Orfeo ed Euridice

Orfeo ed Euridice

Libretto

Ranieri Calzabigi

Premiere

Italian Version: 5 October 1762, Vienna (Burgtheater)
French Version: 2 August 1774, Paris (Académie Royale)

Cast

ORPHEUS (contralto or tenor)
EURIDICE (soprano)
AMOR (Soprano)

CHORUS
sheperds and sheperdesses, nymphs, demons and furies, blessed spirits, heroes and heroines

Place

Time

Gluck, Christoph Willibald

Gluck, Christoph Willibald, Ritter von
2.7.1714 Erasbach, Oberpfalz - 15.11.1787 Wien


Works for stage
with date/place of first performance:

Artaserse (26.12.1741 Milano)
Demetrio [Cleonice] (2.5.1742 Venezia)
Demofoonte (6.1.1743 Milano)
Il Tigrane (26.9.1743 Crema)
La Sofonisba [Siface] (13?.1.1744 Milano)
Ipermestra (21.11.1744 Venezia)
Poro (26.12.1744 Torino)
Ippolito [Fedra] (31.1.1745 Milano)
La caduta de' giganti (17?.1.1746 London)
Artamene (4.3.1746 London)
Le nozze d'Ercole e d'Ebe (29.6.1747 Pillnitz)
La Semiramide riconosciuta (14.5.1748 Wien)
La contesa de' numi (9.4?.1749 København)
Ezio (1750 Praha)
Issipile (1752 Praha)
La clemenza di Tito (4.11.1752 Napoli)
La cinesi (24.9.1754 Wien)
La danza (5.5.1755 Laxenburg)
L'innocenza giustificata (8.12.1755 Wien)
La vestale [rev. L'innocenza giustificata] (1768 Wien)
Antigono (9.2.1756 Roma )
Il rè pastore (8.12.1756 Wien)
La Fausse esclave (8.1.1758 Wien)
L'Île de Merlin, ou Le monde renversé (3.10.1758 Wien)
Le Cythère assiégée (1759 Wien)
Le Diable à quatre, ou La double métamorphose (28.5.1759 Laxenburg)
L'Arbre enchanté, ou Le tuteur dupé (3.10.1759 Wien)
L'Ivrogne corrigé [Der bekehrte Trunkenbold] (4?.1760 Wien)
Tetide (10.10.1760 Wien)
Le Cadi dupé [Der betrogene Kadi] (9.12.1761 Wien)
Orfeo ed Euridice (5.10.1762 Wien)
Il trionfo di Clelia (14.5.1763 Bologna)
Ezio [rev] (26.12.1763 Wien)
La Rencontre imprévue [Die unvermuthete Zusammenkunft, Les pèlerins de la Mecque]
(7.1.1764 Wien)
Il parnasso confuso (24.1.1765 Wien)
Il Telemaco, ossia L'isola di Circe (30.1.1765 Wien)
La corona (1765 np)
Il prologo (22.2.1767 Firenze)
Alceste (26?.12.1767 Wien)
Le Feste d'Apollo (24.8.1769 Parma)
Paride ed Elena (3.11.1770 Wien)
Iphigénie en Aulide (19.4.1774 Paris)
Le Cythère assiégée [rev] (8.1.1775 Paris)
Armide (23.9.1777 Paris)
Iphigénie en Tauride (18?.5.1779 Paris)
Echo et Narcisse (24.9.1779 Paris)
Echo et Narcisse [rev] (8.8.1780 Paris)
rev = revised / np = not performed



Orpheus und Eurydike


ERSTER AKT
Ein Hain mit dem Grabmal der jüngst verstorbenen Eurydike. Orpheus beklagt den Tod der geliebten Gattin ( Chiamo il mio ben così ), während Frauen das Grab schmücken und Freunde das Totenopfer vollziehen. Vom Schmerz überwältigt, fordert Orpheus in wildem Trotz die Rückgabe Eurydikes von den Göttern. Da erscheint Amor als Bote von Jupiter ( Gli sguardi trattieni ) und bringt die Kunde, dass die Götter, von seiner Trauer gerührt, ihm gestatten, in die Unterwelt hinabzusteigen und Eurydike zurückzuholen. Doch sei es ihm verboten, sie anzublicken, solange sie sich noch im Reiche der Schatten befänden. Sobald er ein einziges Mal das Auge zu ihr erhebe, sei sie auf ewig dem Tode verfallen. Orpheus nimmt die Bedingungen an, doch befallen ihn düstere Ahnungen: Wird Eurydike sein Handeln verstehen?

