I Capuleti e i Montecchi

I Capuleti e i Montecchi

Libretto

Felice Romani

Premiere

11 March 1830, Venice (La Fenice)

Cast

CAPELLIO (bass)
GIULIETTA (soprano)
ROMEO (mezzosoprano)
TEBALDO (tenor)
LORENZO (baritone or bass)

CHORUS
Capulets, Montagues, maidens, soldiers, squires

Place

Verona

Time

15th Century

Bellini, Vincenzo

Bellini, Vincenzo (Salvatore Carmelo Francesco)
3.11.1801 Catania - 23.9.1835 Puteaux (Paris)


Works for stage
with date/place of first performance:

Adelson e Salvini (12.2.1825 Napoli)
Bianca e Gernando (30.5.1826 Napoli)
Il pirata (27.10.1827 Milano)
Bianca e Fernando [rev. Bianca e Gernando] (7.4.1828 Genova)
La straniera (14.2.1829 Milano)
Zaira (16.5.1829 Parma)
I Capuleti e i Montecchi (11.3.1830 Venezia)
La sonnambula (6.3.1831 Milano)
Norma (26.12.1831 Milano)
Beatrice di Tenda (16.3.1833 Venezia)
I puritani di Scozia (24.1.1835 Paris)
rev = revised



Romeo und Julia


ERSTER AKT
Die veronesischen Familien Montague und Capulet sind seit langem entzweit und liegen wieder in heftiger Fehde. Trotzdem ist es Romeo, dem Anführer der Montagues gelungen, Giuliettas Herz zu gewinnen, die Tebaldo, einen Anhänger ihres Vaters, heiraten sollte. Zur Zeit rüsten die Montagues vor den Toren Veronas zu neuem Kampf. Romeo hat Capellios Sohn getötet. Tebaldo will den Tod seines Freundes rächen und schwört mit den Anhängern Capulets Rache.
Giulietta hat ihren Berater und Arzt Lorenzo für sich und Romeo gewonnen. Er weiss von ihrer Liebe und führt Romeo in Capellios Palast, wo Romeo verkleidet und ohne sich erkennen zu geben, bittet, Frieden zu halten und als sichtbares Zeichen dafür Romeo Giuliettas Hand zu geben. Da Capellio nur auf Rache und neuen Kampf sinnt, ist Giulietta verzweifelt. Lorenzo führt ihr heimlich den Geliebten zu; beide schwören sich ewige Treue. Romeo versucht vergebens, Giulietta zur Flucht zu überreden.
Die Hochzeit Tebaldos mit Giulietta wird in einem Innenhof des Capuletschen Palastes vorbereitet und ein Waffenstillstand geplant. Romeo, der noch immer im Palast ist, verrät Lorenzo, dass die Montagues kommen werden, um die Vermählung zu verhindern. Giulietta sieht Romeo noch einmal und kann sich noch immer nicht zu einer Flucht entschliessen. Die Montagues dringen in Capulets Palast ein, Romeo wird von Capellio und Tebaldo als der Mann wiedererkannt, der kurz zuvor als Friedensbote gekommen war. Ein heftiger Kampf zwischen beiden Parteien beginnt.

ZWEITER AKT
Die Capulets haben gesiegt, die Montagues sind entflohen. Giulietta wartet auf Nachricht, ob Romeo noch lebt. Lorenzo bringt ihr Gewissheit und will sie auch vor einer Ehe mit dem verhassten Tebaldo bewahren. Er gibt ihr einen Trank, der sie in einen todesähnlichen Schlaf versetzt, und versichert, dass Romeo und er selbst anwesend sein werden, wenn sie wieder erwache. Schaudernd leert Giulietta das Fläschchen, kurz bevor Capellio erscheint, um ihr mitzuteilen, dass sie morgen Tebaldo heiraten muss. Giulietta, beinahe ohnmächtig, bittet ihren Vater um Verzeihung und sagt, dass sie bald sterben werde. Capellio bleibt unzugänglich und misstrauisch. Er lässt Lorenzo, der Romeo von dem Scheintod Giuliettas benachrichtigen sollte, gefangennehmen. Als Romeo sich wieder in die Nähe des Palastes wagt, stösst er auf Tebaldo. Sie beschimpfen sich und fechten miteinander. Plötzlich halten sie überrascht ein: Sie hören die Klänge eines vorbeikommenden Trauerzuges, in dem Giulietta zu Grabe getragen wird.
Romeo und seine Freunde sind in das Grabgewölbe der Capulets eingedrungen und haben Giuliettas Sarg geöffnet. Romeo schickt seine Begleitung weg, hält mit der Geliebten Zwiesprache und nimmt Gift. In diesem Augenblick wacht Giulietta auf, sieht Romeo und ist nun bereit, mit ihm zu fliehen. Romeo gesteht, dass er bald sterben werde, und bittet Giulietta, ihn oft am Grab zu besuchen. Er stirbt in ihren Armen, sie sinkt tot zu Boden. Die Capulets und Montagues dringen in die Gruft ein und sehen mit Entsetzen, was geschehen ist.
The Capulets and the Montagues
ACT I
Capello, the chief of the Capuleti, refuses to agree to a pact through which his daughter Giulietta would marry Romeo of the Montecchi clan, and orders that her marriage to Tebaldo should go ahead immediately. Romeo fails to persuade Giulietta to elope, and so he and his supporters enter the city and disrupt the marriage celebrations.

ACT II
Giulietta is informed by Lorenzo, the family doctor, that the only way to secure her freedom from Tebaldo is to take a sleeping draught that will give the impression that she is dead. She will be revived in the family vault, where he and Romeo will be waiting. The plan backfires when Lorenzo is arrested.
Romeo believes Giulietta to be dead and takes poison. But as he lies dying, Giulietta wakes up.
Hoping to avert the tragedy, Lorenzo rushes in, but he is too late: Romeo and Giulietta are lying dead in each other's arms.
--> Highlights
ATTO PRIMO
A Verona nel XIII secolo. La città è dilaniata dalla lotta che oppone la famiglia dei Capuleti, guelfi, a quella dei Montecchi, ghibellini. Capellio, principale esponente dei Capuleti, ha chiamato i suoi a raccolta per esortarli alla lotta contro la fazione avversaria: informa gli astanti che i Montecchi, sostenuti dall’amicizia di Ezzelino, hanno per capo Romeo, l’odiato uccisore di suo figlio, e che questi sta per inviare un ambasciatore con proposte di pace. Lorenzo, contro il parere generale, consiglia di ricevere e ascoltare il messaggero. Capo della fazione guelfa è Tebaldo, che promette di vendicare col sangue di Romeo (“È serbata a questo acciaro”) l’uccisione del figlio di Capellio. Quest’ultimo gli offre in sposa la figlia Giulietta: le nozze si celebreranno la sera stessa. Lorenzo, che conosce il segreto legame della fanciulla con Romeo Montecchi, sconsiglia il matrimonio accampando il pretesto della malattia di Giulietta. Tebaldo si dichiara pronto a rinunciare alle nozze, se dovessero costare una sola lacrima alla fanciulla; ma Capellio lo rassicura che Giulietta sarà eternamente devota a chi vendicherà il fratello ucciso. Giunge, intanto, l’ambasciatore dei Montecchi con proposte di pace: questi non è altri che Romeo, rientrato in Verona sotto mentite spoglie. Propone che la pace sia suggellata dalle nozze tra Romeo e Giulietta (“Se Romeo t’uccise un figlio”); ma Capellio e i suoi rifiutano sdegnati, rinnovando anzi i loro propositi bellicosi. Intanto Giulietta, sola nei suoi appartamenti, ha appreso la decisione paterna: compiange la sua sorte e invoca l’amato Romeo, che crede lontano (“Oh, quante volte, oh, quante”). Lorenzo le rivela che il giovane è tornato in città, in incognito, e lo introduce per un uscio segreto nella stanza di Giulietta. Romeo si getta nelle braccia dell’amata; alla sua proposta di fuggire con lui (“Sì, fuggire: a noi non resta”), la giovane rifiuta in nome del dovere e dell’obbedienza filiale. Romeo cerca inutilmente di persuaderla; poi, al risuonare della musica nuziale, si fa convincere ad allontanarsi e a mettersi in salvo. Nel palazzo di Capellio dame e cavalieri festeggiano le imminenti nozze di Giulietta con Tebaldo. Romeo, introdottosi tra i convitati in abiti guelfi, confida a Lorenzo che nel frattempo mille ghibellini armati sono penetrati in Verona, pronti a cogliere di sorpresa gli avversari. Lorenzo cerca invano di convincerlo ad allontanarsi da Verona e a rinunciare ai suoi propositi. S’ode un tumulto: un gruppo di Capuleti è assalito da alcuni Montecchi in armi; i convitati fuggono, Romeo corre ad unirsi ai suoi. Mentre si spegne il clamore, giunge Giulietta in abito da sposa, in ansia per l’esito dello scontro. Romeo la raggiunge e cerca nuovamente di convincerla a seguirlo; ma irrompono Tebaldo e Capellio, alla testa dei guelfi armati. Romeo, riconosciuto, riesce a sottrarsi all’ira dei nemici solo grazie all’intervento dei suoi.

