Le Prophète

Le Prophète

Der Prophet
Opéra in fünf Akten

Libretto

Eugène Scribe

Uraufführung

16. April 1849, Paris (Opéra)

Besetzung

JOHANN VON LEYDEN (Tenor)
FIDES, seine Mutter (Alt)
BERTHA, seine Braut (Sopran)
JONAS, Wiedertäufer (Tenor)
MATHIESSEN, Wiedertäufer (Bass)
ZACHARIAS, Wiedertäufer (Bass)
GRAF OBERTHAL (Bariton)

Bewaffnete, Krieger, Wiedertäufer, Volk

Ort

In Holland und Münster (Westfalen)

Zeit

1536

Meyerbeer, Giacomo

Meyerbeer [Meyer Beer], Giacomo [Jakob Liebmann]
5.9.1791 Vogeldorf, c. Berlin - 2.5.1864 Paris


Bühnenwerke
mit Datum/Ort der Uraufführung:

Der Fischer und das Milchmädchen oder Viel Lärm um einen Kuss [Le passage de la rivière, ou La femme jalouse; Le pêcheur et la laitière] (26.3.1810 Berlin)
Jephtas Gelübde (23.12.1812 München)
Wirth und Gast, oder Aus Scherz Ernst [Die beiden Kalifen; Alimelek] (6.1.1813 Stuttgart)
Das Brandenburger Tor (1814; np)
Gli amori di Teolinda (18.3.1816, Verona)
Romilda e Costanza (19.7.1817 Padova)
Semiramide riconosciuta (3.1819 Torino)
Emma di Resburgo [Emma von Leicesters] (26.6.1819 Venezia)
Margherita d'Anjou (14.11.1820 Milano)
Eduardo e Cristina (1820?)
L'esule di Granata (12.3.1822 Milano)
Il crociato in Egitto (7.3.1824 Venezia)
Il crociato in Egitto [rev] (25.9.1825 Paris)
Margherita d'Anjou [rev] (11.3.1826 Paris)
Robert le diable (21.11.1831 Paris )
Les Huguenots (29.2.1836 Paris)
Le Prophète (1841; np)
Das Hoffest von Ferrara (28.2.1843, Berlin)
Ein Feldlager in Schlesien (7.12.1844 Berlin)
Vielka [rev Ein Feldlager in Schlesien] (18.2.1847 Wien)
Le Prophète [rev] (16.4.1849 Paris)
L'Étoile du nord [rev Ein Feldlager in Schlesien] (16.2.1854 Paris)
Le Pardon de Ploërmel [Dinorah; Le chercheur du trésor; Die Goldsucher; Die Wallfahrt nach Ploërmel] (4.4.1859 Paris)
L'Africaine [Vasco da Gama] (28.4.1865 Paris)
rev = Bearbeitung / np = keine Aufführung



ERSTER AKT
Bertha will sich mit Johann vermählen, wofür sie die Erlaubnis des Grafen Oberthal benötigt. Dieser kommt gerade, um die Wiedertäufer, die das Volk aufwiegeln, fortzuweisen. Er hört die beiden Verlobten an und verweigert seine Einwilligung, weil Bertha ihm gefällt. Als sie sich sträubt, ihm zu folgen, lässt er Bertha und Fides in seine Burg verschleppen. Die Wiedertäufer kehren zurück und finden beim Volk günstigeren Boden für ihre Lehren.

ZWEITER AKT
In Johanns Weinstube in Leyden sind neben feiernden Bauern auch Wiedertäufer. Sie wollen den jungen Mann verlocken, mit ihnen nach Münster zu ziehen, weil er eine grosse Ähnlichkeit mit dem Davidsbild im Dom zu Münster hat, was sie für ihre Zwecke auszunützen gedenken. Trotz verlockender Angebote möchte Johann lieber zu Hause bleiben, wo ihn die Liebe zu Bertha hält. Da stürzt diese herein; sie ist Oberthal entflohen. Der Graf kommt mit Bewaffneten und stellt Johann vor die Wahl, entweder Bertha herauszugeben oder seine Mutter sterben zu sehen. Entsetzt liefert er Bertha aus und folgt den Wiedertäufern, die ihm Rache versprechen.

DRITTER AKT
Krieg hat das Land überzogen; Wiedertäufer lagern vor Münster. Johann begeistert durch seine Redegewalt die Massen und gilt als Prophet. Doch die Greuel, die in seinem Namen begangen worden sind, widern ihn an. Oberthals Burg ist verbrannt; er will sich zu seinem Vater nach Münster durchschlagen und wird aufgegriffen. Er soll zum Tode verurteilt werden, doch Johann lässt ihn frei, weil er verspricht, die in Münster weilende Bertha um Verzeihung anzuflehen. Die Empörung seiner Leute und die gemeldete Niederlage kann Johann in Begeisterung umwandeln.

VIERTER AKT
Münster ist von den Täufern erobert worden. Johann herrscht tyrannisch als Prophet und zukünftiger König. Fides und Bertha treffen zusammen. Beide glauben, dass Johann tot ist, und verfluchen ihn. Johann wird im feierlichen Zug zum Münster geleitet. Er spricht von sich als Sohn Gottes; an der Stimme erkennt Fides schaudernd ihren Sohn. Dieser verleugnet sie, und die Mutter gibt schliesslich vor, ihn nicht zu kennen, um sein Leben zu schützen.