ZWEITER AKT
In der Unterwelt. Drohend umringt der Chor der Furien ( Chi mai dell' Erebo ) den sich nahenden Orpheus. Doch dieser lässt sich auch durch ihren wilden Tanz ( Furientanz ) nicht abschrecken. Seine Liebesklage beschwichtigt und rührt die Schattengeister, und sie lassen ihm den Weg zum Elysium frei.
In den Gefilden der Seligen schweben die Schatten zu einer pastoralen Musik ( Reigen seliger Geister ) und besingen die Freuden des Elysiums ( Questo asilo di placide calme ). Dann erscheint Orpheus. Er preist die Schönheit der elysischen Landschaft ( Che puro ciel! ) und erhebt erneut seine sehnsüchtige Klage um Eurydike, worauf ihn die Geister respektvoll in ihrem Reich willkommen heissen ( Vieni a regni del riposo ) und ihn seiner Gattin zuführen. Er nimmt ihre Hand und führt sie, mit abgewendetem Blick, wie Jupiter es gebot, zu den Lebenden zurück.

DRITTER AKT
Zerklüftete Felsenhöhle. Doch der Weg durch das Schattenreich ist weit, und das Gebot der Götter grausam. Orpheus mahnt die Gattin zur Eile. Sie klagt über seine unfassbare Lieblosigkeit, da er sie keines Blickes würdigt. Vergebens fleht sie um ein Liebeszeichen, vergebens bittet er sie, sich zu gedulden und an seine Liebe zu glauben (Che fiero momento ). Sie will die Gefilde der Seligen nicht verlassen, nur um zu freudlosem Leben zurückzukehren. Schliesslich bricht seine Widerstandskraft, und er zieht die Heissgeliebte in seine Arme. Entseelt sinkt sie augenblicklich nieder. Als sich Orpheus, vom Schmerz überwältigt, selbst töten will ( Che farò senza Euridice ), haben die Götter abermals ein Einsehen. Amor naht und erweckt die zweifach Verlorene zu neuem Leben, zum Lohn für Orpheus' Treue. Beglückt kehren die Wiedervereinten zur Erde zurück und preisen im Tempel Amors die Macht der Liebe ( Trionfi Amore ).
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Orpheus and Eurydice
ACT I
Orpheus stands before Eurydice's tomb, lost in grief. Coming to his senses, he resolves to rescue his love from Hades. Amor (Love) comforts him, telling him that with love anything can be overcome. However, she imposes conditions. When leading Eurydice from Hell, he must let go of her hand and not look upon her until they have reached the earth's surface again.

ACT II
Orpheus approaches Hades, where the Furies sing of Cerberus, the three-headed guard dog of Hell. The beauty of his singing finally elicits their compassion and they allow him safe passage. He arrives in Elysium (during which, in the 1774 version, is heard the famous "Dance of the Blessed Spirits") and sings of the beauty that surrounds him, but also of its emptiness, as he cannot find Eurydice. She is brought to him blindfolded and they prepare
to leave.

ACT III
On a path leading out of Hades, Eurydice reproaches Orpheus for what she takes to be his coldness and suggests that death would have been preferable. Unable to bear her laments, Orpheus turns to look at her, and Eurydice dies. Orpheus is prevented from killing himself by Love, who, bringing Eurydice back to life, reunites the lovers. The opera ends with a chorus in praise of Love.
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ATTO PRIMO
L’immobilità regna all’inizio dell’opera: si svolge la cerimonia funebre di Euridice, sposa del cantore Orfeo. Questi, disteso a terra, interrompe la trenodia del coro (ispirata alla scena funebre dei Tindaridi di Traetta, e a quella del primo atto del Castor et Pollux di Rameau), invocando tre volte il nome della sposa. Dopo una danza, il coro è ripetuto, chiuso dal brano strumentale ascoltato come preludio: l’attenzione alla simmetria, alla costruzione bilanciata della scena, è una delle caratteristiche del modo di comporre di Gluck, concentrato non sul singolo brano ma sulla dimensione più ampia e unitaria dell’intero quadro scenico. In questo, come nei successivi episodi, troviamo realizzata musicalmente quella «nobile semplicità e quieta grandiosità» che negli stessi anni teorizzava, nello studio dell’arte classica, Johann Johachim Winckelmann (i Pensieri sull’imitazione delle opere greche nella pittura e nella scultura sono del 1755). Orfeo si rivolge alla sposa defunta nell’aria successiva, “Chiamo il mio ben così”, nella quale le tre strofe (Gluck conosceva bene la forma ternaria tipica della romance nell’ opéra-comique francese) sono separate da drammatici recitativi (accompagnati dall’orchestra, come avviene in tutta l’opera). Per ogni strofa, Gluck sceglie uno strumento concertante differente: flauti, corni, e poi corni inglesi. Appare Amore e annuncia che Giove, impietosito, permetterà a Orfeo di recarsi nell’Ade per placare con il canto le divinità infernali, in modo da ottenere Euridice, alla condizione che egli non si volti a guardarla durante il ritorno sulla terra, e non le riveli il divieto. Amore esorta Orfeo a rispettare tali condizioni in un’aria disinvolta, su ritmo di danza (“Gli sguardi trattieni”).