ATTO SECONDO
Giulietta è sola nei suoi appartamenti: la battaglia è ripresa e la fanciulla attende, in ansia, che Lorenzo le comunichi l’esito dello scontro. Apprende che Romeo è salvo, ma che una minaccia incombe su di lei: l’indomani sarà condotta al castello di Tebaldo e costretta alle nozze. Lorenzo le consiglia allora uno stratagemma: le consegna un filtro in grado di simulare la morte, che la fanciulla beve dopo qualche esitazione (“Morte io non temo, il sai”). Giunge Capellio, che impone alla figlia di ritirarsi e di prepararsi alle nozze. Giulietta scongiura il padre di abbracciarla; questi è turbato, ma mette a tacere i propri rimorsi. Manda a cercare Tebaldo e gli ordina di sorvegliare Lorenzo, di cui comincia a diffidare. In una via di Verona, intanto, Romeo – allarmato dalla mancanza di notizie – è in cerca di Lorenzo. S’imbatte in Tebaldo, che lo sfida a duello (“Stolto, a un sol mio grido”); ma sul punto di battersi, i due rivali sono trattenuti da una musica funebre: è il corteo che accompagna alla tomba Giulietta, creduta morta da tutti. Romeo e Tebaldo si abbandonano alla disperazione. Nel luogo in cui è sepolta Giulietta giunge Romeo, con seguito di Montecchi; fa aprire la tomba e parla, in delirio, all’amata. Ordina ai suoi di allontanarsi, invoca nuovamente la salma di Giulietta (“Deh, tu, bell’anima”) e si avvelena. Giulietta si risveglia, pronunciando il nome di Romeo: scorge il giovane ai piedi del sepolcro e pensa l’abbia raggiunta perché avvertito da Lorenzo. Appresa la terribile verità, i due amanti si stringono in un ultimo abbraccio; Romeo muore e Giulietta cade riversa sul suo corpo. Giungono i seguaci di Romeo, inseguiti da Capellio e dai suoi: di fronte alla tragica scena, Capellio sente ricadere su di sé tutte le conseguenze dell’odio tra le due fazioni nemiche.
--> Highlights


Romeo und Julia


Personen:
CAPELLIO, Haupt der Capuleti
GIULIETTA, seine Tochter
ROMEO, Haupt der Montecchi
TEBALDO, Anhänger der Capuleti und Giulietta's bestimmter Gemahl
LORENZO, Arzt, in Capellio's Diensten

CHOR:
Anhänger der Familien Capuleti und Montecchi.
Damen. Wachen. Bewaffnete

Die Handlung geht in Verona, im dreizehnten
Jahrhundert vor.

ERSTER AKT
Gallerie in Capellio's Palast.


ERSTE SZENE
Capellio's Freunde und Verbündete.

EINIGE
Kaum graut der Morgen, erscheinen wir,
Noch in der Dämm'rung Stunde.

ANDERE
Was giebt es? – uns zu versammeln hier,
Kam uns die schnelle Kunde.

ALLE
Schaaren von Kriegern zeigen sich,
Und sind zum Kampf bereit.

EINIGE
Dinge von hoher Wichtigkeit
Sind wohl indess geschehen? –

ANDERE
Wohl mag der Bund der Guelfen
Neu sich bedrohet sehen,
Und die Montecchi rüsten sich
Zu blut'gem Kampf und Streit.

ALLE
Fluch und Verderben treffe sie! –
Tod sey das Loos der Kühnen!
Eh' unser Thor sich öffnet
Vor diesen Ghibellinen,
Eh' sey, in Staub und Schutt zermalmt,
Verona unser Grab! –


ZWEITE SZENE
Capellio, Tebaldo, Lorenzo, Vorige.

TEBALDO
Ihr, dieses Hauses treu ergeb'ne Freunde!
Vertheid'ger seines Ruhmes, aus wicht'gen Gründen
Seh' ich heut Euch versammelt in diesen Hallen.
Wisst, Ezzelino selber
Nimmt Theil an unserm Streite.
Und stellt sich kämpfend an der Montecchi Seite.
Mit mächt'gen Schaaren ist er im Feld erschienen;
An ihrer Spitze steht der verhasste,
Der übermüth'ge Führer der Ghibellinen.

CHOR
Sein Name?

TEBALDO
Romeo! –

CHOR
Romeo? –

CAPELLIO
Jener Romeo, der Frevler,
Der mir den Sohn erschlug! Ja er, (wer mag
Die Frechheit glauben?) er, der verhasste Gegner,
Bietet uns Frieden. Ein Bote ward deshalb
Von ihm an uns beschieden.

CHOR
Friede, o Herr! –

CAPELLIO
Nein, nimmer! –

LORENZO
Lass ihn erscheinen!
Wohl kann, was er verkündet,
Vortheil uns bringen. Zu lang' ward in Verona
Nur Kampf und Mord geübet,
Zu lang' schon floss die Etsch von Blut getrübet!

CAPELLIO
Es ward gerächt! Nur meines floss ohne Rache.
Der es vergoss, er athmet. Nie führt der Zufall
Ihn meinem Blick entgegen. Von Allen ungekannt,
Weil er uns früh verlassen, irrte Romeo
Von Land zu Land. Selbst in Verona's Mauern
Wusst' er sich öfters tollkühn einzuschleichen! –

TEBALDO
So vernehmt meinen Schwur! – Mein Arm soll ihn erreichen!
Diesem Schwerdte wird's gelingen,
Blut'ge Rache Dir zu bringen;
Ja, ich schwör's bei meiner Liebe,
Ich entdecke seine Spur.
Lass, o lass mit süssen Banden
Uns're Herzen bald umschlingen,
Der Gemahl wird dann vollbringen,
Was der Liebende Dir schwur!

CAPELLIO
Sohn! umarme mich! – Euch soll noch heute
Hymens Fackel sich entzünden.

LORENZO
Wie? noch heute?

CAPELLIO
Was soll dies Staunen?
Das mir Deine Worte künden?

LORENZO
Denk', o Herr, des Fiebers Schmerzen –
Qual und Kummer im kranken Herzen –
Wisse, Giulietta – ach mit Gewalt nur
Träte sie vor den Altar.

TEBALDO
Mit Gewalt?

CAPELLIO UND CHOR
Die Hand der Liebe
Bring' ihr Trost und Hülfe dar.

TEBALDO
Theurer noch, als dieses Leben,
Ist die Holde meinem Herzen.
Ihre Liebe ist mein Streben,
Meine Wonne sie allein.
Doch erpresste mein Entzücken
Ihrer Brust nur eine Klage,
O dann soll mir jede Plage,
Jede Qual beschieden seyn!

CAPELLIO
Lass die bangen Zweifel schwinden,
Ihre Ruhe soll sie finden,
Wirst Du kämpfend überwinden –
Ihres Bruders Rächer seyn.

CHOR
Führ' uns hin zum blut'gen Streite!
Ja, wir kämpfen Dir zur Seite.
Reich belohnt wirst Du Dich finden,
Denn Giulietta harret Dein.

LORENZO
Wehe ihr! vor dem Geheimniss
Muss nun bald der Schleier schwinden
Und kein Retter wird sich finden, –
Niemand wird ihr Schutz verleih'n.

CAPELLIO
Eile, Lorenzo! Du vermagst zur heil'gen Feier
Sie zu bewegen. Noch eh' die Sonne sinkt,
Sey sie vollzogen. Morgen soll Lust und Freude
Aus ihren Blicken uns entgegen strahlen. –
Fort! gehorche! –

Lorenzo ab.

TEBALDO
Herr, ich fürchte –

CAPELLIO
Lass jede Sorge! –
Nie wird Capellio's Tochter
Des Vaters Sinn verleugnen; und hoch geehrt,
So wie uns Allen, sey der Tapfre ihr,
Der sich mit uns verbindet.

TEBALDO
Mag dieses Hoffen
Ein froher Ausgang krönen! Gern glaubt das Herz,
Was es erstrebet mit heisser Liebe Sehnen.

CAPELLIO
Schon nahet sich der Sprecher,
Den uns der Feind gesandt. Ist hier wohl Einer,
Der den Montecchi die Hand zum Frieden böte?

ALLE
Fluch den Montecchi! Tod den Ghibellinen!


DRITTE SZENE
Romeo mit kriegerischem Gefolge, Vorige.

ROMEO
Froh meines heil'gen Amtes, das mir verlieh'n,
Der Ghibellinen Haupt, nah' ich voll Ehrfurcht,
Ihr edlen Guelfen, Euch. Mit gleicher Freude
Möge Jeder mich hören; mit frohem Munde
Bring' ich der Freundschaft und des Friedens Kunde.

TEBALDO
O sprich, wer baute je
Auf der Montecchi Treue?

CAPELLIO
Oft ward der Friede
Mit Euch geschlossen, stets brach't Ihr ihn auf's Neue.

ROMEO
In Deiner Hand bewahrest Du
Des ew'gen Friedens Pfand; gönn' in Verona
Gleiches Recht den Montecchi, und gieb Romeo
Der Tochter Hand.

CAPELLIO
Des Blutes heil'ge Schranke
Trennt uns auf immer, und nimmer kann sie schwinden,
Nimmer! ich schwöre.

ALLE
Wir Alle schwören!

ROMEO
O höre!
Wenn Romeo den Sohn erschlagen,
So geschah's im Schlachtgetümmel –
Nur das Schicksal ist anzuklagen –
Heisse Thränen weiht ihm sein Schmerz.
D'rum Versöhnung! Du findest wieder
In Romeo des Sohnes Herz! –

CAPELLIO
Kehr' zurück, und sag' dem Thoren,
Schon hab' ich den Sohn erkoren.

ROMEO
Himmel! – und wen? –

CAPELLIO
Tebaldo! –

ROMEO
Du!
Noch ein Wort! –

CAPELLIO
Genug der Worte! –

TEBALDO und CHOR
Ew'ger Kampf den Ghibellinen! –
Dies ist unser Feldgeschrei!

ROMEO
Uebermüth'ge! – Wohlan, es sey!
Vor Romeo's Rächer-Arme
Soll kein Gott Euch nun beschützen,
Und von seines Schwerdtes Blitzen
Treffe Euch der Todesstreich.
Doch zum Himmel schreit um Rache
All' das Blut, das Ihr vergossen,
Jede Thräne, die geflossen,
Laste schwer, ja schwer auf Euch! –

ALLE
Fort, Verweg'ner! – Nur der Himmel
Lenkt gerecht den Todesstreich! –


VIERTE SZENE
Giulietta's Gemach.


GIULIETTA
allein
Festlich steh' ich geschmücket, gleich einem Opfer,
Das zum Altar man führet. Ach, könnt' ich Verlass'ne
Als Opfer am Altar mein Leben enden! –
Flammende Hochzeitfackeln,
Die mit verhasstem Glanz mein Auge blenden,
Leuchtet, ach leuchtet zu meiner Todtenfeier! –
Ich glühe, wildes Feuer durchtobt mich!
Will mich verzehren. Der Lüfte kühlend Fächeln
Such' ich vergebens. Wo weilst du, o Romeo?
Sieh, mein Herz will verzagen! –
Wohin, ach, send' ich meiner Sehnsucht Klagen?
Ach, wie so oft vom Himmel
Erfleht' ich dich mit Thränen!
Getäuscht von meinem Sehnen
Wähn' ich dich nah' bei mir.
Ein Strahl aus deinen Blicken.
Scheint mir der Glanz der Sonne.
Lüfte, die mich erquicken,
Scheinen ein Hauch von dir.


