es wächst der Kummer, bleibt er im Verborgenen.

DIDO
Der meine duldet keine Enthüllung.

BELINDA
Dann lasst mich sprechen; der trojanische Gast
Gab Euern Gedanken ein
Den grössten Segen, den das Schicksal fügen kann,
Um unser Karthago zu retten und Troja neu zu beleben.

CHOR
Wenn Fürsten sich vereinen, wie glücklich ihr Los!
Sie triumphieren sogleich über ihre Feinde und ihr Schicksal.

DIDO
Woraus kann nur so viel Tugend entspringen?
Von welchen Stürmen, welchen Schlachten sang er nicht?
Des Anchises Tapferkeit vermischt mit der Venus Zauber,
Wie sanft im Frieden, und doch wie fürchterlich in Waffen!

BELINDA
Ein Lied so mächtig und so voller Leid
Könnte Felsen erweichen ebenso wie euch.

ZWEITE FRAU
Welches verstockte Herz könnt' sehen ungerührt
Solch Leid und solche Frömmigkeit?

DIDO
Meines, selbst von Sorgenstürmen ganz zerrissen,
Hat gelernt, der Elenden sich zu erbarmen.
Armer Toren Leid kann rühren
Meine mitfühlende, empfindsame Brust.
Doch ach! Ich fürchte, ich empfinde seines zu stark!

BELINDA UND ZWEITE FRAU
vom Chor wiederholt
Fürchtet nicht, dass Gefahren lauern.
Der Held liebt ebenso wie ihr.
Stets ist er sanft, stets lächelt er,
Und er verbannt des Lebens Nöte.
Cupido bestreute Euern Pfad mit Blumen,
Gepflückt in den elysischen Lauben.

Aeneas und sein Gefolge treten auf.

BELINDA
Seht, Euer königlicher Gast erscheint;
Wie göttlich ist seine Gestalt!

AENEAS
Wann, schöne Königin, werde ich erhört werden,
Geschlagen mit Liebespein und herrscherlichen Sorgen?

DIDO
Das Schicksal verbietet, was Ihr begehrt.

AENEAS
Aeneas kennt kein Schicksal als Euch!
So Dido nur lächelt, will ich verachten
Die ohnmächtigen Schicksalsschläge.

CHOR
Cupido nur schleudert den Pfeil,
Den das Herz des Kriegers fürchtet.
Und nur sie, die die Wunde schlägt, kann den Schmerz lindern.

AENEAS
Wenn nicht um meinet dann doch um des Reiches Willen
Habt etwas Mitleid mit euerm Freund.
Ach, lasst nicht in einem Feuer ohne Hoffnung,
Einen Helden fallen, und Troja noch einmal untergehen.

BELINDA
Vollend', o Liebe, deinen Sieg; ihre Augen
Leuchten von der Flamme, die ihr Mund verleugnet.

CHOR
Den Hügeln und Tälern, den Felsen und Bergen,
Den melodischen Hainen und den kühlen, schattigen Quellen
Verkündet die Triumphe der Liebe und der Schönheit.
Jubelt, ihr Liebesgötter, denn euer ist der Tag.

Triumphtanz

ZWEITER AUFZUG

ERSTE SZENE
Die Höhle
Die Zauberin tritt auf


Vorspiel der Hexen

ZAUBERIN
Launische Schwestern, die ihr erschreckt
Den einsamen Wanderer bei Nacht -
Die ihr, wie unheilverkündende Raben schreiend,
An die Fenster der Sterbenden klopft,
Erscheint! Erscheint auf mein Geheiss und teilt den Ruhm
Einer Missetat, die Karthago in Flammen setzen soll.
Erscheint!

Die Hexen treten auf.

ERSTE HEXE
Sag, alte Zauberin, was ist dein Wille?

CHOR
Das Böse ist unser Entzücken und
Missetaten unsere ganze Kunst.

ZAUBERIN
Die Königin von Karthago, die wir hassen,
Wie wir alle hassen, die im Glücke leben,
Soll vor Sonnenuntergang ins Unglück stürzen,
Beraubt des Ruhms, des Lebens und der Liebe!

CHOR
Ha ha ha, ha ha ha!

ZWEI HEXEN
Zugrunde gerichtet vor Sonnenuntergang?
Sag uns, wie dies geschehen soll!

ZAUBERIN
Der trojanische Prinz, ist, wie ihr wisst,
Vom Schicksal gehalten, die Gestade Italiens aufzusuchen;
Die Königin und er sind jetzt auf der Jagd.