ATTO SECONDO
Alle porte dell’Ade, «al suono di orribile sinfonia, comincia il ballo delle Furie e degli Spettri, interrotto dalle armonie della lira d’Orfeo». L’orchestra si scinde in due gruppi timbrici: da una parte l’arpa e gli archi pizzicati, che accompagneranno il canto del protagonista, dall’altra l’orchestra piena, che rappresenta la musica infernale delle Furie. Il coro, su versi sdruccioli, ripete ossessivamente e omoritmicamente la stessa frase ritmica. Orfeo inizia a cantare, interrotto dalle grida isolate («No!») delle Furie. A poco a poco riesce a placarle e le porte dell’Ade gli vengono aperte. Gluck ha tradotto in musica la didascalia del libretto, con un effetto di ‘diminuendo’ che decanta la tensione armonica e ritmica precedente: «le Furie e gli Spettri cominciano a ritirarsi, e dileguandosi entro le scene, ripetono l’ultima strofa del coro; il quale, continuando sempre, frattanto che si allontanano, finisce in un confuso mormorio». Nella versione francese dell’opera, Gluck aggiunse a questo punto una danza delle Furie composta in precedenza per il Don Juan , alla quale si era forse ispirato per il coro che apre l’atto. Il quadro successivo si svolge nei campi Elisi. Orfeo contempla la bellezza che lo circonda: “Che puro ciel”, canta in un arioso in cui la voce declama sognante sull’orchestra, che ha funzione non di accompagnamento ma di pittura sonora in primo piano. Nell’orchestrazione gluckiana, infatti, il timbro assume spesso un valore autonomo, un’importanza sconosciuta ai compositori contemporanei. La scelta timbrica corrisponde a esigenze teatrali, poetiche: in questo brano, la melodia affidata all’oboe è accompagnata da un sussurro orchestrale di archi (terzine dei violini primi e pizzicati dei bassi), con brevi interventi alternati, a mo’ di eco, di violoncello e flauto solisti, a cui si aggiungono i trilli isolati dei violini secondi e le note tenute dal corno. In seguito, «da un coro di Eroine vien condotta Euridice vicino ad Orfeo, il quale, senza guardarla e con un atto di somma premura, la prende per mano e la conduce subito via. Séguita poi il ballo degli Eroi ed Eroine, e si ripiglia il canto del coro: supposto continuarsi sino a tanto che Orfeo ed Euridice siano affatto fuori dagli Elisi»: ormai abbiamo compreso come l’interesse per la dimensione della gestualità e per il balletto, ispirato alla severità del teatro greco, costituisca un’importante caratteristica strutturale del nuovo genere drammatico creato da Calzabigi e Gluck in antitesi alla tradizione dell’opera seria italiana.

ATTO TERZO
In una «oscura spelonca» infernale, Orfeo guida Euridice verso la luce. Ella comincia a porre domande sempre più incalzanti e Orfeo le risponde in modo evasivo, senza guardarla. Dopo un duetto, Euridice manifesta la sua passionalità in un’aria tripartita (“Che fiero momento”), e costringe il consorte a volgersi per guardarla. Euridice muore, perduta per sempre. Dopo un recitativo disperato, Orfeo intona “Che farò senza Euridice”, sublimando il proprio dolore nella melodia dell’aria strofica. Invocando la sposa, decide di togliersi la vita, ma interviene Amore: gli dèi, commossi, gli restituiranno Euridice. L’ultimo quadro celebra il lieto fine in un «magnifico tempio dedicato ad Amore», come in un vaudeville da opéra-comique,
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ERSTER AUFZUG

Ouvertüre

Ein Hain mit dem Grabmal der Eurydike

ERSTE SZENE
Orpheus, Chor

Nr. 1 - Chor

CHOR
O wenn in diesen dunklen Hainen,
Eurydike, noch dein Schatten
um dein ödes Grabmal schwebt -

ORPHEUS
Eurydike!