FÜNFTE SZENE
Lorenzo, Giulietta, dann Romeo.

LORENZO
Die Zeit ist günstig! – Zu unverhoffter Wonne
Muss ich sie vorbereiten. –
Giulietta!

GIULIETTA
Lorenzo! –

LORENZO
Nur Ruhe! nur Fassung! –

GIULIETTA
Bald werd' ich Ruhe finden,
Ja, lange Ruhe – ich fühl's in meinem Innern,
Wie mir die Kräfte schwinden. Ha! könnt' ich einmal,
Nur einmal noch ihn sehen! – Er nur vermag es,
Die verlöschende Flamme neu zu beleben! –

LORENZO
Nur Muth, Giulietta! Er ist in Verona!

GIULIETTA
O Himmel!
Und mir noch ferne?

LORENZO
Die allzu jähe Freude,
Trägt sie Dein Herz?

GIULIETTA
Mehr als dies Leiden! –

LORENZO
Wohlan!
So sey gefasst, ihn zu sehen! Ich führt' ihn her
Auf dem geheimen, nur uns bekannten Pfade.

ROMEO
Meine Giulietta! –

GIULIETTA
Romeo!

LORENZO
Sprecht nur leise!

Lorenzo ab.


SECHSTE SZENE
Romeo und Giulietta.

GIULIETTA
Ich seh' Dich wieder, o Wonne!
Endlich seh' ich Dich wieder! –

ROMEO
Meine Giulietta!
Wie muss ich Dich wiederfinden? –

GIULIETTA
Ach, ohne Hoffnung,
Gramvoll und leidend. Du siehst es,
Nah' an des Grabes Rande! Und Du, Romeo?

ROMEO
Unglückselig, gleich Dir, und endlich müde
Dieses verhassten, qualvollen Lebens,
Das Deiner Liebe Lächeln mir nicht verkläret,
Komm' ich, mein Daseyn hier zu enden,
Oder Dich zu entführen aus Feindes Händen.
Du musst mit mir entflieh'n! –

GIULIETTA
Entflieh'n? – was sagst Du?

ROMEO
Ja, wir flieh'n! Uns winket Beiden
Fern die Ruh' nach schweren Leiden.
Du wirst auch in fremden Auen
Deiner Heimath Fluren schauen, –
Jedes Glück, von dem wir scheiden,
Wird die Lieb' uns neu verleih'n!

GIULIETTA
Ach, Romeo! im Schooss der Meinen
Lass mich mein Geschick beweinen.
Höh'rer Liebe feste Bande
Fesseln mich im Vaterlande.
Nur mein Geist darf Dich geleiten,
Ewig wird er bei Dir seyn.

ROMEO
Ha, was hör' ich? welche Bande
Sind so stark als Lieb' und Treue?

GIULIETTA
Die Gesetze, Pflicht und Ehre,
Und die Furcht vor bitt'rer Reue! –

ROMEO
Ach, Du sprichst von Pflicht und Ehre,
Da man ewig uns will trennen!
Nur Dein Mund spricht diese Lehre,
Doch Dein Herz erkennt sie nicht.
Soll Romeo ferner leben,
So erhör' sein dringend Flehen! –
Schlägt Dein Herz mir treu ergeben,
Höre nur, was Liebe spricht! –

GIULIETTA
Willst Du mehr noch, als mein Leben,
Das ich ewig Dir nur weihte? –
Doch an meines Vaters Seite
Bindet mich der Tochter Pflicht.
Bald wird man in's Grab mich senken,
Muss ich fern von Dir mich seh'n;
Und Du kannst so tief mich kränken,
Da mein Herz vor Jammer bricht! –

ROMEO
Hörest Du? es sind die Klänge,
Die die Feier Dir verkünden.

GIULIETTA
Fliehe! – fort! –

ROMEO
Nein, nein, ich bleibe! –

GIULIETTA
Weh'! der Vater wird Dich finden!

ROMEO
Einer falle von uns Beiden,
Unser Schwerdt soll Richter seyn! –

GIULIETTA
Ach, Romeo! –

ROMEO
Du flehst vergebens! –

GIULIETTA
Ach, erbarm' Dich Dein und mein! –

ROMEO
Theure, bau' auf meine Treue,
Folge mir zum schönsten Bunde!
Ach, sonst wird die günst'ge Stunde
Ewig uns verloren seyn.
Des Geliebten Tod und Leben
Sind in Deine Hand gegeben.
Nein, Du fühlst nicht meine Liebe,
Kennest nicht der Sehnsucht Pein! –

GIULIETTA
Hör', o hör' mein banges Flehen! –
Sieh, Geliebter, meine Leiden! –
Nur Verderben droht uns Beiden,
Nichts kann uns vom Tod' befrei'n.
Ach, erspare meinem Herzen
Gröss're Qualen, gröss're Schmerzen! –
Dein, nur Dein war ich im Leben,
Auch im Tode bin ich Dein! –

ZWEITER AKT
Innere Halle in Capellio's Palast.

ERSTE SZENE
Ritter und Damen.

CHOR
Wenn des Tages Stürme verfliegen,
Bringt der Abend Freud' und Vergnügen,
Zorn und Rache seh'n wir entschwinden,
Wenn Hymens Fackeln hell sich entzünden.
Wo Amors Lächeln freundlich uns winket,
Herrscht nur Entzücken, Jubel und Lust.
Lasst mit Gesängen, mit fröhlichen Klängen
Das heut'ge Fest uns froh begehen.
Ja, diese Stunde der reinsten Freuden
Sey uns Belohnung nach langen Leiden.
Wo der Freude Becher blinket,
Flieht der Gram aus jeder Brust,
Und wo Amor's Lächeln winket,
Herrscht Entzücken, Wonn' und Lust.

Ab.


ZWEITE SZENE
Romeo, Lorenzo.

LORENZO
Hemme die raschen Schritte! wage
Nicht weiter Dich; des Guelfen Kleidung
Schützt Dich nicht vor Verrath.

ROMEO
Kann an Gefahren
Ich wohl noch denken, wenn der verhasste Feind
Mir die Geliebte raubt? Ja doch beim Himmel!
Nie soll's gescheh'n! Ich schwör' es!

LORENZO
Du rasest! entschwand Dir
Nicht jede Hoffnung?

ROMEO
Eine noch bleibt mir. So höre!
Heimlich verweilen, gleich mir verkleidet,
Im Schutz des Waffenstillstandes, hier in Verona
Tausend der Meinen, zum Kampfe gerüstet.

LORENZO
Himmel!
ROMEO
Ganz unerwartet stürzt
Die Schaar sich auf die Feinde, und schnell geendet
Sey das heutige Fest.

LORENZO
O Nacht voll Schrecken!
Mich machst Du zum Genossen
So blut'ger Gräuel? Machst mich zum Verräther
An diesem Hause?
Welch' Getümmel!

ROMEO
O Entzücken!

CHOR
Die Montecchi!

ROMEO
Wohl mir!

CHOR
Zum Kampfe!

LORENZO
Fliehe! schnell!

ROMEO
Tebaldo, zitt're!
Meiner Rache sollst Du fallen!
Die Trompeten hör' erschallen,
Sie verkünden Dir den Tod!

LORENZO
Schweige, schweige, flieh', o fliehe!
Waffenlärm von jeder Seite!
Ach, Du bist des Todes Bente
Vom Verderben rings bedroht.

CHOR
Bringt Waffen, schnell, ihr Leute!
Wer giebt Schutz in dieser Noth? –

Ab.


DRITTE SZENE
Giulietta allein.

GIULIETTA
Still wird's umher, – und Schweigen
Folget dem Schlachtgetümmel.
Nimm meinen Dank, o Himmel,
Frei athmet dieses Herz.
Doch an den gold'nen Decken
Sah' ich das Blut der Meinen, –
Muss ich vielleicht, o Schrecken!
Romeo's Fall beweinen?
Himmel! diese Angst, dies Beben –
Kaum kann ich widersteh'n.
Du nur kannst Schutz ihm geben,
Ew'ger! o hör' mein Fleh'n!


VIERTE SZENE
Romeo, Giulietta.

ROMEO
Giulietta!

GIULIETTA
O Gott! wen seh' ich?

ROMEO
Deinen Romeo, o fasse Dich!

GIULIETTA
Entsetzen, Du wagst es?

ROMEO
Zur Rettung
Biet' ich Dir meine Hand.
Folg' mir!

GIULIETTA
Lass mich! – o Himmel!
Du tödtest mich und Dich!

ROMEO
Komm, ich beschwöre Dich
Bei unsrer Liebe Band!

CHOR
Tod den Montecchi!

GIULIETTA
Fliehe!
Sie stürmen schon heran!

ROMEO
Mitten durch ihre Reihen
Macht dieses Schwerdt uns Bahn.


FÜNFTE SZENE
Tebaldo und Capellio mit Bewaffneten. Lorenzo.
Vorige.


CAPELLIO
Haltet!

TEBALDO
Was seh' ich! der Abgesandte,
Der heut' vom Frieden sprach?

LORENZO
(O Gott, er ist verloren!)

ROMEO
Ich wüthe!

GIULIETTA
Welche Schmach!

CAPELLIO
Bewaffnet! im Palaste?

TEBALDO
Gehüllt in dieses Kleid?
Hältst Du vielleicht auf's Neue
Ein Bubenstück bereit?
Wachen, herbei!

GIULIETTA
Haltet ein!
Vater! – O schont! Erbarmen!

CAPELLIO
Fort von mir!

TEBALDO
Wie kann um seinetwillen
Sorge Dein Herz erfüllen?

CAPELLIO
Giulietta!

TEBALDO
Keine Antwort?
Du zitterst? bist verlegen?
Wer bist Du, Bube?

ROMEO
So wisse! –

GIULIETTA
Nein, nein, o sprich es nicht!

ROMEO
Ich bin Dein Nebenbuhler! –

LORENZO
(Wie unbedacht!)

GIULIETTA
Mein Herz – es bricht! –

TEBALDO, CAPELLIO
Verräther, was hör' ich? –

GIULIETTA
Lorenzo, zu Hülfe! –

LORENZO
O Stunde des Jammers! –

ROMEO
Durch mich stirbt die Arme! –

TEBALDO, CAPELLIO, LORENZO
Umflort euch, ihr Sterne! –
Bedeckt euern Schein! –
Tief hüll' uns're Schande
In Dunkel sich ein! –

GIULIETTA, ROMEO
O Vorsicht, du wollest
Ihm / Ihr Rettung verleih'n!
Schwer fall' ihre Rache
Auf mich nur allein!

