Les Dialogues des Carmélites

Les Dialogues des Carmélites

Libretto

Emmet Lavery und Francis Poulenc (nach Georges Bernanos)

Uraufführung

26. Januar 1957, Mailand (La Scala)

Besetzung

MARQUIS DE LA FORCE (Bariton)
BLANCHE, seine Tochter (Sopran)
DER CHEVALIER, ihr Bruder (Tenor)
THIERRY, Diener im Haus des Marquis (Bariton)
MADAME DE CROISSY, Priorin des Klosters (Alt)
MADAME LIDOINE, die neue Priorin (Sopran)
MUTTER MARIA VON DER MENSCHWERDUNG, Subpriorin (Sopran)
SCHWESTER KONSTANZE VOM HL. DIONYSIUS, eine junge Novizin (Sopran)
MUTTER JOHANNA VOM KINDE JESU (Alt)
SCHWESTER MATHILDE (Mezzosopran)
DER BEICHTVATER ES KLOSTERS (Tenor)
JAVELINOT, ein Arzt (Bariton)
ZWEI KOMMISSARE (Tenor, Bariton)
DER KERKERMEISTER (Bariton)
ELF WEITERE SCHWESTERN (Sopran, Mezzosopran, Alt)

Abgeordnete, Zivilbeamte, Gefangene, Soldaten, Wachen, Volk

Ort

Zeit

1789 – 1792

Poulenc, Francis

Poulenc, Francis (Jean Marcel)
7.1.1899 Paris - 30.1.1963 Paris


Bühnenwerke
mit Datum/Ort der Uraufführung:

Les Mamelles de Tirésias (1944; 3.6.1947 Paris)
Dialogues des carmélites (26.1.1957 Milano)
La Voix humaine (6.2.1959 Paris)



ERSTER AKT
Der Marquis und sein Sohn, der Chevalier, sind besorgt um die sensible Blanche, die bei einer Ausfahrt vom Pöbel belästigt wurde. Ihrer Mutter widerfuhr das gleiche Missgeschick, sie starb kurz nach Blanches Geburt. Blanche erscheint und möchte von ihrem Vater die Genehmigung, ins Kloster gehen zu dürfen. Blanche ist in das Kloster Karmel eingetreten. Die kranke Priorin de Croissy macht die junge Novizin auf die Härte ihres zukünftigen Lebens aufmerksam, kann sie aber von ihrem Entschluss nicht abbringen. Die neue Schwester wählt für sich den Namen »Blanche von der Todesangst Christi«. Die Priorin liegt im Sterben und spricht mit Mutter Maria über Blanche. Visionär sieht sie, wie das Kloster zerstört und die Schwestern getötet werden und will ihre Todesangst für Blanche aufopfern.

ZWEITER AKT
Die Priorin ist gestorben, Konstanze und Blanche halten die Totenwache. Mutter Lidoine wird zur neuen Priorin gewählt, die Nonnen geloben ihr Gehorsam. Der Chevaller will seine Schwester vor dem revolutionären Pöbel in Sicherheit bringen. Blanche aber weigert sich, das Kloster zu verlassen. Der Beichtvater hat sich verkleidet in das Kloster geflüchtet, flieht aber, als die Menge einfällt. Kommissare treten ein und ordnen die Räumung an. Die Schwestern entschliessen sich, im Kloster zu bleiben.

DRITTER AKT
Mutter Maria will während der Abwesenheit der Priorin ihre Mitschwestern zum Opfertod überreden. Bei der Abstimmung ist Konstanze dagegen, um Blanche zu schonen, nimmt aber ihre Entscheidung wieder zurück. Blanche flieht aus dem Kloster, als noch einmal ein Kommissar erscheint, der die Schwestern auffordert, keine Glaubensgemeinschaft mehr aufzunehmen. Blanche ist in ihr zerstörtes Vaterhaus geflüchtet, wo sie Dienstbotenarbeiten verrichtet; ihr Vater ist hingerichtet worden. Mutter Maria besucht ihre Mitschwester und will sie in Sicherheit bringen, doch Blanche erfährt beim Einkaufen, dass ihre Mitschwestern an diesem Tag hingerichtet werden sollen. Die Priorin ist zu ihren Schwestern zurückgekehrt und bereitet sie auf den Tod vor. Alle werden auf einem Karren zur Guillotine gefahren. Dort erhalten sie heimlich von ihrem Beichtvater, als sie die Treppe zum Schafott hinaufsteigen, die Absolution. Als Konstanze zuletzt in den Tod gehen will, drängt sich Blanche durch die Menge und schreitet mit ihr gemeinsam zur Hinrichtung.


