L'Africaine

L'Africaine

Die Afrikanerin
Opéra in fünf Akten

Libretto

Eugène Scribe

Uraufführung

28. April 1865, Paris (Opéra)

Besetzung

DON PEDRO, Rat des Königs von Portugal (Bass)
DON DIEGO, portugiesischer Admiral (Bass)
INES, seine Tochter (Sopran)
VASCO DA GAMA, portugiesischer Seeoffizier (Tenor)
DON ALVAR, Mitglied des Rates (Tenor)
DER GROSSINQUISITOR VON LISSABON (Bass)
SELICA (Sopran)
NELUSCO (Bariton)
DER OBERPRIESTER VON BRAHMA (Bass)

Bischöfe, Inquisitoren, Mitglieder des Rates, Hofleute, Edeldamen,
Offiziere, Soldaten, Seeleute, Wachen, indische Priester, indisches Volk

Ort

Lissabon, auf See und auf einer exotischen Insel im indischen Ozean

Zeit

Ende 15. Jahrhundert

Meyerbeer, Giacomo

Meyerbeer [Meyer Beer], Giacomo [Jakob Liebmann]
5.9.1791 Vogeldorf, c. Berlin - 2.5.1864 Paris


Bühnenwerke
mit Datum/Ort der Uraufführung:

Der Fischer und das Milchmädchen oder Viel Lärm um einen Kuss [Le passage de la rivière, ou La femme jalouse; Le pêcheur et la laitière] (26.3.1810 Berlin)
Jephtas Gelübde (23.12.1812 München)
Wirth und Gast, oder Aus Scherz Ernst [Die beiden Kalifen; Alimelek] (6.1.1813 Stuttgart)
Das Brandenburger Tor (1814; np)
Gli amori di Teolinda (18.3.1816, Verona)
Romilda e Costanza (19.7.1817 Padova)
Semiramide riconosciuta (3.1819 Torino)
Emma di Resburgo [Emma von Leicesters] (26.6.1819 Venezia)
Margherita d'Anjou (14.11.1820 Milano)
Eduardo e Cristina (1820?)
L'esule di Granata (12.3.1822 Milano)
Il crociato in Egitto (7.3.1824 Venezia)
Il crociato in Egitto [rev] (25.9.1825 Paris)
Margherita d'Anjou [rev] (11.3.1826 Paris)
Robert le diable (21.11.1831 Paris )
Les Huguenots (29.2.1836 Paris)
Le Prophète (1841; np)
Das Hoffest von Ferrara (28.2.1843, Berlin)
Ein Feldlager in Schlesien (7.12.1844 Berlin)
Vielka [rev Ein Feldlager in Schlesien] (18.2.1847 Wien)
Le Prophète [rev] (16.4.1849 Paris)
L'Étoile du nord [rev Ein Feldlager in Schlesien] (16.2.1854 Paris)
Le Pardon de Ploërmel [Dinorah; Le chercheur du trésor; Die Goldsucher; Die Wallfahrt nach Ploërmel] (4.4.1859 Paris)
L'Africaine [Vasco da Gama] (28.4.1865 Paris)
rev = Bearbeitung / np = keine Aufführung



ERSTER AKT
Ines liebt den jungen Seeoffizier Vasco und ist schon zwei Jahre ohne Nachricht von ihm. Sie soll jetzt auf des Königs und ihres Vaters Wunsch Don Pedro heiraten. Don Pedro und Don Diego teilen Ines mit, dass Diaz, an dessen Expedition Vasco teilgenommen hat, Schiffbruch erlitten hat und alle Seeleute tot sind. Der Rat, dessen Vorsitzender Don Pedro ist, beginnt; der König wünscht, dass Diaz Hilfe gebracht wird. Überraschend tritt Vasco ein, der als einziger das Unglück überlebt hat. Er bittet, ihm ein neues Schiff anzuvertrauen, weil er anhand von Karten und Gefangenen nachweisen könne, dass östlich von Afrika noch grosse Länder zu entdecken seien. Für ihn zeugen Selica, die Vasco liebt, und Nelusco; beide hat der Offizier aus der Sklaverei gerettet. Trotzdem beschliesst der Rat, keine weiteren Expeditionen zu unternehmen, weil Bischöfe und Inquisitoren behaupten, dass ein solches Land nach den heiligen Büchern nicht existieren könne. Vasco lässt sich hinreissen, die Räte und Kirchenfürsten zu beleidigen, wird gebannt, verhaftet und ins Gefängnis gebracht.