CHOR
Wir sind nah', Romeo! –

TEBALDO, CAPELLIO
Welch Schreien! –

ROMEO
Meine Freunde! –

GIULIETTA
O Wonne!

CHOR
Er ist es!
Sieh, es kommen die Getreuen,
Dich, Romeo, zu befreien! –

CAPELLIO
Du Romeo? – Und noch am Leben?

TEBALDO
Ha, Verräther! Du sollst erbeben! –

ROMEO
Blut und Leichen wollt Ihr sehen? –
Nun wohlan! es fliesse Blut! –

TEBALDO, CAPELLIO, ROMEO, CHOR
Von des Kampfes wilden Stürmen,
Die sich tobend nun erheben,
Soll Italien erbeben,
Zittern selbst des Meeres Strand! –

GIULIETTA, LORENZO
Ende, Gott, des Kampfes Stürme,
Die sich tobend nun erheben,
Und der Rache blutig Streben
Sey in Mitleid umgewandt! –

ROMEO, GIULIETTA
Mag für dieses Erdenleben
Jede Hoffnung uns entschwinden! –
Ja, wir werden einst uns finden,
Dort, vereint in jenem Land! –

TEBALDO, CAPELLIO, CHOR
Zu des Kampfes wilden Stürmen,
Die sich tobend nun erheben,
Eile, Sonn', uns Licht zu geben,
Steig' hervor am Himmelsrand! –

LORENZO
Sonne, steig' mit Widerstreben
Spät hervor am Himmelsrand! –

DRITTER AKT
Gallerie in Capellio's Palast.


ERSTE SZENE
Giulietta allein.

GIULIETTA
Noch keine Kunde! – O Himmel!
Gieb mir Gewissheit! – Der Lärm der Waffen
Ist nun verstummt. Nur noch zuweilen ertönt
Mit fernen dumpfem Schalle ein leises Murmeln
Wie von Wogen des Meers nach Ungewittern.
Wer fiel im Kampfe? O Gott! wer siegte?
Wen muss ich beweinen? Dürft' ich nur geh'n und fragen!
Gequält von bangen Zweifeln, muss ich verzagen!


ZWEITE SZENE
Lorenzo, Giulietta.

GIULIETTA
Lorenzo, o sprich! –

LORENZO
Romeo lebet!

GIULIETTA
Ich athme! –

LORENZO
Des nahen Felsens Gipfel
Schützt ihn und seine Schaar, bis Ezzelin
Ihm selber helfend erscheint. Doch, wisse! Du Aermste
Bald führt Tebaldo Dich nach seinem Schlosse,
Wenn Du noch zögerst, mit fester Zuversicht
Dem lang' bewährten Freund Dich zu vertrauen!

GIULIETTA
Was soll ich thun? – O rede! –

LORENZO
Hast Du Muth? –

GIULIETTA
Du fragst noch? –

LORENZO
Nun denn! – Hier, dieses Fläschchen
Enthält ein Mittel, das in Schlummer wieget,
Aehnlich dem Tode, und Dich, die todt man wähnet,
Legt man in's Grab an Deiner Ahnen Seite.

GIULIETTA
Ha! welch ein Plan? Bei ihnen
Ruht auch der Bruder, den Romeo erschlagen.
Drohend wird er erstehen
Aus der modernden Gruft.

LORENZO
Wenn Du erwachst,
Ist Dein Geliebter sammt mir in Deiner Nähe.
D'rum ohne Furcht! Du zitterst? Du zauderst?

GIULIETTA
O Himmel! –
Mich kann der Tod nicht schrecken! –
Oft wollt' ich ihn erflehen;
Doch ihn so nah' zu sehen,
Erfüllt mein Herz mit Gran'n.

LORENZO
Muthig! Auf, fasse Vertrau'n! –
Kurz wird das Grab Dich decken!

GIULIETTA
Doch, wenn, mich zu erwecken,
Dem Trank die Kraft gebricht? –
O welch ein Bild voll Schrecken! –
Nimmer soll ich dann schauen,
Sonne, dein strahlend Licht! –

LORENZO
Nimm doch – die Stunden fliehen,
Ich hör' des Vaters Tritte.

GIULIETTA
Mein Vater! – O gieb und rette mich! –

LORENZO
Du bist gerettet, fasse Dich!

GIULIETTA
Komm, lass uns geh'n!


DRITTE SZENE
Capellio mit Gefolge. Die Vorigen.

CAPELLIO
Verweile! –
Noch nicht im Schlummer? –
Der Ruhe kurz zu pflegen,
Gönn' ich Dir noch die Zeit.
Geh'! dem Gemahl zu folgen,
Sey morgen dann bereit.

CHOR
Kummer und düst'res Baugen
Hält ihren Geist umfangen.
O gönne doch der Armen
Ein Wort der Zärtlichkeit! –

GIULIETTA
Ohne dass Du vergeben,
Kann ich von Dir nicht geh'n.
Bald schwindet dieses Leben –
Lass mich versöhnt Dich sch'n! –
Kann der so grausam strafen,
Der mir das Leben gab? –
Lass Deinen Zorn entschlafen –
Senk' ihn mit mir in's Grab! –

CAPELLIO
Lass mich!

LORENZO
(Sey ruhig! Folge mir!)

CAPELLIO
Nach Deinen Zimmern gehe! –

CHOR
Sie ist so nah dem Grabe –
O leg' Dein Zürnen ab! –

Ab.


VIERTE SZENE
Gegend in der Nähe von Capellio's Palast.

ROMEO
allein
Rings herrschet Stille! – Lorenzo erwartend
Will ich hier weilen. Saumsel'ger Freund! Auch er
Kann mich im Unglück vergessen.
Und ach, im Bund mit meinem Missgeschicke
Lässt er mich hier allein mit meinen Qualen!
Fort von hier! Ich höre Tritte!
Grausam Verhängniss! –


FÜNFTE SZENE
Tebaldo. Romeo.

TEBALDO
Wer bist Du, der Du's wagest,
Im Kreise dieser Mauern umher zu schleichen?
Hörst Du mich nicht?

ROMEO
Bleib ferne! Mein Erkennen
Brächte Dir nur Verderben! –

TEBALDO
Wohl kenn' ich Dich
An dem verweg'nen Ton, an dieser Wuth,
Die in mir glühet! –

ROMEO
Wohlan, so sieh mich, und bebe!

TEBALDO
Frevler! – Geb' ich ein Zeichen,
Naht sich die Schaar der Meinen!
Doch nur von meinen Streichen
Ereilt Dich hier Dein Loos! –

ROMEO
Komm, Feiger! ich verachte Dich,
Und Jene, die Dich umgeben.
Bald bärg'st Du gern Dein Leben
Tief in der Erde Schooss.

BEIDE
Ein feindliches Geschicke
Umdüstert Deinen Sinn,
Und reisst mit schwarzer Tücke
Dich in's Verderben hin! –

TEBALDO
Zum Kampfe! –

ROMEO
Zum Kampfe! –

TEBALDO
Verweile! –

ROMEO
Welche dumpfe Klagetöne! –

CHOR
Ach, armes Mädchen! –

ROMEO
Klänge
Der Trauer sind's.

TEBALDO
Wem gelten sie? –


SECHSTE SZENE
Ein Trauerzug erscheint. Vorige.

CHOR
Friede sey Deiner Seele
Nach so viel bangen Leiden! –
Selige Himmelsfreuden
Winken dort oben Dir! –

ROMEO
Giulietta!

TEBALDO
Todt!

ROMEO
Ha, Barbaren! –

ROMEO, TEBALDO
Die Sinne schwinden mir! –

ROMEO
Todt Giulietta! – Ha, Verworfener!
Nur durch Dich sank diese Rose! –
Weide jetzt an ihrem Loose
Dein verruchtes, schwarzes Herz! –
Auf! durchbohre diesen Busen –
Segnen will ich Dich im Scheiden! –
Hohes Glück in meinen Leiden
Kann der Tod mir nur verleih'n! –

TEBALDO
Mehr als Du fühl' ich den Jammer! –
Meine Lieb' ist nun Verbrechen! –
Kannst du, o Himmel, so schwer dich rächen?
Mich durchglüht der Hölle Schmerz! –
Lebe, lebe, Unglücksel'ger! –
Keine Schuld darfst Du bereuen:
Von der Qual mich zu befreien,
Dies vermag der Tod allein! –

VIERTER AKT
Die Grabmäler der Capuleti.


ERSTE SZENE
Romeo mit seinen Gefährten.

CHOR
Hier sind wir! – Möge Dein kühnes Wagen,
In diese Gruft zu dringen,
Dir nicht Verderben bringen,
An diesem Ort der Nacht! –

ROMEO
Hier ist das Grabmal! Mit Blumen noch bestreut,
Ach noch von Thränen feucht! Nimm auch die meinen,
Die bitt'rer Schmerz und Zärtlichkeit ihr weinen.

CHOR
O Herr, ermanne Dich!

ROMEO
Ein and'res Opfer, mehr als Thränen,
Soll Dir in Kurzem werden.

CHOR
Gebieter, o hemme der Seele Schmerz!

ROMEO
Nächtliches Dunkel, das die Gruft umhüllt,
Weich' einen Augenblick des Tages lichtem Glanz
Und zeige mir noch einmal deine Beute!
Oeffnet des Sarges Deckel, dass ich sie siehe!
Ha! Giulietta, meine Giulietta!
Du bist's, – ich sehe Dich! Ja! ich habe Dich wieder!
Nein! nicht verblichen, nur leise schlummernd
Und harrend Deines Freundes, dass er Dich wecke.
Wach', o erwache bei meinen Klagetönen!
Dich rufet Dein Romeo!

CHOR
Er redet irre! Komm, folg' uns, lass uns eilen!
Längeres Weilen bringet uns Gefahr.

ROMEO
Nur einen Augenblick lasst mich noch hier.
Wohl giebt es manch Geheimniss, das der Kummer,
Ach, nur dem Grabe mag vertrauen.