ERSTE HEXE
Hört! Hört! Ihre Rufe kommen schnell näher.

ZAUBERIN
Wenn sie die Jagd beendet haben, soll mein treuer Geist
In Gestalt des Merkurs selbst,
Wie von Jupiter gesandt, sein Verweilen tadeln
Und ihm befehlen, heute abend mit seiner Flotte abzusegeln.

CHOR
Ha ha ha, ha ha ha!

ZWEI HEXEN
Doch eh' wir dies vollbringen,
Lasst uns einen Sturm heraufbeschwören,
Um ihnen das Vergnügen an der Jagd zu verderben
Und sie zum Hof zurückzujagen.

ECHO-CHOR
In unserer tiefen gewölbten Höhle wollen wir den Zauber bereiten,
Zu schrecklich ist dies Vorhaben für das helle Licht.

Echotanz der Furien


ZWEITE SZENE
Der Hain
Aeneas, Dido, Belinda und Gefolge treten auf.


Ritornell
Orchester

BELINDA
wiederholt vom Chor
Wir danken euch, einsame Täler,
Und euch, einsame Hügel und Schluchten!
So reich ist das Wild, so vergnüglich die Jagd,
Diana selbst könnte in diesen Wäldern leben.

ZWEITE FRAU
Oft besucht sie diesen einsamen Berg,
Oft badet sie in dieser Quelle;
Hier fand Actaeon seinen Tod,
Verfolgt von seinen eigenen Hunden,
Erhielt er tödliche Wunden
Und ward zu spät gefunden.

Didos Frauen tanzen, um Aeneas zu unterhalten.

AENEAS
Sieh, auf meinem gebogenen Speer
Hängt der blutende Kopf eines Ungeheuers.
Mit Hauern weit grösser
Als jene, die den Jäger der Venus zerrissen.

DIDO
Der Himmel ist verdunkelt, hört, wie der Donner
Die Bergeichen zerschlägt.

BELINDA
wiederholt vom Chor
Schnell, schnell zur Stadt. Dies freie Feld
Kann gegen den Sturm keinen Schutz gewähren.

Dido, Belinda und Gefolge treten ab.

Der Geist der Zauberin steigt zu Aeneas herab in der Gestalt des Merkur.


GEIST
Verweile Prinz, und höre das Gebot des grossen Jupiter;
Er gebietet dir, heute nacht abzufahren.

AENEAS
Heute nacht?

GEIST
Heute nacht musst du dies Land verlassen.
Der zornige Gott will nicht dulden längeres Verweilen.
Jupiter befiehlt dir, verschwende nicht mehr
Auf Freuden der Liebe jene kostbaren Stunden,
Die dir die Götter geschenkt,
Damit du das westliche Ufer aufsuchst.
Und das zerstörte Troja wieder aufrichtest.

AENEAS
Den Geboten Jupiters werde ich folgen:
Heute nacht sollen unsere Anker gelichtet werden.
Der Geist verschwindet
Doch ach! mit welchen Worten
Soll ich meine verletzte Königin besänftigen:
Kaum hat sie mir ihr Herz geschenkt,
Da bin ich schon gezwungen, aus ihrer Umarmung zu fliehen.
Wie kann ich ein so hartes Schicksal ertragen?
Eine Nacht verbracht in Freuden, in der nächsten schon der Abschied.
Ihr tragt die Schuld, ihr Götter! Denn ich
Gehorche euerm Willen, doch leichter fiel' es mir zu sterben.

DRITTER AUFZUG

ERSTE SZENE
Die Schiffe
Seeleute treten auf


Vorspiel

ERSTER SEEMANN
wiederholt vom Chor
Kommt herbei, Kameraden, lichtet eure Anker!
Die Zeit und die Flut dulden keinen Aufschub.
Trinkt und nehmt einen schnellen Abschied von euren Nymphen am Strand
Und beschwichtigt ihre Trauer
Mit Versprechen der Rückkehr
Doch denkt nicht daran, sie wiederzusehen.

Der Tanz der Matrosen

Die Zauberin und die Hexen treten auf

ZAUBERIN
Seht, wie Flaggen und Wimpel flattern!
Anker werden gelichtet und Segel entfaltet.

ERSTE HEXE
Des Phoebus blasse, trügerische Strahlen
Vergolden heimtückische Strömungen.

ZWEITE HEXE
Unsere Verschwörung ist gelungen,
Die Königin ist verlassen.