ZWEITER AKT
Schon einen Monat sind Vasco, Selica und Nelusco im Kerker. Nelusco, der Selica liebt, versucht, sich des schlafenden Nebenbuhlers zu entledigen und will ihn erdolchen. Selica rettet den Geliebten.
Plötzlich öffnen sich die Kerkertüren. Don Alvar, Don Pedro und Ines erscheinen mit grossem Gefolge. Vasco erfährt, dass Ines, um ihn vor lebenslanger Haft zu bewahren, Pedro geheiratet hat. Dieser ist zum Anführer eines neuen Geschwaders ernannt worden und glaubt, mit Vascos Karten neues Land entdecken zu können. Der Seeoffizier schenkt ihm Selica und Nelusco, der sich anbietet, dem neuen Kommandanten den richtigen Weg zu weisen.

DRITTER AKT
Nelusco führt auf Don Pedros Schiff das Steuer; zwei Schiffe der Flotte sind schon verlorengegangen. Vergebens warnt Don Alvar, der mit Pedro befreundet ist, den Admiral vor dem ihm verdächtigen Nelusco. Vasco ist mit einem kleinen Schiff Don Pedros Flotte gefolgt und kommt an Bord. Auch er rät vergeblich dem Kommandanten, der Ines und andere Frauen an Bord hat, Nelusco nicht zu trauen. Don Pedro lässt Vasco festnehmen, zur Hinrichtung verurteilen und unter Deck bringen. Ein Sturm bricht los; das Schiff läuft auf Klippen. Inder, die im Hinterhalt gelauert haben, stürmen an Bord, machen die Besatzung nieder und befreien Selica und Nelusco. Die Frauen und Vasco werden gefangengenommen.

VIERTER AKT
Selica, die in ihrer indischen Heimat als Königin herrscht, schwört wie Priester und Volk, alle Fremden zu töten. Vasco wird gerettet, weil Selica vorgibt, seine Gattin zu sein, was Nelusco widerwillig bestätigt. Als der Oberpriester beide vereinigt, hört Vasco Ines' Stimme, die zum Tod geführt wird. Er will zu ihr stürzen, muss aber Selica ins Haus folgen.

FÜNFTER AKT
Selica lässt Vasco und Ines frei und auf ein Schiff bringen. Dieses soll, so befiehlt sie Nelusco, die Insel verlassen und Vasco mit Ines in Sicherheit bringen. Dann werde sie ihn am Manzanillobaum erwarten.
Selica legt sich unter diesen Baum, dessen betäubende Düfte den Tod bringen, und stirbt mit dem Blick aufs Meer, wo ihr geliebter Vasco entschwindet. Nelusco folgt seiner Herrin und Geliebten in den Tod.

ATTO PRIMO
L’aula consiliare del re del Portogallo nella Lisbona d’inizio Cinquecento. In attesa di una seduta che si preannuncia importante, Inés, la figlia dell’ammiraglio Don Diego, confida ad Anna, amica prediletta, le sue pene per Vasco de Gama, partito con Bartolomeo Diaz alla volta del Capo delle Tempeste e mai più ritornato. Non può dimenticare le parole con cui il giovane, salutandola, le ha dichiarato amore eterno, e continua a sperare che un giorno lo rivedrà. Ma quando il padre le comunica che il re l’ha destinata in moglie al potente Don Pédro, Inés si decide a informarsi sulla sorte della spedizione e scopre che è fallita in un naufragio. Nell’aula, intanto, sono entrati i consiglieri: Don Pédro siede sul seggio presidenziale, Don Diego lo affianca; alla loro destra il grande Inquisitore, a sinistra Don Alvaro. Dopo la preghiera rituale dei vescovi, Don Pédro ribadisce che il re vuole conquistare nuove terre sulle rotte aperte da Colombo, ma non tutti concordano sull’opportunità dell’impresa. Don Alvaro propone allora che si ascolti l’unico superstite della spedizione di Bartolomeo Diaz, Vasco de Gama, appena rientrato a Lisbona. Il navigatore, che appare tra lo stupore dei presenti e soprattutto di Inés, si dice convinto che la conquista di altri lidi è ormai vicina e, per provarlo, presenta ai consiglieri una coppia di schiavi, Sélika e Nélusko, catturati oltremare. La sua audacia si scontra però con la diffidenza dell’Inquisitore e con la gelosia di Don Pédro: alla fine il Consiglio non soltanto nega a Vasco i mezzi per una seconda spedizione ma, giudicandolo un mentitore, lo fa imprigionare con i due schiavi.