CHOR
Dich lassen? einsam? in solchem Schmerz?
Du zerreissest uns das Herz.

ROMEO
Entfernt Euch! ich will es!

Chor ab.


ZWEITE SZENE
Romeo allein.

ROMEO
Giulietta, Du sollst allein, Theure,
Mich hören! Ach, eitles Hoffen! Verschlossen
Für meinen Jammer ist das Ohr der Geliebten.
Wie steh' ich einsam, ach! wie verlassen auf Erden!
Verweile, reine Seele,
Dass ich an Deiner Seite
Dich selig froh geleite
Zu jenen lichten Höh'n. –
Du kannst nicht ohn' Erbarmen
Mich einsam hier verlassen,
Und, fern von Dir, mich Armen
In meinem Jammer seh'n. –
Hervor, mein einz'ger Retter,
Du Trank des Todes, der ewig uns vereint!
O komm' an meine Lippen! –
Und ihr empfangt von mir den letzten Athemzug,
Gräber, wo meine Feinde schlafen! –


DRITTE SZENE
Giulietta erwacht. Romeo.

GIULIETTA
Ah! –

ROMEO
Welcher Seufzer!

GIULIETTA
Romeo!

ROMEO
Gott! ihre Stimme!

GIULIETTA
Romeo!

ROMEO
Sie spricht zu mir, sie ruft mich zu sich!
Himmel! was erblick' ich?

GIULIETTA
Romeo!

ROMEO
Giulietta! o Gott!

GIULIETTA
Bist Du's?

ROMEO
Du athmest?

GIULIETTA
Ach, um nimmer Dich zu lassen,
Siehest Du mich hier erwachen;
Nur zum Schein lag ich im Tode.

ROMEO
Ha! was sagst Du?

GIULIETTA
Du weisst nicht? sah'st Du Lorenzo nicht?

ROMEO
Nichts anders sah' ich,
Nichts anders wusst' ich,
Als Dich im Grabe,
Und ich eilte, ich Unglücksel'ger!

GIULIETTA
Wohlan, Geliebter! Dein bin ich nun!
Und aller Schmerz entschwindet
In Deinen Armen! – Nun komm'!

ROMEO
Hier muss ich weilen, ja, ewig, ewig, hier!

GIULIETTA
Was muss ich hören? rede, rede! –
Ach Romeo! –

ROMEO
Du weisst nun Alles!

GIULIETTA
Unglücksel'ger! welch' Beginnen!

ROMEO
Dir zur Seite wollt' ich erblassen!

GIULIETTA
Helft! herbei! – Lass mich von hinnen!

ROMEO
Bleibe, zu spät!

GIULIETTA
Kann ich es fassen?

ROMEO
Mir im Busen wühlt das Verderben.

GIULIETTA
Lass mit Dir, mit Dir mich sterben!
Einen Dolch!

ROMEO
O nein! vergebens!

GIULIETTA
Dieses Fläschchen!

ROMEO
Es ist geleeret! –
Leb'! o leb', um meinen Leiden
Wehmuths-Thränen einst zu weih'n.

GIULIETTA
Möge doch vor Deinem Scheiden
Mir der Tod beschieden seyn!

ROMEO
Lass mich an's Herz Dich drücken!
Nacht – wird's – vor meinen Blicken.

GIULIETTA
Vom Grab' muss ich erstehen,
Ach, und Du sink'st hinein!

ROMEO
Schweig! Deinen Schmerz zu sehen,
Ist mehr als Todespein.
Ha! welch ein Schleier, – o rede,
Ein einzig Wort von Dir!
Gedenke unsrer Liebe –
Giulietta – ich sterbe – leb' wohl!

GIULIETTA
Romeo! O verlass mich nicht –
Scheide noch nicht von mir!
Hier soll Dein Ruhbett seyn –
Romeo! – Er stirbt! – O Gott!

Romeo und Julia


Personaggi:
ROMEO (alto)
GIULIETTA (soprano)
TEBALDO (tenore)
CAPELLIO (basso}
LOREMZO (basso)
CORO: Capuleti e Montecchi

L'azione si svolge a Verona durante il secolo XIII.

ATTO PRIMO

Sinfonia

SCENA PRIMA
Una sala nel palazzo dei Capuleti

PARTIGIANI DI CAPELLIO
Aggiorna appena...
ed eccoci surti
anzi l'alba e uniti.
Che fia?
Frequenti e celeri giunsero
a noi gl'inviti.
Già cavalieri e militi
ingombran la città.
Alta cagion sollecito
così Capellio rende.
Forse improvviso turbine
sul capo ai Guelfi or pende
Forse i Montecchi
insorgono a nuova nimistà!
Peran gli audaci, ah! perano
que' Ghibellin feroci!
Pria che le porte s'apran
all'orde loro atroci,
sui Capuleti indomiti
Verona crollerà.
Peran gli audaci, ecc.
...Verona, si, crollerà.

Recitativo

TEBALDO
O di Capellio, generosi amici,
congiunti, difensori,
è grave ed alta
la cagion che ne aduna
oggi a consesso.
Prende Ezzelino istesso
all'ire nostre parte,
e de' Montecchi sostenitor
si svela.
Oste possente
ad assalirne invia...
Duce ne viene de' Ghibellini
il più aborrito e reo,
il più fiero.

PARTIGIANI DI CAPELLIO
Chi mai?

TEBALDO
Romeo.

PARTIGIANI DI CAPELLIO
Romeo!

CAPELLIO
Si. quel Romeo, quel crudo
del mio figlio uccisor.
Egli...
Fra voi chi fia che il creda?
egli di pace ardisce
patti offerir, e ambasciator
mandarne a consigliarla a noi.

PARTIGIANI DI CAPELLIO
Pace! Signor!

CAPELLIO
Giammai!

LORENZO
Né udire il vuoi?
Utili forse e onesti
saranno i patti.
A così lunghe gare giova
dar fine omai:
corse gonfio di sangue
Adige assai.

CAPELLIO
Fu vendicato.
Il mio soltanto è inulto:
chi lo versò respira,
e mai fortuna non l'offerse
a' miei sguardi...
Ignoto a tutti
poiché fanciul partìa,
vagò Romeo di terra in terra,
ed in Verona istessa ardi
più volte penetrare ignoto.

TEBALDO
Rinvenirlo io saprò:
ne feci il voto.

Aria

TEBALDO
E serbato a questo acciaro
del tuo sangue la vendetta:
l'ho giurato per Giulietta:
tutta Italia, il Cielo lo sa.
Tu d'un nodo a me si caro
solo affretta il dolce istante:
ed il voto dell'amante
il consorte adempirà.

CAPELLIO
Sì: m'abbraccia.
A te d'imene fia l'altar
sin d'oggi acceso.

LORENZO
Ciel! sin d'oggi?

CAPELLIO
E donde viene lo stupor
che t'ha compreso?

LORENZO
Ah! signor, da febbre ardente...
mesta, afflitta, e ognor giacente,
ella... il sai...
potria soltanto
irne a forza al sacro altare.

TEBALDO
Come! A forza!

CAPELLIO, PARTIGIANI
E avrai tu il vanto
di por fine al suo penar.

Cabaletta

TEBALDO
L'amo tanto, e m'è si cara,
più del sol che mi rischiara;
riposta, viva in lei
ogni gioia del mio cor.
Ma se avesse il mio contento
a costarle un sol lamento,
ah! piuttosto io sceglierei mille
giorni di dolor,
si, di dolor, ah mille
giorni di dolor.

CAPELLIO
Non temer: tuoi dubbi acqueta;
la vedrai serena e lieta,
quando te del suo germano
stringa al sen vendicato.

PARTIGIANI DI CAPELLIO
Nostro Duce e nostro scampo,
snuda il ferro ed esci in campo:
di Giulietta sia la mano
degno premio al tuo valor,
di Giulietta sia la mano, ecc.

LORENZO
da sé
Ah, Giulietta, or fia svelato
questo arcano sciagurato:
ah! non v'ha poter umano
che ti plachi il genitor,
ah! non v'ha poter umano, ecc.

TEBALDO
L'amo, ah! l'amo,
e m'è più cara,
l'amo, ecc.
l'amo tanto,
e m'è si cara, ecc.

Recitativo

CAPELLIO
Vanne Lorenzo: e tu, che il puoi,
disponi Giulietta al rito:
anziché il sol tramonti
compiuto il voglio.
Ella doman più lieta fia
che rallegri le paterne mura.
Lorenzo vuol parlare
Ubbidisci.

TEBALDO
Ah! signor...

Lorenzo parte

CAPELLIO
Ti rassicura.
Sensi de' miei diversi
non può nutrir Giulietta:
e a lei fia caro, come a noi tutti,
il pro' guerrier che unisce
i suoi destini ai miei.

TEBALDO
Di tanto bene mi persuade amor;
è il cor propenso
a creder vero
quel che più desia.

CAPELLIO
Ma già ver noi s'avvia
il nemico orator.
Avvi fra voi
chi de' Montecchi
alle proposte inchini?

PARTIGIANI DI CAPELLIO
Odio eterno ai Montecchi,
ai Ghibellini.

Sorte Romeo

Recitativo

ROMEO
Lieto del dolce incarco a cui mi
elegge de' Ghibellini il Duce,
io mi presento, nobili Guelfi,
a voi.
Lieto del pari
possa udirmi ciascun...
poiché verace favella
io parlo d'amistade e pace.

TEBALDO
Chi fia che nei Montecchi
possa affidarsi mai?

CAPELLIO
Fu mille volte pace fermata,
e mille volte infranta.

ROMEO
Stassi in tua man
che santa e inviolata sia.
Pari in Verona
abbian seggio i Montecchi,
e fia Giulietta sposa a Romeo.

CAPELLIO
Sorge fra noi di sangue
fatal barriera,
e non sarà mai tolta,
giammai, lo giuro.

TEBALDO, PARTIGIANI
E il giuriam tutti.

ROMEO
Crudeli!

Aria

ROMEO
Ascolta.
Se Romeo t'uccise un figlio,
in battaglia a lui diè morte:
incolparne dei la sorte;
ei ne pianse, e piange ancor:
incolparne dei la sorte, ecc.
Deh! ti placa, e un altro figlio
troverai nel mio signor,
altro figlio, ecc.

CAPELLIO
Riedi al campo, e di' allo stolto
che altro figlio già trovai.