ZWEI HEXEN
Elissa ist verloren, ha ha!
Unsere Verschwörung ist gelungen,
Die Königin ist verlassen, ha ha!

ZAUBERIN
Als nächstes müssen wir
Ihren Liebhaber auf dem Ozean mit Stürmen heimsuchen!
Von dem Elend anderer schaffen wir unser Vergnügen.
Elissa blutet heut nacht, und Karthago steht morgen in Flammen.

CHOR
Zerstörung ist unser Entzücken
Und Freude unser grösster Verdruss!
Elissa blutet heut nacht,
Und Karthago steht morgen in Flammen, ha ha!

Tanz der Hexen

Ein Irrlicht führt die Matrosen von ihrem Weg ab zu den Hexen.


ZWEITE SZENE
Der Palast
Dido, Befinda und Gefolge treten auf.


DIDO
Euer guter Rat ist ganz umsonst.
Bei der Erde und beim Himmel will ich klagen!
Doch warum rufe ich Himmel und Erde an?
Himmel und Erde planen meinen Fall:
An das Schicksal wend ich meine Klage, denn andere Mittel bleiben mir nicht.
Es ist die einzige Zuflucht für die Elenden.

Aeneas tritt auf

BELINDA
Seht, Herrin, seht, der Prinz erscheint;
Und solchen Kummer liest man in seinem Gesicht,
Dass Ihr überzeugt sein könnt, dass er noch immer treu ist.

AENEAS
Was soll der verlorene Aeneas tun?
Wie, schöne Königin, soll ich euch den
Ratschluss der Götter
Kundtun, und Euch sagen, dass wir scheiden müssen?

DIDO
So weint auf des Niles Schicksalsbänken
Das tückische Krokodil!
So machen Heuchler, die einen Mord verüben,
Den Himmel und die Götter zu Urhebern der Tat!

AENEAS
Bei allem, was gut ist -

DIDO
Bei allem, was gut ist, nichts mehr!
Alles was gut ist, hast du betrogen.
Flieg hin zu deinem versprochenen Reich,
Und lass die verlassene Dido sterben.

AENEAS
Trotz Jupiters Geheiss werd' ich bleiben,
Die Götter verletzen und der Liebe gehorchen.

DIDO
Nein, treuloser Mensch, verfolge deinen Plan;
Ich bin nun entschlossen, ebenso wie du.
Keine Reue kann wieder erlangen
Der verletzten Dido verachtete Liebe.
Genug ist's, was auch immer du jetzt beschliessest,
Dass du nur ein einziges Mal den Gedanken fasstest, mich zu verlassen.

AENEAS
Lass Jupiter sagen,
Was er will, ich werde bleiben!

DIDO
Hinweg, hinweg! Nein, nein, hinweg!

AENEAS
Nein, nein, bleiben will ich und der Liebe gehorchen!

DIDO
In des Todes Arme will ich fliegen,
Wenn du noch länger verweilest; Hinweg, hinweg ...
Aeneas geht ab
Doch ach, den Tod kann ich nicht meiden;
Der Tod ist gewiss, ist er gegangen.

CHOR
Grosse Seelen zermartern sich selbst
Und verachten die Hilfe, die sie am meisten begehren.

DIDO
Deine Hand, Belinda; Finsternis umwölbt mich:
An deinem Busen lass mich ruhen.
Mehr wollt ich tun, doch der Tod ist in mir.
Der Tod ist nun ein willkommener Gast.

Wenn ich in der Erde liege,
Mögen meine Verfehlungen Dich nicht bekümmern.
Denk an mich! Doch ach! vergiss mein Schicksal.

Liebesgötter erscheinen in Wolken über ihrem Grab

CHOR
Mit hängenden Flügeln kommt, ihr Liebesgötter,
Und streut Rosen auf ihr Grab.
So zart und sanft wie einst ihr Herz,
Haltet Wache hier und geht nie fort.

Cast:
DIDO or Elissa, Queen of Carthage (Soprano)
BELINDA, her sister (Soprano)
SECOND WOMAN (Soprano)
SORCERESS (Mezzo-Soprano)
FIRST WITCH (Soprano)
SECOND WITCH (Soprano)
SPIRIT (Mezzo-Soprano)
AENEAS, a Trojan Prince (Tenor)
SAILOR (Soprano or Tenor)

CHORUS
Dido's train, Aeneas' train, Fairies, Sailors


PROLOGUE
[The music to the prologue is lost]

Phoebus Rises in the Chariot.
Over the Sea, The Nereids out of the Sea.