ATTO PRIMO
Aprile 1789, un mese prima della riunione degli Stati Generali a Versailles. Nella biblioteca del marchese de la Force. Il cavaliere de la Force, figlio del marchese, irrompe nella biblioteca preoccupato per la sorella Blanche, che sarebbe stata vista nella sua carrozza circondata da una moltitudine inferocita. Il marchese cerca di tranquillizzare il figlio, ma non può fare a meno di ricordare ciò che accadde anni prima quando egli stesso e la madre di Blanche vennero inseguiti dalla folla prima di essere portati in salvo dall’intervento provvidenziale dei soldati. La marchesa rimase scossa a tal punto da dare alla luce Blanche prematuramente, soccombendo al parto. Il dialogo tra il cavaliere e il marchese sottolinea il carattere timoroso e insicuro di Blanche, che al suo arrivo è incolume ma assai agitata. La giovane scompare per qualche minuto nella sua stanza ma riappare gridando, terrorizzata dall’ombra di una candela. Si decide così ad annunciare al padre la sua decisione di abbandonare un mondo in cui si sente disorientata e gravata di troppe responsabilità per entrare in un convento di carmelitane a Compiègne. Alcune settimane dopo, nel parlatoio del convento di Compiègne, l’anziana e malata priora, Madame de Croissy, interroga Blanche a proposito della sua vocazione, precisando come un convento non possa essere considerato un rifugio dal mondo, un luogo dove si possa fuggire le responsabilità della vita (“N’allez pas croire...”). Il primo scopo dell’ordine, che ha regole severe, è infatti la preghiera. Blanche sembra accettare con consapevolezza il monito della priora e propone per sé il nome di suor Blanche dell’agonia di Cristo. Presta il suo servizio nella dispensa del convento assieme a un’altra giovane consorella, Constance de Saint-Denis, il cui buon umore la irrita perché le pare una mancanza di rispetto nei confronti della priora, che versa in gravi condizioni fra tante sofferenze. Constance ha una sorta di visione profetica: lei e Blanche moriranno presto e insieme. Qualche tempo dopo, nell’infermieria del convento la priora sta agonizzando assistita da madre Marie dell’incarnazione. La priora avverte la morte che si approssima ma è colta da una paura che le fa dire di non sentirsi pronta ad abbandonare la vita, persa in una solitudine nella quale avverte l’assenza di Dio: “Dieu s’est fait lui-meme une ombre...”. Può così avvertire una particolare corrispondenza con la fragilità che aveva scorto negli occhi e nelle parole di Blanche, e raccomanda perciò la giovane novizia alle cure di Marie. La scena si chiude con Blanche al capezzale della priora morente che, in preda ad un lucido delirio, profettizza la profanazione della cappella del convento e lascia alla giovane novizia il proprio dolore in testimonianza.

ATTO SECONDO
La cappella del convento di Compiègne. Constance lascia Blanche sola per cercare le consorelle che dovranno sostituirle nella preghiera. Mentre Blanche, terrorizzata dalla solitudine, si dirige verso la porta, Madre Marie entra nella cappella e la rimprovera per essersi alzata, anche se ne comprende lo stato d’animo e l’accompagna subito alla sua cella, abbracciandola. Il giorno successivo, nel giardino del convento, Blanche e Constance raccolgono fiori per la tomba della priora. Constance spera che Madre Marie venga nominata a dirigere il convento e rivela a Blanche che probabilmente Madame de Croissy è morta tra atroci sofferenze per permettere ad altri di godere di una morte più facile. La scena successiva vede l’intera comunità riunita in assemblea per giurare obbedienza alla nuova priora Madame Lidoine, che nel discorso inaugurale si mostra pessimista sul futuro della comunità e raccomanda a tutte le carmelitane di non venir in alcun modo meno al loro primo dovere, la preghiera. Mentre la situazione politica precipita, il cavalier de la Force, prima di fuggire fuori dalla Francia, raggiunge Compiègne e cerca di convincere Blanche a fuggire con lui rimproverandola di rimanere nel convento per paura (“Pourquoi vous tenez-vous...”). L’atto si conclude in un clima di sgomento: le autorità impediscono alla comunità di pregare e Madre Marie invoca il martirio. Sarà la volontà di Dio, ribatte Madame Lidoine, a decidere la sorte di tutte quante. Intanto due commissari del popolo irrompono nel convento con l’ordine dell’assemblea legislativa di chiudere l’edificio. Blanche è terrorizzata, Marie invoca ancora il martirio e la priora fa annunciare a madre Jeanne la sua partenza per Parigi.

ATTO TERZO
Nella cappella sconsacrata del convento di Compiègne. Madre Marie, che in assenza della priora ha preso la guida della comunità, recita la preghiera dei martiri. Tutte sono d’accordo nel fare voto di martirio ma, nella confusione del giuramento, Blanche fugge per tornare nella casa del padre, che è stato ghigliottinato. Lì vi svolge mansioni di servitrice per i nuovi padroni ed è raggiunta da Marie, che cerca di convincerla a seguirla di nuovo a Compiègne; ma Blanche è terrorizzata e si rifiuta di seguirla. Dopo la partenza di Marie, Blanche apprende da una conversazione ascoltata per strada dell’arresto delle consorelle, che vengono portate a Parigi, imprigionate alla Concièrgerie e condannate a morte: è il 17 luglio 1794. Il patibolo è allestito in Place de la Révolution: la priora è la prima a salirvi, mentre tutte le suore intonano il Salve Regina e a una a una la seguono. L’ultima è Constance che, non appena vede Blanche farsi largo tra la folla per riunirsi alle altre carmelitane, avverte che la profezia di qualche tempo prima si andava realizzando (“Mes filles, voilà que s’acheve”).

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