CHOR
Ach, so höre diese Klagen,
sieh die Tränen,
die wir trauernd vergiessen für dicht

ORPHEUS
Eurydike!

CHOR
Sieh deinen Gatten, den Verlass'nen, weinen,
rührt sein Klagen dich nicht?

ORPHEUS
Eurydike!

CHOR
Du Entfloh'ne, kehr ihm wieder!
Bange Trauer beugt tief ihn nieder,
komm, Teure, banne den tötenden Gram!

Nr. 2 - Rezitativ

ORPHEUS
O Freunde, dieses Klagen vermehrt nur meine Leiden!
Den heiligen Manen Eurydikens
bringt nun das letzte Totenopfer,
und streuet Blumen auf ihr Grab.

Nr. 3 - Pantomime

Während der Pantomime bekränzen die Gefährten das Grabmal der Eurydike, die Nymphen streuen Blumen.

Nr. 4 - Chor

CHOR
O wenn in diesen dunklen Hainen,
Eurydike, noch dein Schatten
um dein ödes Grabmal schwebt,
ach, so höre diese Klagen,
sieh die Tränen,
die wir trauernd vergiessen für dich

Während des Nachspiels entfernt sich langsam der Chor.

Nr. 5 - Rezitativ

ORPHEUS
Lasst mich allein!
Dies Grab ist meinem Schmerze heilig,
und keiner sei mit mir
als nur mein Kummer.

Nr. 6 - Ritornell


ZWEITE SZENE
Orpheus allein.

Nr. 7 - Arie

ORPHEUS
So klag' ich ihren Tod
dem frühen Morgenrot,
dem Abendschimmer;
doch sie, des Orkus Raub,
bei meinem Rufen taub,
antwortet nimmer.

Nr. 8 - Rezitativ

ORPHEUS
Eurydike, Eurydike!
Teurer Schatten! Ach, wie weit bist du?
Dein Gemahl, tief in Trauer versenkt
und gefoltert vom Schmerz,
ruft dich immer,
fordert von den Göttern dich wieder.
Die Winde, ach, entführen seine Klagen.

Nr. 9 - Arie

ORPHEUS
Wehklagend irr ich so,
dort, wo sie mir entfloh,
am Ufer nieder;
des süssen Namens Schall
tönt dann der Widerhall
mitleidig wieder.

Nr. 10 - Rezitativ

ORPHEUS
Eurydike, Eurydikel
Dein süsser Name tönt überall.
Der Hain hat ihn oft von mir gehört,
jedes Tal kennet ihn;
in entlaubte Stämme,
in die Rinde junger Eichen
grub meine Hand ihn zitternd.
Eurydike ist nicht mehr,
ach! und ich lebe noch!
Götter, gebt Leben ihr wieder
oder gebt auch mir den Tod!

Nr. 11 - Arie

ORPHEUS
Weinend gedenk ich dein,
früh, wenn der Tag erscheint,
spät, wenn er schwindet.
Voll Mitleid mit meiner Qual,
murmelt der Fluss im Tal,
wer nur gibt Antwort mir.

Nr. 12 - Rezitativ

ORPHEUS
Grausame Götter Acherons,
des Reichs der Schatten,
ihr, die ihr herrschet mit Schrecken,
dienstbar Plutos Machtgebote,
die ihr begierig seine Befehle erfüllt,
die nichts erweicht und rührt,
nicht die Jugend, nicht die Schönheit;
ihr habt mir geraubt die zärtlich treue Gattin,
o welch' hartes Geschick!
Nicht sie, im Zauber holder Jugend,
verschonte eure Hand voll Mord und Raubbegier?
Unerbittliche Tyrannen!
Ich ford're sie zurück!

Ja, ich steige hinab zu des Orkus Gestaden;
meine Klagen, meine Tränen sollen beugen euren Grimm;
kühn mit eurer Wut mich zu messen,
fühl ich Kraft, fühl ich Mut genug!


DRITTE SZENE
Orpheus. Amor

AMOR
Gott Amor kommt zum Trost dem verzweifelnden Gatten.
Vertraue mir, denn Zeus hat dein Schicksal gerührt.
Zum Reich des Orkus darfst du gehen;
dort siehst du Eurydike im stillen Reich der Schatten.