PHOEBUS
From Aurora's Spicy Bed,
Phoebus rears his Sacred Head.
His Coursers Advancing,
Curvetting and Prancing.

FIRST NEREID
Phoebus strives in vain to Tame'em,
With Ambrosia Fed too high.

SECOND NEREID
Phoebus ought not now to blame'em,
Wild and eager to Survey
The fairest Pageant of the Sea.

PHOEBUS
Tritons and Nereids come pay your Devotion

CHORUS
To the New rising Star of the Ocean.
Venus Descends in her Chariot,
The Tritons out of the Sea.

The Tritons Dance

NEREID
Look down ye Orbs and See
A New Divinity.

PHOEBUS
Whose Lustre does Out-Shine
Your fainter Beams, and half Eclipses mine,
Give Phoebus leave to Prophecy.
Phoebus all Events can see.
Ten Thousand Thousand Harmes.
From such prevailing Charmes,
To Gods and Men must instantly Ensue.

CHORUS
And if the Deity's above,
Are Victims of the powers of Love,
What must wretched Mortals do.

VENUS
Fear not Phoebus, fear not me,
A harmless Deity.
These are all my Guards ye View,
What can these blind Archers do.

PHOEBUS
Blind they are, but strike the Heart,

VENUS
What Phoebus say's is alwayes true.
They Wound indeed, but 'tis a pleasing smart.

PHOEBUS
Earth and Skies address their Duty,
To the Sovereign Queen of Beauty.
All Resigning,
None Repining.
At her undisputed Sway.

CHORUS
To Phoebus and Venus our Homage wee'l pay,
Her Charmes blest the Night, as his Beams blest the day.

The Nereids Dance.

Exit.

The Spring Enters with her Nymphs.


SCENE I
The Grove.

VENUS
See the Spring in all her Glory,

CHORUS
Welcomes Venus to the Shore.

VENUS
Smiling Hours are now before you,
Hours that may return no more.

Exit, Soft Musick.

SPRING
Our Youth and Form declare,
For what we were designed.
'Twas Nature made us Fair,
And you must make us kind.
He that fails of Addressing,
'Tis but Just he shou'd fail of Possessing.

The Spring and Nymphs Dance

SHEPHERDESSES
Jolly Shepherds come away,
To Celebrate this Genial Day,
And take the Friendly Hours you vow to pay.
Now make Trial,
And take no Denial.
Now carry your Game, or for ever give o're.

The Shepherds and Shepherdesses Dance

CHORUS
Let us Love and happy Live,
Possess those smiling Hours,
The more auspicious Powers,
And gentle Planets give.
Prepare those soft returns to Meet,
That makes Loves Torments Sweet.

The Nymphs Dance

Enter the Country Shepherds and Shepherdesses.

HE
Tell, Tell me, prithee Dolly,
And leave thy Melancholy.
Why on the Plaines, the Nymphs and Swaines,
This Morning are so Jolly.

SHE
By Zephires gentle Blowing.
And Venus Graces Flowing.
The Sun has bin to Court our Queen,
And Tired the Spring with wooing.

HE
The Sun does guild our Bowers,

SHE
The Spring does yield us Flowers.
She sends the Vine,

HE
He makes the Wine,
To Charm our happy Hours.

SHE
She gives our Flocks their Feeding,

HE
He makes'em fit for Breeding.

SHE
She decks the Plain,

HE
He fills the Grain,
And makes it worth the Weeding.

CHORUS
But the Jolly Nymph Thitis that long his Love sought,
Has Flustred him now with a large Mornings draught,
Let's go and divert him, whilst he is Mellow,
You know in his Cups he's a Hot-Headed Fellow.

The Countreys Maids Dance

Exit
ACT THE FIRST

Overture

The Palace
Enter Dido, Belinda and train


BELINDA
Shake the cloud from off your brow,
Fate your wishes does allow;
Empire growing, pleasures flowing,
Fortune smiles and so should you.

CHORUS
Banish sorrow, banish care,
Grief should ne'er approach the fair.

DIDO
Ah! Belinda, I am press'd
With torment not to be confess'd,
Peace and I are strangers grown.
I languish till my grief is known,
Yet would not have it guess'd.

BELINDA
Grief increases by concealing,

DIDO
Mine admits of no revealing.

BELINDA
Then let me speak; the Trojan guest
Into your tender thoughts has press'd;
The greatest blessing Fate can give
Our Carthage to secure and Troy revive.

CHORUS
When monarchs unite, how happy their state,
They triumph at once o'er their foes and their fate.

