Die tote Stadt

Die tote Stadt

Oper in drei Bildern

Libretto

Paul Schott (Julius und Erich Wolfgang Korngold), nach dem Drama La Ville morte von Georges Rodenbach

Uraufführung

4. Dezember 1920, Köln (Stadttheater) und Hamburg (Stadttheater)

Besetzung

PAUL (Tenor)
MARIETTA, Tänzerin / Die ERSCHEINUNG MARIENS, Pauls verstorbener Gattin (Sopran)
FRANK, Pauls Freund (Bariton)
BRIGITTA, Hausdame bei Paul (Alt)
JULIETTE, Tänzerin (Sopran)
LUCIENNE, Tänzerin (Mezzosopran)
GASTON, Tänzer (stumme Rolle)
VICTORIN, der Regisseur (Tenor)
FRITZ, der Pierrot (Bariton)
GRAF ALBERT, Tenor

CHOR UND BALLETT
Beghinen, die Erscheinung der Prozession, Tänzer und Tänzerinnen.

Ort

Brügge

Zeit

Ende des 19. Jahrhunderts (die Vorgänge der Vision [II. und zumTeil III. Bild] sind mehrere Wochen später nach jenen des I. Bildes zu denken.

Korngold, Erich Wolfgang

Korngold, Erich Wolfgang
29.5.1897 Brno - 29.11.1957 Los Angeles


Bühnenwerke
mit Datum/Ort der Uraufführung:

Der Schneemann (4.10.1910 Wien)
Der Ring des Polykrates (28.3.1916 München)
Violanta (28.3.1916 München)
Die tote Stadt (4.12.1920 Hamburg, Köln)
Das Wunder der Heliane (7.10.1927 Hamburg)
Die Kathrin (7.10.1939 Stockholm)
Die stumme Serenade (1946; 5.12.1954 Dortmund)



Vorgeschichte

Seit dem Tod seiner Frau bewahrt Paul als Reliquien der Verstorbenen eine Haarflechte, ihren Schal und ihre Laute auf und lebt nur seiner Erinnerung.

ERSTES BILD
Pauls Haushälterin Brigitta klärt den nach längerer Zeit nach Brügge zurückkehrenden Frank, Pauls Freund, auf über Pauls seltsamen Zustand. Da kommt er selbst und spricht Brigittas Beschreibung Hohn. Er erzählt Paul, dass er eben eine junge Frau kennengelernt habe, die der toten Marie aufs Haar gleiche. Frank warnt ihn zwar, er möge Tote schlafen lassen, aber Paul will den "Traum der Wiederkehr" geniessen und lässt Brigitta rote Rosen besorgen. Marietta heisst die junge Dame, ist Tänzerin auf Tournee und hat Pauls Einladung angenommen. Paul schenkt ihr die Rosen, gibt ihr den Schal und die Laute der Toten, und Marietta singt ein Lied, das auch Marie immer gesungen hat ( Glück, das mir verblieb). Marietta entdeckt das Bildnis der Toten und die Ähnlichkeit mit ihr. Sie entzieht sich Paul, ermuntert ihn aber zu einem Wiedersehen im Theater. Anstelle von Marietta erscheint nun Paul die tote Marie und mahnt ihn an Liebe und Treue.

ZWEITES BILD
Paul und Frank begegnen sich am Kai vor dem Haus, in dem Marietta wohnt. Brigitta, plötzlich Nonne geworden, hat Paul verlassen. Da Frank den Schlüssel zu Mariettas Wohnung hat, ringt Paul mit ihm und nimmt ihm den Schlüssel ab. Mariettas Komödiantentruppe bevölkert den Platz der toten Stadt. Man beschliesst, am Kai zu tafeln, holt Sekt und Gläser aus dem Boot, und Marietta bittet Fritz, den ebenfalls unglücklich in sie verliebte Pierrot der Truppe, um ein Lied (Mein Sehnen, mein Wähnen). Dann wollen die Künstler ihrem Mäzen, dem Grafen Paul, die Auferstehungsszene aus Meyerbeers "Robert der Teufel" vorführen, mit Marietta als der auferstandenen Helene. Paul greift ein und demütigt, im Banne der toten Marie stehend, Marietta. Dennoch gewinnt Marietta Paul für sich und geht mit ihm in sein Haus. Sie will den Kampf mit der Toten aufnehmen.