ROMEO
Come! e qual?...

TEBALDO
Io.

ROMEO
Tu?
da sé
Che ascolto! oh ciel!
ad alta voce
Senti ancor...

CAPELLIO
Dicesti assai.

TEBALDO, PARTIGIANI
Qui ciascuno ad una voce
guerra a voi gridando va,
guerra, guerra, guerra...

ROMEO
Ostinati, e tal sarà.
Cabaletta
La tremenda ultrice spada
a brandir Romeo s'appresta,
e qual folgore funesta sto
mille morti apporterà.
Ma v'accusi al ciel irato
tanto sangue invan versato;
e su voi ricada il sangue
che alla patria costerà.

CAPELLIO, TEBALDO
Guerra a morte, guerra atroce!

PARTIGIANI DI CAPELLIO
Cessa, audace: un Dio soltanto
giudicar fra noi potrà,
si, giudicar fra noi potrà.

ROMEO
Ostinati!

TEBALDO, CAPELLIO, PARTIGIANI
Qui ciascuno ad una voce
guerra a voi gridando va!
Guerra! Guerra! Guerra!

ROMEO
Ostinati! E tal sarà.
La tremenda ultrice spada, ecc.

TEBALDO, CAPELLIO, PARTIGIANI
Cessa, audace...

ROMEO
Ma v'accusi...

TEBALDO
Riedi al campo.

ROMEO
...tanto sangue invan versato;

CAPELLIO, PARTIGIANI
...un Dio soltanto
giudicar fra noi potrà,
si, giudicar, ecc.

ROMEO
ma su voi ricada il sangue
che alla patria costerà;
ma su voi, ecc.

TEBALDO, CAPELLIO, PARTIGIANI

.. si, fra noi potrà, ecc.


SCENA SECONDA
Gabinetto negli appartamenti di Giulietta

Recitativo

GIULIETTA
Eccomi in lieta vesta...
Eccomi adorna...
come vittima all'ara
Oh! almen potessi qual vittima
cader dell'ara al piede!
O nuziali tede, aborrite
cosi, cosi fatali,
siate, ah! siate per me
faci ferali.
Ardo... una vampa, un foco
tutta mi strugge.
Si affaccia alla finestra, e ritorna
Un refrigerio
ai venti io chiedo invano
Ove sei tu, Romeo?
in qual terra t'aggiri?
Dove, dove, inviarti,
dove i miei sospiri?

Aria

GIULIETTA
Oh! quante volte, oh quante
ti chiedo al ciel piangendo!
Con quale ardor t'attendo,
e inganno il mio desir!
Raggio del tuo sembiante
ah! parmi il brillar del giorno:
ah! l'aura che spira intorno
mi sembra un tuo sospir,
ah! l'aura che spira, ecc.

Siede afflittissima. Lorenzo entra

Recitativo

LORENZO
Propizia è l'ora.
A non sperato bene
si prepari quell'alma.
Giulietta!

Giulietta si getta nelle sue braccia

GIULIETTA
Lorenzo!

LORENZO
sostenendola
Or via, ti calma.

GIULIETTA
Sarò tranquilla in breve,
appien tranquilla.
A poco a poco io manco,
lentamente mi struggo...
Ah! se una volta
rivedessi Romeo...
Romeo potria la fuggente
arrestare anima mia.

LORENZO
Fa cor, Giulietta...
...egli è in Verona...

GIULIETTA
Oh Cielo! né a me lo guidi?

LORENZO
All'improvvisa gioia
reggerai tu?

GIULIETTA
Più che all'affanno.

LORENZO
Or dunque ti prepara a vederlo:
io tel guidai per quel segreto
a noi sol noto ingresso.

Apre un uscio segreto e n'esce Romeo

Recitativo

ROMEO
correndo nelle braccia di Giulietta
Ah! mia Giulietta!

GIULIETTA
Ah!... Romeo!

LORENZO
Parla sommesso.

Lorenzo parte

GIULIETTA
con tenera allegria
Io ti rivedo, oh gioia!
Sì, ti rivedo alfin.

ROMEO
Oh mia Giulietta!
Qual ti ritrovo io mai!

GIULIETTA
Priva di speme,
egra, languente,
il vedi, e vicina alla tomba.
E tu qual riedi?

ROMEO
Infelice del pari, e stanco alfine
di questa vita
travagliata e oscura,
non consolata
mai da un tuo sorriso,
vengo, vengo a morir deciso,
o a rapirti per sempre
ai tuoi nemici.
Meco fuggir dei tu.

GIULIETTA
Fuggire? Che dici?

Duo

ROMEO
Si, fuggire:
a noi non resta
altro scampo in danno estremo,
si, null'altro scampo
in danno estremo.
Miglior patria avrem di questa,
ciel migliore
ovunque andremo:
d'ogni ben
che il cor desia
a noi luogo amor terrà,
d'ogni ben, ecc.

GIULIETTA
Ah! Romeo!
Per me la terra
è ristretta in queste porte:
si: per me la terra, ecc.
Qui m'annoda, qui mi serra
un poter d'amor più forte.
Solo, ah! solo all'alma mia
venir teco il ciel dar,
solo, ah! solo all'alma mia, ecc.

ROMEO
Che mai sento? E qual potere
è maggior per te d'amore?

GIULIETTA
Quello, ah! quello del dovere,
della legge, dell'onor,
si, si dell'onore.

ROMEO
Ah, crudel, d'onor ragioni
quando a me tu sei rapita?
Questa legge che m'opponi
è smentita dal tuo cor.
Deh! t'arrendi a' preghi miei,
se ti cal della mia vita:
se fedele ancor mi sei, ah!,
non udir che il nostro amor.

GIULIETTA
Ah! da me che più richiedi,
s'io t'immolo e core e vita?
Lascia almen, almen concedi ah!
un sol dritto
al genitor.
Io morrò se mio non sei,
se ogni speme è a me rapita:
ma tu pure alcun mi dei
sacrifizio del tuo cor,
ah!... deh!... del cor...
del cor.

ROMEO
Ah! crudele, ah! deh!
t'arrendi a' preghi miei,t'arrendi:
se fedele ancor mi sei, ecc.

GIULIETTA
Ma tu sì,
ma tu pure alcun mi dei, ecc.
Ah! ch'io morrò se mio non sei...

Odesi festiva musica di lontano

ROMEO
Odi tu? L'altar funesto
già s'infiora, già t'attende.

GIULIETTA
Fuggi, va.

ROMEO
No... teco io resto.

GIULIETTA
Guai se il padre ti sorprende!

ROMEO
Ei mi sveni,
o cada spento innanzi a te.

GIULIETTA
Ah! Romeo!

ROMEO
Mi preghi invano.

GIULIETTA
Ah! Romeo!

ROMEO
No. Mi preghi invano.

GIULIETTA
Ah! di te, di me pietà!

ROMEO
Ah! mia Giulietta!
Vieni, ah! vieni, in me riposa:
ah sei il mio bene,
sei la mia sposa;
questo istante che perdiamo
più per noi ritornerà.
In tua mano è la mia sorte,
la mia vita, la mia morte...
Ah no,
non m'ami siccome io t'amo,
ah! non hai di me pietà.

GIULIETTA
Cedi, ah! cedi un sol momento,
cedi al mio duolo,
al mio spavento;
siam perduti, estinti siamo,
se più cieco amor ti fa.
Deh! risparmia a questo core
maggior pena, orror maggiore.
Ah! se ancor vivo
è perchè t'amo,
ah! l'amor con me morrà.

ROMEO
No, no,
ah! non hai di me pietà...
Ah! deh! vieni.

GIULIETTA
Ah Romeo! cedi ah! cedi.

ROMEO
Non hai pietà.

GIULIETTA
Deh! cedi.

ROMEO
No...crudel, non hai pietà.

GIULIETTA
Ah! mio Romeo!
Cedi, ah, cedi
un sol momento, ecc.

ROMEO
Vieni, ah! vieni, ecc.

Vinto dalle preghiere di Giulietta, Romeo si parte per l'uscio segreto. Ella si allontana tremante


SCENA TERZA
Atrio interno nel palazzo di Capellio

CORO DI CAPULETI
Lieta notte, avventurosa
a rei giorni ancor succede.
Taccion l'ire e l'armi han posa
dove accende Imen le tede:
dove un riso
Amor discioglie
ivi è giubilo,
ivi è piacer.
Festeggiam con danze e canti
questo illustre e fausto Imene:
sì, il gioire di pochi istanti
sia compenso a tante pene:
né ci segua in queste soglie
alcun torbido pensier.
Dove un riso Amor discioglie, ecc.

Salgono le scalinate e si perdono nelle gallerie. Romeo entra in fretta, seguito da Lorenzo

Recitativo

LORENZO
Deh! per pietà, t'arresta:
non t'inoltrar di più:
mal ti nasconde
questa de' Guelfi assisa.

ROMEO
Al mio periglio pensar poss'io
quando un rival s'accinge
a rapirsi il mio ben!
Ma ciò non fia per certo,
il giuro.

LORENZO
Ah lasso!
È tolta forse ogni speme.

ROMEO
Una men' resta... Ascolta
Segretamente
e in guelfe spoglie avvolti,
col favor della notte,
entro Verona
mille si stanno Ghibellini armati.

LORENZO
Cielo!

ROMEO
Non aspettati
piomberan sui nemici
ed interrotte fian le nozze così.

LORENZO
Funesta notte!
E me di sangue
e strage complice fai?
Me traditor di questa famiglia
rendi?

ROMEO
Ebben mi svela,
e salva il mio rival cos

Odesi di dentro gran tumulto squillan le trombe, echeggiano strida e vedonsi dalle gallerie tutti i convitati in iscompiglio correr i qua e di là

LORENZO
Qual tumulto!

CAPULETI
di dentro
I Montecchi!

ROMEO
Oh gioia estrema!

CAPULETI
sulle gallerie
All'armi! All'armi!

LORENZO
Fuggi... va...

ROMEO
Tebaldo! Trema;
io già corro a vendicarmi.

LORENZOa
Taci, taci;

ROMEO
Quella tromba...

LORENZO
gente accorre...

ROMEO
...è suon ferale,
suon di morte al mio rivale...
cadrà... ah! si cadrà.

LORENZO
...taci, taci:
d'ogni lato
gente acorre... ognum armato...
ah! fuggi... ah! va...
ah! fuggi per pietà...

