Amahl and the Night Visitors

Amahl and the Night Visitors

Amahl und die nächtlichen Besucher
Oper in einem Akt

Libretto

Gian Carlo Menotti

Uraufführung

24. Dezember 1951, New York (NBC Studios)

Besetzung

AMAHL (Knabenstimme)
AMAHLS MUTTER (Mezzosopran)
DREI BESUCHER (Tenor, Bariton, Bass)

Ort

im Morgenland

Zeit

vor langer Zeit

Menotti, Gian Carlo

Menotti, Gian Carlo
7.7.1911 Cadegliano - 1.2.2007 Monaco


Bühnenwerke
mit Datum/Ort der Uraufführung

Amelia al ballo (1.4.1937 Philadelphia)
The Old Maid and the Thief (22.4.1939 NBC*; 11.2.1941 Philadelphia)
The Island God (20.2.1942 New York)
The Medium (8.5.1946 New York)
The Telephone (18.2.1947 New York)
The Consul (1.3.1950 Philadelphia)
Amahl and the Night Visitors (24.12.1951 NBC-TV*; 21.2.1952 Bloomington, Ill.)
The Saint of Bleeker Street (27.12.1954 New York)
Maria Golovin (20.8.1958 Bruxelles)
Labyrinth (3.3.1963 NBC-TV*)
Le dernier sauvage (21.10.1963 Paris)
Martin's Lie (3.6.1964 Bath)
Help, Help, the Globolinks! (19.12.1968 Hamburg)
The Most Important Man (12.3.1971 New York)
The Hero (1.6.1976 Philadelphia)
The Egg (17.6.1976 Washington)
Tamu-Tamu (5.9.1973 Chicago)
La loca (3.6.1979 San Diego)
A Bride from Pluto (14.4.1982 Washington)
The Boy Who Grew Too Fast (24.9.1982 Wilmington, Del.)
Goya (15.11.1986 Washington)
The Wedding [Giorno da nozze] (1988)
Goya [rev] (1991)
The Singing Child (1993)
* = konzertant - Radio/TV



EINZIGER AKT
Der kleine Amahl ist missgestaltet und kann sich nur mit Krücken fortbewegen. Seine einzige Freude ist die Hirtenflöte, auf der er auch an diesem traurigen Winterabend spielt. Drei Männer klopfen an die Tür der armseligen Hütte: Sie sind reich gekleidet und tragen Geschenke für ein wunderbares Kind, das sie besuchen wollen. Die Mutter gibt ihnen Obdach, versucht aber in ihrer Not, das Gold der Fremden zu stehlen. Amahl ist tief beschämt; er wird von einer seltsamen Sehnsucht nach jenem fernen Kind erfasst, das er sofort liebt, ohne es zu kennen. Gern möchte er die Fremden begleiten, aber er ist ein Krüppel, der nur ganz wenige Schritte mühsam hinterherhumpeln kann. Da geschieht ein Wunder: Plötzlich fühlt Amahl Kraft in seinen Beinen, wirft die Krücken weg und kann wieder gehen. Er nimmt Abschied von seiner Mutter und zieht mit den nächtlichen Besuchern dem fernen Kind entgegen. Er spielt auf der Flöte ein fröhliches Lied.

L’angusto interno di una capanna di pastori e il circostante paesaggio collinare costituiscono i due luoghi della vicenda, immersi nel chiarore di un firmamento stellato. Non siamo lontani da Betlemme e Gesù è appena nato. Amahl è accovacciato davanti alla capanna e suona una delicata melodia pastorale: ha notato una stella speciale in cielo, particolarmente luminosa, e non vuole assecondare i ripetuti inviti della madre a rientrare per coricarsi. Quando finalmente si trascina con fatica all’interno della capanna, racconta ciò che ha visto ma non viene creduto. Durante la notte, il sonno di Amahl viene a un tratto interrotto dalle voci dei tre re magi: il bimbo si accosta alla finestra e poi, eccitato dallo straordinario evento, sveglia la madre che ora è obbligata a credergli. I re e un paggio, in cerca di alloggio, vengono invitati a entrare e ad accomodarsi alla meglio. Dopo aver mostrato le gemme preziose che stanno per essere portate in dono a Gesù, grazie alla guida della stella, i magi danno vita a un momento di grande gioia cui partecipano anche dei pastori. Al commiato da questi ultimi segue il meritato ritorno al riposo notturno. Solo la madre di Amahl non riesce a prender sonno, attirata com’è da quella ricchezza a lei negata. Decide di prendere qualcosa ma viene subito scoperta e immobilizzata dal paggio. Per fortuna, dopo il primo momento di stupore, Melchior decide di perdonare la povera donna e Amahl, grato, intende offrire come ulteriore dono per Gesù la stampella fatta con le sue stesse mani. È immensa la gioia del bimbo quando si accorge di poter camminare: è avvenuto un miracolo e ora Amahl desidera poter offrire di persona quella stampella. La partenza del gruppo – divenuto più numeroso – è salutata dalla stessa melodia pastorale udita all’inizio dell’opera.

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