Nr. 13 - Arie

AMOR
Deines Harfenspiels Harmonien
stimme dort an mit milder Glut;
bezähmst du der Tyrannen entsetzliche Wut,
wirst du aus jenem Reich mit ihr in Frieden ziehen.

ORPHEUS
Wie, ich soll sie wiedersehn?

AMOR
Deines Harfenspiels Harmonien
stimme dort an mit milder Glut;
bezähmst du der Tyrannen entsetzliche Wut,
wirst du aus jenem Reich mit ihr in Frieden ziehen.

Nr. 14 - Rezitativ

ORPHEUS
Wie, ich soll sie wiedersehn?

AMOR
Ja; doch vernimm' vorher,
was dir nach der Götter Geheiss
auferlegt zu tun und zu dulden.

ORPHEUS
O kein Befehl schreckt mich zurück,
für sie besteh' ich jede Prüfung.

AMOR
So höre, was dir Zeus befiehlt:
Eh du die Erde erreichest,
hüte dich, einen Blick auf die Gattin zu tun,
sonst verwirkst du ihr Leben und verlierst sie auf ewig.
So lautet das Gebot, so verlangt es Zeus!.
Seiner Gnade bezeig dich wert!

Nr. 15 - Arie

AMOR
Mit Freuden den Willen
der Götter erfüllen,
vor ihnen sich beugen,
und dulden und schweigen,
beglücket den Mann.

Soll süsses Entzücken
dich wieder beglücken,
so hemme die Klage,
die seligsten Tage
erwarten dich dann.


VIERTE SZENE
Orpheus allein.

Nr. 16 - Rezitativ

ORPHEUS
Was hör' ich? Ist es wahr?
Eurydike werde ich sehn,
meine Eurydike?
Doch doppelt Leiden wird mich erfüllen
in jener Stunde,
wenn ich, berauschet vor Wonne,
auf sie nicht dürfte blicken,
nicht drücken sie ans Herz!

O du Geliebte,
Beute wirst du tödlichem Schmerz!
Schon seh' ich keine Wahl!
Mich foltert dies Schreckensbild;
ach, schon bei dem Gedanken
fühl ich in den Adern erstarren mein Blut.

Tragen will ich's, ich will es mutig vollenden!
Mein Unglück, nicht länger ist's zu tragen,
und lieber will ich erliegen den Gefahren,
als ohne sie leben!
Götter, leiht mir euren Schutz,
ich werde gehorchen!


ZWEITER AKT

Eingang zur Unterwelt mit dem Styx

ERSTE SZENE
Chor der Furien und Geister der Unterwelt. Später Orpheus.

Nr. 18 - Furientanz

Orpheus lässt seine Leier erklingen

Nr. 19 - Harfenspiel, Chor

CHOR
Wer ist der Sterbliche,
der dieser Finsternis zu nahen sich erkühnt
der diesem Schreckensort: so frevelnd trotzt?

Nr. 20 - Furientanz

Nr. 21 - Chor

CHOR
Wer ist der Sterbliche,
der dieser Finsternis zu nahen sich erkühnt,
der diesem Schreckensort so frevelnd trotzt?
Tödlicher Schrecken, Entsetzen ergreife ihn,
wenn ihm mit schrecklichem Drohen
den Eingang der Zerberus wehrt.

Nr. 22 - Solo mit Chor

ORPHEUS
Ach, erbarmet, erbarmet euch mein l
Furien!

CHOR
Nein!

ORPHEUS
Larven!

CHOR
Nein!

ORPHEUS
Furchtbare Schatten!

CHOR
Nein!

ORPHEUS
In eure Seelen dringe meines Herzens tiefe Pein!i

CHOR
Nein, nein, nein!

Nr. 23 - Chor

CHOR
Jammernder Sterblicher,
was willst, was suchst du hier?
Dunkel und Mitternacht,
Ächzen und Winseln wohnt
in diesen schrecklichen, traurigen Kreisen!
Was willst, was suchst du hier,
jammernder Sterblicher? Was?

Hier ist der Aufenthalt
furchtbarer Todesangst,
hier tönt nur Klaggeschrei,
hier herrscht nur Qual.

Nr. 24 - Arie

ORPHEUS
Tausend Qualen, drohende Schatten,
sind wie euch auch mir beschieden;
die Hölle selbst tobt in mir,
ihr Feuer glüht durch meine Brust.