CAPULETI
Ah!
Chi d'armi noi provvede!
Chi soccorso, o ciel, ne dà?
All'armi! All'armi!
Chi soccorso, ecc.

Romeo si allontana velocemente, Lorenzo lo segue. Giulietta scende dalla galleria

Cavatina

GIULIETTA
Tace il fragor...
silenzio regna
fra queste porte...
grazie ti rendo, o sorte:
libera sono ancor,
ah!... libera io sono ancor.
Ma de' congiunti il sangue
forse trafitto, esangue
giace l'amato bene...
forse... oh qual gel! qual foco
scorrer mi sento in cor!
Ah! per Romeo v'invoco,
Cielo, Destino, Amore,
ah! per Romeo, ecc.
...Amor.

Romeo entra

ROMEO
Giulietta!

GIULIETTA
Ahimè!... chi vedo?

ROMEO
Il tuo Romeo... t'acqueta.

GIULIETTA
Ahi lassa!... e ardisci?

ROMEO
Io riedo a farti salva e lieta.
Seguimi.

GIULIETTA
Ahi! dove? ahi! come?

ROMEO
Vieni.

GIULIETTA
Te perderesti e me.

ROMEO
Giulietta!

GIULIETTA
Ah no.

ROMEO
Ah! vieni.

GIULIETTA
Ah! dove?

ROMEO
Ah! vieni.

GIULIETTA
Ah no, ah no.

ROMEO
Vieni.
Io te lo chiedo,
in nome della giurata fé,
ah! te lo chiedo, ecc.

CAPULETI
di dentro
Morte ai Montecchi!
Morte! Morte!

GIULIETTA
Ah! lasciami;
gente ver noi s'avvia.

ROMEO
Io t'aprirò fra' barbari
con questo acciar la via.

Per trascinarla seco. Capellio, Tebaldo, uomini armati entrano da un lato, Lorenzo dall'altro

CAPELLIO
Ferma.

TEBALDO
Che miro?
Il perfido, nemico ambasciator!

LORENZO
da sé
Ciel!

GIULIETTA
Ah!...

LORENZO
da sé
È perduto il misero.

ROMEO
Oh rabbia!

GIULIETTA
Oh mio terror!

CAPELLIO
Armato in queste soglie!

TEBALDO
Sotto mentite spoglie!
Quale novella insidia,
empio, tentavi ordir?
Soldati, olà...

GIULIETTA
Fermate... padre...
signor... pietade...

CAPELLIO
Scostati...

GIULIETTA
Pietà...

ROMEO
Oh! rabbia!

TEBALDO
E qual pensiero
prendi d'un menzognero?

CAPELLIO
Giulietta!

TEBALDO
Non rispondi?
Tu tremi? ti confondi?

GIULIETTA
Oh Cielo! oh terrore!

CAPELLIO
Tu tremi? ti confondi?

ROMEO
Oh rabbia! oh vendetta!

TEBALDO
a Romeo
Fellon!... chi sei?

ROMEO
Son tale...

GIULIETTA
Ah! non ti scoprir.

ROMEO
Io sono a te rivale.

LORENZO
da sé
Incauto!

ROMEO
Oh rio martir!

TEBALDO
Rivale! che intendo?

GIULIETTA
Lorenzo, m'aita.

LORENZO
Oh istante tremendo!

ROMEO
Ahimè! l'ho tradita.

GIULIETTA
Soccorso, sostegno
accordagli, o cielo,
me sola fa segno
del loro furor.

ROMEO
Soccorso, sostegno
accordale, o cielo,
me solo fa segno
del loro furor.

CAPELIO, TEBALDO
Oh notte, raddensa
le tenebre in cielo,
ricopri d'un velo
il nostro rossor.

LORENZO
Oh notte!... Oh notte!...
Un vel d'orrore,
un vel d'orrore...

GIULIETTA
Accordagli, o cielo
soccorso, sostegno, ecc.
...o ciel.

ROMEO
Accordale, o cielo...
Soccorso, sostegno, ecc.
... o ciel.

TEBALDO
Notte, raddensa, ecc.

CAPELIO
D'un velo, oh notte,
raddensa un vel d'orror, ecc.

LORENZO
...Oh! Notte, oh notte,
le vene m'invade
un gelo d'orror
Oh notte,
notte un vel d'orror, ecc.

Odesi strepito d'armi

MONTECCHI
di dentro
Accorriam... Romeo! Romeo!

TEBALDO, CAPELIO
Quai grida!

ROMEO
I miei fidi!

GIULIETTA
Oh gioia! oh gioia!

MONTECCHI
sortendo
È desso, è desso.
A salvarti un Dio ci guida:
vien, Romeo, vien, Romeo,
tuoi fidi hai presso.

CAPELLIO
Tu Romeo! Né ti svenai?

TEBALDO
E mi sfuggi?... e tu vivrai?

ROMEO
Sangue, o barbari, bramate,
ed il sangue scorrerà...

GIULIETTA, LORENZO
Giusto cielo, tu gli arresta
da battaglia si funesta;
sveglia in essi un egual moto
di rimorso e di pietà.

ROMEO, TEBALDO, CAPELLIO, CORO
Al furor che si ridesta,
alla strage che s'appresta,
come scossa da tremuoto
tutta Italia tremerà.

GIULIETTA, ROMEO
Se ogni speme
è a noi rapita
di mai più vederci in vita,
questo addio non fia l'estremo,
ah! ci vedremo almeno
in cielo,
questo addio, ecc.
almeno in ciel.

TEBALDO, CAPELLIO, CORO
Si, ah!
sul furor che si ridesta,
sulla strage che s'appresta
anzi tempo,
o sol, risplendi
e dirada all'ombre il vel,
ah! sulla strage, ecc.

LORENZO
Si, ah!
sul furor che si ridesta,
sulla strage che s'appresta
piomba, o notte,
al ciel contendi
lo spettacolo crudel.
ah! sulla strage, ecc.
Giusto cielo, ecc.

TEBALDO, CAPELLIO, CORO
Ah furor che si ridesta, ecc.

ROMEO
Ah Giulietta!

GIULIETTA
Ah Romeo!

ROMEO
Addio! ti perdo.

GIULIETTA
Ah mio Romeo!

GIULIETTA, ROMEO
Se ogni speme, ecc.

TEBALDO, CAPELLIO, CORO
Si, ah!
sul furor che si ridesta...

LORENZO
Si, ah! sul furor
che si ridesta, ecc.
...ah sveglia in loro
qualche moto di pietade.

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA
Atrio interno nel palazzo di Capellio. Giulietta sola

Recitativo

GIULIETTA
Né alcun ritorna!...
Crudele, dolorosa incertezza!
Il suon dell'armi si dileguò...
Sol tratto tratto un fioco,
incerto mormorio
lunge si desta,
come vento
al cessar della tempesta.
Chi cadde, ohimè!
chi vinse?
chi primo io piangerò?...
Né uscir poss'io!...
e ignara di mia sorte
io qui m'aggiro!
Lorenzo appare
Lorenzo! ebben?

LORENZO
Salvo è Romeo.

GIULIETTA
Respiro.

LORENZO
Nella vicina rocca
da' suoi sorpresa,
da Ezzelin soccorso
sperar ei puote...
ma tu, lassa!
in breve di Tebaldo
al castel tratta sarai,
se in me non fidi,
se al periglio estremo
con estrema fermezza
or non provvedi.

GIULIETTA
Che far? Favella.

LORENZO
Hai tu coraggio?

GIULIETTA
E il chiedi?

LORENZO
Prendi: tal filtro è questo
e si possente,
che sembiante a morte
sonno produce.
A te creduta estinta
tomba fa data nei
paterni avelli...

GIULIETTA
Oh! che di' tu? fra quelli
giace il fratel
da Romeo trafitto...
Esso del mio delitto
sorgeria punitor...

LORENZO
Al tuo svegliarti
saremo presenti
il tuo diletto ed io...
non paventar.

Duo

LORENZO
Tremi?... t'arretri?

GIULIETTA
Oh Dio!
Morte io non temo il sai,
sempre la chiesi a te... si.
Pur non provato mai
sorge un terrore in me
che mi sgomenta,
ah! sorge in me.

LORENZO
Fida, deh! fida in me.

GIULIETTA
Ah! se del licor possente...

LORENZO
Si, sarai contenta.

GIULIETTA
...se fallisse la virtù...
dubbio crudele!
Se in quell'orror giacente
non mi destassi più...

LORENZO
Prendi, gl'istanti volano,
il padre tuo s'avanza.

GIULIETTA
Il padre! Ah porgi, salvami.
Morir dovessi ancora,
si, per te Romeo si mora,
sol morte mi può togliere
al crudo genitor!

Beve

LORENZO
Salva già sei, costanza!

GIULIETTA
Guidami altrove.

Capellio entra con altri

CAPELLIO
Arresta.
Ancor sei desta?
Concedo al tuo riposo
brevi momenti ancor.
Esci: a seguir lo sposo
ti appresta al nuovo albor.
Udisti.

CORO
Lassa! d'affanno è piena...
geme... si regge appena.
Più mite a lei favella;
l'uccide il tuo rigor...

Capellio rinnova a Giulietta il cenno d 'uscire

GIULIETTA
con voce piangente
Deh! padre mio, deh padre mio!
Ah! non poss'io partire
priva del tuo perdono:
presso alla tomba io sono,
ah! dammi un amplesso almeno.
Pace una volta all'ire...
pace ad un cor che muore...
Dorma ogni tuo furore
del mio sepolcro in sen,
ah! padre mio,
perdona un cor che muor.

CAPELLIO
Lasciami...
...alle tue stanze riedi.

LORENZO
piano a Giulietta
Ah! vieni e simula.

CORO
Lassa! d'affanni è piena, ecc.

GIULIETTA
Ah padre!

LORENZO
Oh vieni.

CAPELLIO
Va!

GIULIETTA
Perdona

CAPELLIO
Alle tue stanze riedi.

GIULIETTA
Pria mi perdona.

CORO
Ell'è morente, il vedi;
poni al tuo sdegno un fren,
ell'è morente, ecc.

GIULIETTA
Deh! deh! padre mio!...
Ah! non poss'io partire, ecc.
...perdona un cor che muor.

LORENZO
Ah! vieni, deh! col tuo fedel,
ah! vieni, ecc.