DIDO
Whence could so much virtue spring?
What storms, what battles did he sing?
Anchises' valour mix'd with Venus' charms
How soft in peace, and yet how fierce in arms!

BELINDA
A tale so strong and full of woe
Might melt the rocks as well as you.

SECOND WOMAN
What stubborn heart unmov'd could see
Such distress, such piety?

DIDO
Mine with storms of care oppress'd
Is taught to pity the distress'd.
Mean wretches' grief can touch,
So soft, so sensible my breast;
But ah! I fear, I pity his too much.

BELINDA AND SECOND WOMAN
repeated by Chorus
Fear no danger to ensue,
The Hero loves as well as you,
Ever gentle, ever smiling,
And the cares of life beguiling,
Cupid strew your path with flowers
Gather'd from Elysian bowers.

Dance this Chorus

The Baske

Aeneas enters with his train

BELINDA
See, your Royal Guest appears;
How Godlike is the form he bears!

AENEAS
When, Royal Fair, shall I be bless'd
With cares of love and state distress'd?

DIDO
Fate forbids what you pursue.

AENEAS
Aeneas has no fate but you!
Let Dido smile and I'll defy
The feeble stroke of Destiny.

CHORUS
Cupid only throws the dart
That's dreadful to a warrior's heart,
And she that wounds can only cure the smart.

AENEAS
If not for mine, for Empire's sake,
Some pity on your lover take;
Ah! make not, in a hopeless fire
A hero fall, and Troy once more expire.

BELINDA
Pursue thy conquest, Love; her eyes
Confess the flame her tongue denies.

A Dance. Gittars Chacony

CHORUS
To the hills and the vales, to the rocks and the mountains,
To the musical groves and the cool shady fountains.
Let the triumphs of love and of beauty be shown.
Go revel, ye Cupids, the day is your own.

The Triumphing Dance
ACT THE SECOND

SCENE I
The Cave
Enter Sorceress


Prelude for the Witches

SORCERESS
Wayward sisters, you that fright
The lonely traveller by night.
Who, like dismal ravens crying,
Beat the windows of the dying,
Appear! Appear at my call, and share in the fame
Of a mischief shall make all Carthage flame.
Appear!

Enter Enchantresses

FIRST WITCH
Say, Beldame, say what's thy will.

CHORUS
Harm's our delight and mischief all our skill.

SORCERESS
The Queen of Carthage, whom we hate,
As we do all in prosp'rous state,
Ere sunset, shall most wretched prove,
Depriv'd of fame, of life and love!

CHORUS
Ha, ha, ha, ha, ha, ha!

TWO WITCHES
Ruin'd ere the set of sun?
Tell us, how shall this be done?

SORCERESS
The Trojan Prince, you know, is bound
By Fate to seek Italian ground;
The Queen and he are now in chase.

FIRST WITCH
Hark! Hark! the cry comes on apace.

SORCERESS
But, when they've done, my trusty Elf
In form of Mercury himself
As sent from Jove, shall chide his stay,
And charge him sail tonight with all his fleet away.

CHORUS
Ha, ha, ha, ha, ha, ha!

Enter a Drunken Sailor; a dance

TWO WITCHES
But ere we this perform,
We'll conjure for a storm
To mar their hunting sport,
And drive 'em back to court.

CHORUS
in the manner of an echo
In our deep vaulted cell the charm we'll prepare,
Too dreadful a practice for this open air.

Echo Dance
(Enchantresses and Fairies)


SCENE II
The Grove
Enter Aeneas, Dido, Belinda, and their train


Ritornelle (Orchestra)

BELINDA
repeated by Chorus
Thanks to these lovesome vales,
These desert hills and dales,
So fair the game, so rich the sport,
Diana's self might to these woods resort.

Gitter Ground A Dance

SECOND WOMAN
Oft she visits this lone mountain,
Oft she bathes her in this fountain;
Here Actaeon met his fate,
Pursued by his own hounds,
And after mortal wounds
Discover'd, discover'd too late.

A Dance to entertain Aeneas by Dido's women

AENEAS
Behold, upon my bending spear
A monster's head stands bleeding,
With tushes far exceeding
Those did Venus' huntsman tear.

DIDO
The skies are clouded, hark! how thunder
Rends the mountain oaks a sunder.

BELINDA
repeated by Chorus
Haste, haste to town, this open field
No shelter from the storm can yield.

exeunt Dido and Belinda and train

The Spirit of the Sorceress descends to Aeneas in the likeness of Mercury


SPIRIT
Stay, Prince and hear great Jove's command;
He summons thee this Night away.