Nr. 25 - Chor

CHOR
Welch ungewohnter Trieb,
zärtlich und mitleidvoll,
hemmt unsern Widerstand,
flösst uns Erbarmen ein,
schmilzt uns das Herz?

Nr. 26 - Arie

ORPHEUS
Todesgötter, höret gnädig
meinen Jammer, meine Klagen!
Ja, habt Mitleid für mein Leiden
und verlass'ner Liebe Schmerz!
Heget Mitleid für mein Leiden
und verlor'ner Liebe Quall

Nr. 27 - Chor

CHOR
Sein sanftes Trauerlied,
sein banger Klaggesang
weckt unser Mitgefühl,
stimmet uns mild für ihn,
hat uns besiegt.

Öffnet, ihr ewigen,
ehernen Pforten, euch!
Lasst in die Unterwelt
ruhig den Helden ziehn,
der uns bezwang!

Nr. 28 - Furientanz

Die Furien sind allmählich verschwunden, ihr Gesang verklingt in einem undeutlichen Gemurmel. Nachdem sich die Bühne geleert hat, schreitet Orpheus der Unterwelt zu.


Verwandlung
Gefilde der Seligen

ZWEITE SZENE

Nr. 29 - Ballett

Nr. 30 - Ballett
Eurydike, Chor der seligen Geister

Nr. 32 - Arie mit Chor

EURYDIKE, CHOR
Diese Auen sind seligem Frieden
und der Ruhe nur geweiht,
hier lacht den Geistern, vorn Leben geschieden,
nur Seligkeit.

Hier versiegen ewig des Grames Tränen,
hier quält das Herz kein irdisch Sehnen,
nur Freud und Wonne atmet die Brust;
hier, wo nie des Kummers Klagen tönen,
herrscht nur Entzücken und Lust.


DRITTE SZENE
Orpheus

Nr. 33 - Arie

ORPHEUS
Welch reiner Himmel deckt diesen Ort!
Ein sanft'res Licht strahlt meinem Blick;
und welch harmonischer Gesang
der zart beflügelten Sänger
ertönt in diesem Hain!
Das Säuseln milder Luft,
der klaren Bäche Murmeln,
o alles ladet hier zu ew'ger Ruhe ein!

Doch die Ruhe, die hier alles atmet,
bringet nicht mir mein Glück zurück!
Nur du, du allein, Eurydike,
vermagst den Gram
aus meiner Seele zu verscheuchen!

Nur der Ton deiner süssen Stimme,
nur dein liebender Blick,
dein holdes Lächeln
geben mir Freud und Wonne wieder.


VIERTE SZENE
Orpheus und Chor der seligen Geister

Nr. 34 - Chor

CHOR
Komm ins Reich beglückter Schatten,
du, der treuste liebender Gatten,
komm, und sei wie wir beglückt!

Amor lohnt dir Treu und Lieder;
Eurydike kehret wieder,
mit des Himmels Reiz geschmückt.

Nr. 36 - Rezitativ und Chor

ORPHEUS
O sel'ge, beglückte Schatten,
gebt sie, um die ich klage,
o gebt sie mir zurück!
Könntet ihr je empfinden,
welch Feuer mich verzehret,
welch liebevolles Sehnen
mir die Brust durchglüht,
längst wär sie wieder mein,
die Geliebte, die Holde;
gebt sie mir, gebt sie mir zurücki

CHOR
Nun wohlan! sie sei wieder dein!


FÜNFTE SZENE
Orpheus und Chor der seligen Geister

Nr. 37 - Chor

CHOR
Aus dem Reich beglückter Schatten
komm zurück zu deinem Gatten,
lass ihn deines Blicks sich freu'n!

Seligkeit wird dir aufs neue;
seine Liebe, seine Treue
wird dein zweiter Himmel sein.


Eurydike wird von einer Schar seliger Geister Orpheus zugeführt. Ohne sie anzusehen, ergreift er hastig ihre Hand und führt sie rasch hinweg.


DRITTER AKT

Eine finstere Höhle, im Innern ein Labyrinth von herabgestürzten Felsblöcken und Trümmern, der Boden bedeckt von wildem Strauchwerk und Pflanzen.

ERSTE SZENE
Orpheus. Eurydike.

Nr. 38 - Rezitativ

ORPHEUS
So komm, Eurydike, folge mir,
du ewig treu Geliebte,
für die ich alles wagte.