ATTO SECONDO
Un carcere dell’Inquisizione. In fondo, un banco; al centro un pilastro massiccio su cui è appesa una carta geografica. Vasco dorme e sogna grandi imprese, sotto gli occhi vigili di Sélika che, segretamente innamorata di lui, cerca di proteggerlo dall’ira di Nélusko. A sua volta innamorato di Sélika, lo schiavo medita di uccidere l’uomo che ha preso il cuore della sua regina, tanto da indurla a dimenticare i doveri di sovrana (“Fille des rois”). Per compiacere il navigatore, la donna arriva persino a rivelargli la via per raggiungere la propria terra natale, «un’isola immensa, un suol diletto al ciel». Grato e lusingato, Vasco le promette quell’amore eterno già dichiarato a un’altra. Ma quando Inés si presenta in cella con l’ordine di scarcerazione, non esita a ritrattare e a cedere alla sua liberatrice la schiava africana. Nuovi affanni si preparano però per de Gama. Impossessatosi dei suoi appunti di viaggio, Don Pédro è pronto a salpare per il Capo delle Tempeste, guidato da Nélusko, che cerca vendetta, e accompagnato da Inés, che ha accettato di diventare sua moglie.

ATTO TERZO
Un bastimento in navigazione. Sopra coperta, Nélusko e un gruppo di marinai risvegliati dai primi raggi del sole; sotto coperta, Inés, circondata dalle donne del seguito, tra cui Sélika, e Don Pédro, seduto a un tavolo cosparso di mappe, bussole e strumenti marinari. La nave sta per doppiare il Capo delle Tempeste e la ciurma si unisce alla preghiera. Nélusko invece invoca il dio del mare (“Adamastor, roi des vagues profondes”), perché scagli su di loro la burrasca, costringendoli a deviare la rotta. Don Alvaro diffida dello schiavo che li guida, ma Don Pédro non sente ragioni: vuole l’onore di avere compiuto per primo il periplo dell’Africa. Speranza vana. Su un bianco veliero Vasco, che lo ha preceduto, viene a offrire aiuto ed esperienza. L’incontro è drammatico: Don Pédro ordina ai marinai di uccidere il navigatore; Sélika, per difenderlo, minaccia Inés con un pugnale; Vasco viene risparmiato, ma Sélika condannata a morte. In quel momento un’orda di indiani assalta il bastimento, i portoghesi muoiono o sono messi in fuga; in coperta Nélusko e Sélika assistono immobili alla strage. Quando la battaglia si placa, gli assalitori riconoscono nella schiava la loro regina.

ATTO QUARTO
Una spiaggia assolata, monumenti sontuosi, l’ingresso di un tempio indiano. Alla testa di un corteo di sacerdoti, il gran Bramino rende omaggio a Sélika: la popolazione danza esultante, la regina giura «per Brahma, per Vishnu e per Shiva» che nessuno straniero calpesterà mai la loro terra. Ma, mentre gli officianti stanno per entrare nel tempio, un sacerdote informa Nélusko che un portoghese è sopravvissuto: Vasco de Gama, naturalmente, in estasi davanti alla bellezza del luogo (“Beau paradis”). La felicità del navigatore è però breve: un gruppo di soldati lo raggiunge con l’ordine di giustiziarlo. Nuovamente Sélika viene in suo soccorso e, sfidando gli dèi, dice che Vasco è il suo sposo. Nélusko, chiamato a testimoniare il falso, con il cuore spezzato si piega alla volontà della regina, ma piange la propria sorte (“L’avoir tant adorée”). L’abnegazione di Sélika, le nozze celebrate tra «leggiadri fiori e aure olezzanti», il richiamo esaltante dell’ignoto inebriano Vasco, che dichiara il suo amore all’africana. Ma in lontananza si sente la voce di Inés: sogno, realtà o incubo persecutorio?

ATTO QUINTO
I giardini del palazzo reale, lussureggianti di alberi, fiori e frutti tropicali; Sélika e Inés sole in un drammatico colloquio che vedrà la portoghese vincitrice. L’epilogo è malinconico. La regina capisce che niente potrà legare a lei un uomo innamorato di un’altra donna, nemmeno i sogni di gloria, nemmeno il piacere dell’avventura. Così ordina che i due amanti siano imbarcati su una nave, perché possano fare ritorno in patria. Poi si allontana verso un promontorio per vedere Vasco un’ultima volta, come Didone il suo Enea. Lo perdona (“La raison m’abandonne”), coglie i fiori velenosi del manzanillo, l’albero minaccioso che domina il promontorio, li respira voluttuosamente e aspetta che le forze l’abbandonino. Muore tra le braccia di Nélusko, fedele sino alla fine.

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