CAPELLIO
Ti appresta al nuovo albor, ecc.

CORO
Deh! poni al tuo sdegno un fren...

Giulietta parte sostenuta da Lorenzo

Recitativo

CAPELLIO
Qual turbamento io provo!
Quale scompiglio in cor!
Taci, o pietade: viltà saresti.
Di Tebaldo in traccia
corra qualcun,
e di Lorenzo i passi spiate voi:
sospetto omai m'è desso.
Né uscir,
né altrui parlar gli sia concesso.

Partono


SCENA SECONDA
Nei giardini del palazzo. Entra Romeo

Recitativo

ROMEO
Deserto è il luogo.
Di Lorenzo in traccia irne poss'io.
Crudel Lorenzo!
Anch'esso m'oblia nella sventura,
e congiurato
coi mio destin tiranno,
m'abbandona a me
solo in tanto affann.

Vadasi... Alcun s'appressa
Crudele inciampo!

TEBALDO
Chi sei tu,
che ardisci aggirarti furtivo
in queste mura?
Non odi tu?

ROMEO
Non t'appressare.
Funesto il conoscermi fora.

TEBALDO
Io ti conosco all'audace parlar,
all'ira estrema
che in me tu desti.

ROMEO
Ebben, mi guarda, e trema.

Duo

TEBALDO
Stolto! a un sol mio grido
mille a punirti avrei.
Stolto! Stolto!
Ma vittima tu sei
serbata a questo acciar.
Stolto, a un sol mio grido, ecc.
ma vittima tu sei, ecc.

ROMEO
Vieni: io ti sprezzo, ti sprezzo
e sfido teco i seguaci tuoi,
ti sprezzo, ti sprezzo:
tu bramerai fra noi
l'alpi frapposte e il mar.
Vieni, ah vieni:
io ti sprezzo, ecc.

TEBALDO
Un Nume avverso, un Fato,
che la ragion ti toglie...

ROMEO
All'armi!
T'ha spinto
in queste soglie
la morte ad incontrar.

TEBALDO
All'armi!

ROMEO, TEBALDO
Un Nume avverso, un Fato
t'ha spinto
in queste soglie
la morte ad incontrar.
Un Nume avverso, ecc.
...All'armi! all'armi!
all'armi!

per battersi

TEBALDO
Arresta.

ROMEO
Qual mesto suon echeggia?

CORO
dentro delle scene
Ahi sventurata!

ROMEO
Qua' voci! Oh Dio!

TEBALDO
Presentimento orribile!

Comparisce un corteggio funebre che diffila lungo la galleria

CORO
Pace alla tua bell'anima
dopo cotanti affanni!
vivi, se non fra gli uomini,
vivi, o Giulietta, in ciel,
ah! sventurata!

ROMEO
Ah!

TEBALDO
Oh Dio!

ROMEO
Che sento! Giulietta!

TEBALDO
Spenta!...

ROMEO
Ah barbaro!

TEBALDO
Mi scende agli occhi un vel.

ROMEO
in dirotto pianto
Oh mia Giulietta!
io t'ho perduta!

Tebaldo e Romeo rimangono immobili alcuni momenti. Romeo per primo si scuote e gettando la spada si precipita disperato innanzi a Tebaldo

Duo

ROMEO
Ella è morta, o sciagurato;
per te morta di dolore.
Ah! paga alfine è del tuo core
l'ostinata crudeltà

TEBALDO
Ah! di te più disperato,
più di te son io trafitto...
ah l'amor mio come un delitto
rinfacciando il cor mi va.

ROMEO
Per te morta di dolore.

TEBALDO
Son di te più disperato...
ah l'amor mio, ecc.

ROMEO
Sei pago alfin.
Svena, ah!
svena un disperato...
a' tuoi colpi
il sen presento...
sommo bene in tal momento
ah! il morir per me sarà,
sommo bene, ecc.

TEBALDO
Vivi, ah! vivi, o sventurato,
tu che almen
non hai rimorso,
ah! se i miei di non tronchi,
ah! il dolor m'ucciderà,
ah! se i miei di non tronchi, ecc.
Ah taci.

ROMEO
È morta.

TEBALDO
Pietà!

ROMEO
È morta.

TEBALDO
Ah! l'amor mio
rinfacciando il cor mi va.

ROMEO
Sei pago alfin.

TEBALDO
Ah! cessa.

ROMEO
Svena, ah! svena, ecc.

TEBALDO
Vivi, ah! vivi, ecc.


SCENA TERZA
Le tombe dei Capuleti. Romeo entra con i suoi seguaci

CORO DI MONTECCHI
Siam giunti.
Ah! il ciel consenta
che non ti sia funesto
l'esser disceso in questo
albergo di squallor,
ah! il ciel consenta, ecc.

Recitativo

ROMEO
Ecco la tomba...
Romeo s'avvia al sasso
...ancor di fiori sparsa
molli di pianto ancor
Il... mio... ricevi...
più doloroso, amaro

MONTECCHI
Signor, ti calma.

ROMEO
Altro fra poco
maggior del pianto,
altro olocausto avrai.

MONTECCHI
Omai eccede il tuo dolor.

ROMEO
O del sepolcro
profonda oscurità...
cedi un istante,
cedi al lume del giorno,
e mi rivela per poco
la tua preda.
ai seguaci
L'urna m'aprite voi;
ch'io la riveda.
Il Montecchi sforzano il coperchio dell'urna e vedesi Giulietta distesa. Romeo corre a lei, soffocato dal singhiozzo

Ah! Giulietta! o mia Giulietta!
Sei tu... ti veggo,
ti ritrovo ancora...
morta non sei...
dormi soltanto,
e aspetti che ti desti
il tuo Romeo.
Sorgi, mio ben,
al suon de' miei sospiri:
ti chiama il tuo Romeo,
sorgi, mio bene.

MONTECCHI
Lasso! delira.
Vieni, partiamo:
periglio è l'indugiar di più.

Recitativo

ROMEO
Per pochi istanti me qui lasciate:
arcani ha il duol che deve
solo alla tomba confidar.

MONTECCHI
Lasciarti solo,
e in tanto cordoglio!
Ah! tu ci spezzi il cor.

ROMEO
Uscite, il voglio.

MONTECCHI
Ah! tu ci spezzi il cor.

Si ritirano

Recitativo

ROMEO
Tu sola, o mia Giulietta,
m'odi tu sola.
Ah! vana speme!
È sorda la fredda salma
di mia voce al suono...
Deserto in terra,
abbandonato io sono!

Aria

ROMEO
Deh! tu, bell'anima,
che al ciel ascendi,
a me rivolgiti,
con te mi prendi:
così scordarmi,
così lasciarmi,
non puoi, bell'anima,
nel mio dolor,
non puoi scordarmi, ecc.
Recitativo
O tu, mia sola speme,
tosco fatal,
non mai da me diviso,
vieni al mio labbro
Si avvelena
Raccogliete voi
l'ultimo mio sospiro,
tombe de' miei nemici.

GIULIETTA
destandosi dalla tomba
Ah!

ROMEO
Qual sospiro!

GIULIETTA
con fioca voce
Romeo!

ROMEO
La voce sua!...

GIULIETTA
Romeo!

ROMEO
Mi chiama!
Già m'invita al suo sen!
Giulietta sorge dalla tomba
Ciel! che vegg'io?

GIULIETTA
Romeo!

ROMEO
Giulietta! Oh Dio!

GIULIETTA
Sei tu?

ROMEO
Tu vivi?...

GIULIETTA
Ah! per non più lasciarti
io mi desto, mio ben...
la morte mia fu simulata...

ROMEO
Ah! che di' tu?

GIULIETTA
L'ignori? non vedesti Lorenzo?

ROMEO
Altro io non vidi...
altro io non seppi...
ohimè!...
ch'eri qui morta.
E qui venni... ah! infelice!

GIULIETTA
Ebben, che importa?
Son teco alfin:
ogni dolor cancella
un nostro amplesso...
Andiam...

ROMEO
Restarmi io deggio eternamente qui.

GIULIETTA
Che dici mai?...
Parla... parla...
Ah! Romeo!

ROMEO
Tutto gi sai.

Si asconde il capo fra le mani

Duo

GIULIETTA
Ah! crudel! che mai facesti?

ROMEO
Morte io volli a te vicino.

GIULIETTA
Deh!
che scampo alcun t'appresti...

ROMEO
Ferma, è vano...

GIULIETTA
Oh! rio destino!

ROMEO
Cruda morte io chiudo
in seno...

GIULIETTA
Ch'io con te
l'incontri almeno...
dammi un ferro...

ROMEO
Ah! no, giammai.

GIULIETTA
Un veleno...

ROMEO
Il consumai.
Vivi, ah! vivi,
e vien talora
sul mio sasso a lagrimar.

GIULIETTA
Ciel crudel!
ah! pria ch'ei mora
i miei dì troncar dei tu.

ROMEO
Vivi, ah! vivi, ecc.
Giulietta! al seno stringimi:
Io ti discerno appena.

GIULIETTA
piangendo
Ed io ritorno a vivere
quando tu dei morir!

ROMEO
Basti... il vederti in pena
accresce il mio martir.
Più non ti veggo...
ah! parlami...

GIULIETTA
Ah! mio Romeo!...

ROMEO
...un solo accento ancor...

GIULIETTA
...non mi lasciare ancor...

ROMEO
...rammenta il nostro amor...

GIULIETTA
...posati sul mio cor...

ROMEO
...rammenta il nostro amor...

GIULIETTA
...non mi lasciare ancor...

ROMEO
Giulietta! ah! io manco... ah!

GIULIETTA
Attendimi...

ROMEO
Addio... ah! Giulie...

Muore

GIULIETTA
Ei muore... oh, Dio!

Cade sul corpo di Romeo)

MONTECCHI
entrando
Romeo! Romeo!

Capellio, Lorenzo e i Capuleti sortono. Lorenzo s'avvia ai corpi di Giulietta e Romeo

CAPELLIO
S'inseguano.

LORENZO, MONTECCHI
Cielo!

LORENZO
Morti ambedue!

MONTECCHI, CAPULETI
Barbaro fato!

LORENZO, MONTECCHI, CAPULETI
Mira.

CAPELLIO
Uccisi! da chi?

LORENZO, MONTECCHI
Da te, spietato.