FÜNFTER AKT
Der Kaiser rückt mit Truppen vor Münster und hat den führenden Wiedertäufern Mathiessen, Jonas und Zacharias Gnade versprochen, wenn sie ihm den Propheten ausliefern. Diese sind bereit; noch an diesem Tag soll Johann gefangengenommen werden. Johann trifft Vorkehrungen, um seine Feinde zu vernichten, und lässt im Schloss Pulver lagern. Von seiner Mutter erfleht er Verzeihung. Bertha erkennt, dass der Prophet ihr geliebter Johann ist, und stösst sich den Dolch ins Herz.
Im Burgsaal feiern die Wiedertäufer um Johann versammelt ein grosses Fest. Da dringen, von Verrätern herbeigeführt, Soldaten in den Saal, und Oberthal will den König festnehmen. Dieser gibt ein Zeichen und in einer Explosion stürzt das Schloss zusammen. Der Prophet stirbt mit seiner zu ihm geeilten Mutter.


--> OPER "in nuce"
ATTO PRIMO
In Olanda, nei pressi di Dordrecht. La popolazione rurale celebra la serenità campestre (“La brise est muette”). La giovane orfanella Berthe è felice perché rivedrà presto l’amato Jean de Leyden (“Mon coeur s’élance et palpite”); ne incontra la madre Fidès, con la quale decide di recarsi dal conte d’Oberthal, signore feudale di Berthe, per chiedergli di lasciarla partire per sposarsi con Jean. Compaiono allora tre anabattisti, Zacharie, Jonas e Mathisen (terzetto “Ad nos, ad salutarem undam”): sono venuti a sobillare gli animi contro i locali feudatari, promettendo libertà, potere e ricchezza nel nome di Dio. Gli ingenui contadini accolgono entusiasti l’invito, ma l’apparizione del conte è sufficiente a incutere loro un timore reverenziale. Gli anabattisti vengono portati via dai soldati, mentre Berthe e Fidès implorano invano il conte di permettere la partenza della ragazza (duetto “Un jour, dans les flots de la Meuse”). Di fronte al suo rifiuto, la popolazione viene mossa allo sdegno, ma è impotente quando le due donne vengono arrestate. Il canto degli anabattisti risuona sinistro come promessa di vendetta.

ATTO SECONDO
In una locanda nei sobborghi di Leida. Jean attende preoccupato il ritorno della madre; giungono anche i tre anabattisti, che si meravigliano di fronte alla somiglianza tra Jean e l’immagine del re Davide venerata a Münster. Quando il ragazzo racconta loro di un sogno misterioso (“Sous les vastes arceaux d’un temple magnifique”), questi vi vedono la profezia del suo futuro regno e lo invitano a seguirli. Irrompe sulla scena Berthe, sfuggita al conte, che però la insegue con le sue truppe, dopo aver preso prigioniera Fidès. Jean, che ha nascosto la ragazza, sottoposto al ricatto del conte decide di consegnare Berthe in cambio della madre (Fidès: “Ah! mon fils, sois béni!”). Tuttavia, furente per questo ennesimo sopruso, presta finalmente ascolto agli anabattisti, accettando di partire con loro per la Germania come profeta eletto da Dio.

ATTO TERZO
Nell’accampamento degli anabattisti, in una foresta della Westfalia. I soldati, reduci dalla battaglia, radunano i ricchi prigionieri, raccolgono vettovaglie, danzano e pattinano. Alla tenda di Zacharie viene condotto il conte, catturato mentre si dirigeva a Münster. L’uomo, in incognito, finge di volersi unire agli anabattisti: gli viene fatto allora giurare di massacrare suo padre, governatore della città (Oberthal, Zacharie, Jonas: “Sous votre bannière”); ma, scoperta la sua identità, viene condannato a morte. Jean è intanto profondamente indeciso sull’azione intrapresa, timoroso per il destino di sua madre e di Berthe, che il conte dice trovarsi a Münster. Allora, sospesa la pena capitale al tiranno, Jean invoca il sostegno di Dio per conquistare la città. Esaltati dalle sue parole, soldati e popolo marciano alla volta di Münster, che appare in lontananza nel cielo terso.

ATTO QUARTO
La città è stata presa. Tra i cittadini, ormai succubi degli anabattisti, compare Fidès ridotta a mendicante (“Donnez, donnez pour une pauvre âme”). La donna incontra Berthe, e le racconta di aver appreso che Jean è morto a causa del profeta: giurano entrambe vendetta contro questo mostro. Nella cattedrale Jean viene intanto incoronato re (coro “Le voilà, le Roi Prophète”). Al termine della cerimonia, Fidès, che l’ha riconosciuto, si dichiara sua madre, suscitando con questa bestemmia le ire degli anabattisti. La donna, che si rende conto che l’insistenza sarebbe fatale a sé e al figlio, smentisce quanto ha detto e il tripudio generale riprende; Berthe, tuttavia, è ancora intenzionata a uccidere il profeta.

ATTO QUINTO
Gli anabattisti hanno deciso di consegnare Jean come capro espiatorio all’imperatore, che sta marciando verso Münster. Madre e figlio si riconciliano nella prigione dove Fidès è rinchiusa. Giunge anche Berthe, ma la sua speranza di felicità dura ben poco: quando la ragazza scopre che Jean è il profeta, rifiuta di perdonargli le atrocità di cui si è macchiato e si toglie la vita, trafiggendosi con un pugnale. In un salone del palazzo, gli anabattisti festeggiano il re profeta, mentre sta per compiersi il loro tradimento. Anche Jean ha però pensato di vendicarsi, ereditando un’idea di Berthe: mentre Oberthal, alla guida dei suoi soldati, irrompe nella sala, una tremenda esplosione ordinata dal profeta devasta tra fumo e fiamme la scena; la morte ricongiunge Fidès e suo figlio.

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