EURYDIKE
Bist du's? Seh ich dich?
Orpheus! Ist's Täuschung, ist's Wahrheit?

ORPHEUS
Ja, du siehst deinen Orpheus,
ihn selbst, und lebend noch.
Aus dem Reiche des Todes
kam ich dich zu befrei'n;
gerührt durch meine heissen Tränen,
gaben dich die Götter mir wieder.

EURYDIKE
Wie, ich leb, ich bin dein?
Grosse Götter, welch ein Glückl

ORPHEUS
Folge mir, Eurydikei Lass uns eilen,
so lang der Götter Gunst uns bleibet;
lass fliehen uns den Ort des Todes!
Nicht mehr bist du ein Schatten,
und Amor will uns vereinen
zu ewig währendem Glück.

EURYDIKE
Was hör ich? So wär's kein Traum?
O seliges Entzücken!
Mein Orpheus, ewig bleiben wir treu vereint
durch Amors zarte Bande?

ORPHEUS
Ja; nur beeile deinen Schritt!

EURYDIKE
Doch deine Hand umschliesst
nicht mehr die meine!
Wie? Du fliehst meinen Blick,
den du so sehr geliebt?
Dein Herz ... so kalt,
so fühllos beim ersten Wiedersehn?
Ist mein Antlitz verblüht,
all mein Reiz so schnell entflohen?

ORPHEUS
Weh mir, grausame Götter!
Eurydike, säume nicht,
Verzög'rung bringt Gefahr;
eile weiterf ach, wie gern
gäb ich dir Beweise meiner Liebe!
Ich darf es nicht,
o schreckliches Gebot.

EURYDIKE
Nur einen Blick der Liebe!

ORPHEUS
Ach, du lässt mich erstarren!

EURYDIKE
Du Verräter!
also dies sind die Freuden,
die dein Herz mir bereitet?
Dies ist der Lohn für meiner Liebe Glut?
O welch grausames Schicksal!
Selbst einen Blick
kannst du mir jetzt versagen,
kannst nicht teilen die Wonne
der liebevollsten Gattin!

ORPHEUS
Vertraue mir,
gib keinem Argwohn Raum.

EURYDIKE
Führtest du nur zur Qual
ins Leben mich zurück?
Götter, gern will euer
Geschenk ich verschmähen!
Geh, entferne dich, Ungetreuer!

Nr. 39 - Duett

ORPHEUS
Komm, und vertrau meiner Treue!

EURYDIKE
Nein, ich bleib! lieber will aufs neue
ich tot und entfernt von dir sein.

ORPHEUS
Sieh mein Leiden!

EURYDIKE
Lass mich verweilen!

ORPHEUS
Ach, zur Erde lass uns enteilen,
dann bin ich auf ewig wieder dein!

EURYDIKE
Rede, gib Antwort, hör mein Flehen!

ORPHEUS
Und sollt' ich vor Gram vergehen,
werd' ich verschwiegen doch sein.

BEIDE
Süss, ihr Götter, ist die Hoffnung,
die ihr mir huldreich habt bereitet;
doch der Schmerz, der sie begleitet
wird mich bald dem Tode weihn.

Nr. 40 - Rezitativ

EURYDIKE
Ach, warum bleibet er
in diesem starren Schweigen?
welch Geheimnis birgt sein Herz?
Hätt' er nur mich entführt
aus der friedlichen Ruh,
dass ich erfuhr,
wie kalt er ist, wie fühllos?
O welch grausames Los!
Schon schwinden meine Kräfte,
und meinem trüben Blick
verdunkelt sich das Licht!

Ich erbeb, seufze schwer;
banges Schaudern erfasst mich;
mir wird kalt ... des Herzens Schläge
ertönen von Angstbedrängnis;
mächtig greift midi des Todes Wahn ...
ich unterliege meinem Schmerz.

Nr. 41 - Arie und Duett

EURYDIKE
Welch grausame Wandlung,
vom Frieden des Todes
hinüber ins Leben
voll Qualen zu gehn!

BEIDE
Rings war ich von Wonne
der Sel'gen umgeben,
ich war zufrieden,
und glaubte, das Elend
nie wiederzusehn.

Wie erhöht meine Qual
ihr schrecklicher Verdacht!
Was sag' ich? was tu ich?
Ach, mich erfasst Verzweiflung!
Find' ich nirgends Trost
für ihr gebrochnes Herz?