DRITTES BILD
Marietta fordert in Pauls "Kirche des Gewesenen" die tote Frau vor deren Bild heraus und treibt Paul in immer schlimmere Gewissensqualen, noch verstärkt durch eine vorüberziebende Prozession. Marietta verspottet Paul wegen seiner Frömmigkeit und eignet sich die Haar-Reliquie an. Paul will sie ihr entreissen und erdrosselt mit Maries Haar Marietta, die nun, als Tote, ganz der toten Marie gleicht.
Paul kommt wieder zu sich: Brigitta meldet den Besuch "der Dame von vorher", die ihre Rosen und den Schirm vergessen hat. Im Weggehen trifft Marietta Frank, der Paul bittet, ihn auf eine Reise zu begleiten, fort aus der Stadt des Todes. Paul, zur Einsicht gelangt, dass eine Vereinigung mit der Toten in diesem Leben nicht möglich ist, folgt ihm.

La ‘città morta’ del titolo è Bruges, dove il protagonista Paul (siamo alla fine del XIX secolo) coltiva quasi morbosamente la memoria della moglie Marie, morta in giovane età e ritratta in un grande quadro al centro di una sorta di museo casalingo a lei dedicato. L’inconsolabile vedovo confida all’amico Frank di avere incontrato una donna che a Marie somiglia straordinariamente, e l’ha invitata a fargli visita per inscenare una sorta di resurrezione. Si tratta di Hariette, una danzatrice e cantante dalla quale Paul è affascinato ed eccitato. Egli è combattuto tra la lealtà verso Marie e l’attrazione per Harietta e finisce per scambiare le due donne in una confusa immaginazione, tra realtà e sogno. E vive con senso di colpa uno straziante travaglio interiore, attratto e respinto al tempo stesso dalla giovane e provocante creatura. Nella sua visione nebulosa, coinvolge altri personaggi: la fedele governante Brigitta, che abbandona scandalizzata la sua casa e si rifugia in uno di quei béguinages per i quali la città va famosa; l’amico Frank, che a sua volta sarebbe sedotto dal prorompente fascino della donna di spettacolo. Assiste non visto a una festa, alla quale partecipa tutta la compagnia teatrale di cui Marietta fa parte. Tra canti, lazzi, libagioni, atteggiamenti licenziosi e blasfemi, l’atmosfera si fa surriscaldata e minacciosa. Si prova una scena dell’opera Robert le diable di Meyerbeer, nella quale Marietta interpreta la parte di Hélène. Nell’opera ricorre il motivo ‘della resurrezione’ e la concezione stessa della resurrezione è fatta oggetto di dileggio da parte dei teatranti. La città morta sembra ribellarsi al sacrilegio, tra suoni d’organo e di campane a morto, presagi di tempesta e apparizioni di beghine. Paul, offeso nei suoi affetti e nei suoi sentimenti religiosi, si palesa, affronta Marietta, la accusa delle sue perversità e le dice che in lei ha amato soltanto la moglie scomparsa. Piccata, Marietta accetta la sfida e, facendo uso di tutti i suoi poteri di seduzione, irretisce Paul e si introduce nella sua casa per una folle notte di passione. L’indomani, Marietta si ritrova di fronte al ritratto di Marie e, dalla stanza che ne custodisce le memorie, assiste con Paul allo spettacolo di una solenne, fastosa processione. Torna a deridere la religiosità di Paul e a profanarne i sentimenti esercitando il suo potere erotico, ma il giovane la respinge. Egli difende appassionatamente la propria fede, le ragioni dell’amore e della lealtà. Marietta si impadronisce di una treccia dei capelli di Marie, conservata in una teca e se la avvolge intorno al collo, danzando come indemoniata. Finisce che Paul, davanti a tanta intollerabile sfrontatezza, la strangola con la stessa treccia. Ma è stato un sogno, una visione: nessuna profanazione, nessun delitto è avvenuto. Brigitta viene ad annunciare che la signora venuta in visita è tornata sui suoi passi. Entra Marietta: ha dimenticato qualcosa e si chiede se ci non sia un invito a rimanere. Paul resta muto e lei se ne va, mentre arriva Frank. È avvenuto un miracolo? La donna del ritratto si è ridestata dal suo sonno di morte? Ma non c’è stata, né può esservi resurrezione e Paul lascerà per sempre Bruges, la città della morte.

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Partitur

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Klavierauszug

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