AENEAS
Tonight?

SPIRIT
Tonight thou must forsake this land,
The Angry God will brook no longer stay.
Jove commands thee, waste no more
In Love's delights, those precious hours,
Allow'd by th'Almighty Powers.
To gain th' Hesperian shore
And ruined Troy restore.

AENEAS
Jove's commands shall be obey'd,
Tonight our anchors shall be weighed.
Exit Spirit
But ah! what language can I try
My injur'd Queen to pacify:
No sooner she resigns her heart,
But from her arms I'm forc'd to part.
How can so hard a fate be took?
One night enjoy'd, the next forsook.
Yours be the blame, ye gods! For I
Obey your will, but with more ease could die.

CHORUS
The Sorceress and her Enchantresses
Then since our Charmes have sped,
A Merry Dance be led
By the Nymphs of Carthage to please us.
They shall all Dance to ease us,
A Dance that shall make the Spheres to wonder,
Rending those fair Groves asunder.

The Groves Dance
ACT THE THIRD

SCENE I
The Ships
Enter the Sailors


Prelude

FIRST SAILOR
repeated by Chorus
Come away, fellow sailors, your anchors be weighing,
Time and tide will admit no delaying.
Take a boozy short leave of your nymphs on the shore,
And silence their mourning
With vows of returning
But never intending to visit them more.

The Sailors' Dance

Enter the Sorceress, and her Enchantresses

SORCERESS
See the flags and streamers curling
Anchors weighing, sails unfurling.

FIRST WITCH
Phoebe's pale deluding beams
Gilding o'er deceitful streams.

SECOND WITCH
Our plot has took,
The Queen's forsook.

TWO WITCHES
Elissa's ruin'd, ho, ho!
Our plot has took,
The Queen's forsook, ho, ho!

SORCERESS
Our next Motion
Must be to storm her lover on the ocean!
From the ruin of others our pleasures we borrow;
Elissa bleeds tonight, and Carthage flames tomorrow.

CHORUS
Destruction's our delight
Delight our greatest sorrow!
Elissa dies tonight,
And Carthage flames tomorrow. Ha, ha!

The Witches' Dance

Jack of the the Lanthorn leads the sailors out of their way among the Enchantresses.


SCENE II
The palace
Enter Dido, Belinda and train


DIDO
Your counsel all is urg'd in vain,
To Earth and Heaven I will complain!
To Earth and Heaven why do I call?
Earth and Heaven conspire my fall.
To Fate I sue, of other means bereft,
The only refuge for the wretched left.

Enter Aeneas

BELINDA
See, Madam, see where the Prince appears;
Such sorrow in his look he bears
As would convince you still he's true.

AENEAS
What shall lost Aeneas do?
How, Royal Fair, shall I impart
The God's decree, and tell you we must part?

DIDO
Thus on the fatal Banks of Nile,
Weeps the deceitful crocodile;
Thus hypocrites, that murder act,
Make Heaven and Gods the authors of the Fact.

AENEAS
By all that's good ...

DIDO
By all that's good, no more!
All that's good you have forswore.
To your promis'd empire fly
And let forsaken Dido die.

AENEAS
In spite of Jove's command, I'll stay,
Offend the Gods, and Love obey.

DIDO
No, faithless man, thy course pursue;
I'm now resolv'd as well as you.
No repentance shall reclaim
The injur'd Dido's slighted flame.
For 'tis enough, whate'er you now decree,
That you had once a thought of leaving me.

AENEAS
Let Jove say
what he will: I'll stay!

DIDO
Away, away! No, no, away!

AENEAS
No, no, I'll stay, and Love obey!

DIDO
To Death I'll fly
If longer you delay;
Away, away!.....
Exit Aeneas
But Death, alas! I cannot shun;
Death must come when he is gone.

CHORUS
Great minds against themselves conspire
And shun the cure they most desire.

DIDO
Thy hand, Belinda; darkness shades me,
On thy bosom let me rest,
More I would, but Death invades me;
Death is now a welcome guest.

When I am laid in earth,
May my wrongs create
No trouble in thy breast;
Remember me, but ah! forget my fate.

Cupids appear in the clouds o'er her tomb

CHORUS
With drooping wings you Cupids come,
And scatter roses on her tomb.
Soft and gentle as her heart
Keep here your watch, and never part.

Cupids Dance

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Partitur

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Klavierauszug

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