Ich erbebe, ich wanke
Wie bin ich zu beklagen!
Nicht mehr kann ich's ertragen!

EURYDIKE
Welch grausame Wandlung,
vom Frieden des Todes
hinüber ins Leben
voll Qualen zu gehn!

Nr. 42 - Rezitativ

ORPHEUS
Ach, nun erneut sich mein Jammer!

EURYDIKE
Mein teurer Orpheus,
bleibst du ferne?
Fleht dich vergebens
deine trostlose Gattin an,
erbarmungsvoll ihr beizustehn?
Ihr Götter,
so erbarmet ihr euch mein!
Soll ich mein Leben enden
ohn' einen Blick von meinem Orpheus?

ORPHEUS
Nicht kann ich mich länger beherrschen;
bebend erliegt mein Herz,
all meine Kräfte schwinden;
nicht acht' ich des Verbotes,
nicht der Gattin, nicht mein selber.

EURYDIKE
Ach, erbarme dich, ich fühle schon den Tod.

ORPHEUS
Erhole dich, du sollst es wissen ...
vernimm ... was tu ich ...
O ihr Götter, erlöst ihr mich nicht
von diesen Qualen?

EURYDIKE
Lebe wohlt deiner Eurydike erinnre dich!
Lebe wohl!

ORPHEUS
Wo bin ich?
Ihr Kummer zerreisst mir das Herz.
Nein, nicht fordern die Götter
ein so grausames Opfer!
O geliebte Eurydike ...
wendet sich zu ihr

EURYDIKE
Mein Orpheus! Ich sink, ich sterbe ...

ORPHEUS
Ach, was hab ich getan?
Wozu trieb mich die Liebe,
wohin riss mich ihr herbes Leid?
Teure Gattin! Eurydike! Holde Gattin!
Ach, sie hört mich nicht mehr;
ach, sie kehrt nicht zurück!
Und ich, ja ich, ich selbst gab ihr den Tod;
die Verzweiflung verwirrt den Sinn mir,
mein Schmerz ist ohne Grenzen!
In dieser Schreckensstunde
bleibt mir nichts mehr,
als nur der Tod, der alles endet.

Nr. 43 - Arie

ORPHEUS
Ach, ich habe sie verloren,
all mein Glück ist nun dahin!
Wär, o wär ich nie geboren,
weh, dass ich auf Erden bin!

Eurydike, gib Antwort
o vernimm mich!
O hör'meine Stimme,
die dich ruft zurück!

Ach, vergebens!
Ruh und Hoffnung,
Trost des Lebens
ist nun nirgends
mehr für mich l

Nr. 44 - Rezitativ

ORPHEUS
So mag der tiefe Schmerz
mit meinem Leben enden!
Nicht überleb' ich ihn,
den letzten Schlag des Schicksals.
Noch ist der Pfad der Unterwelt
mir offen, und führt mich bald zu dir,
meine holde Eurydike.

Ja, nur nach dir, treues Weib,
verlange ich;
o verweil, erwarte mich!
Nie mehr sollst du geraubt mir werden,
denn auf ewig verein'
der Tod mich nun mit dir.


ZWEITE SZENE
Amor erscheint und entreisst ihm den Dolch

AMOR
Halt ein! was tust du?

ORPHEUS
Nein, halt nicht auf diesen Arm,
dass er ende mein Leid,
spende Ruh' meiner Seelei

AMOR
Zähme deine Wut, du Betörter!
Halt ein und sieh in mir den Gott,
der über deine Wege wachet!

ORPHEUS
Sag, was begehrest du?

AMOR
Genug hat deine Treu
sich erprobt und bewährt;
darum soll nun dein Leiden sich enden.

Eurydike! erwache!
Der so innig dich liebt,
ihm gib der Treue Lohn.

ORPHEUS
Ach, Eurydike!

EURYDIKE
Mein Orpheus!

ORPHEUS
Allgüt'ge Götter,
wie sollen wir euch würdig danken'

AMOR
So zweifelt nie an meiner Macht!
Kommt mit zur Oberwelt
aus diesem Ort der Nacht
und geniesst dort auf ewig
der Liebe Seligkeit.


Verwandlung
Ein prächtiger Tempel, dem Eros geweiht

DRITTER AUFTRITT
Amor. Orpheus. Eurydike.
Sie werden umgeben von einer Schar Hirten und Hirtinnen, die Eurydikes Wiederkehr feiern.


Nr. 45 - Chor und Soli

ORPHEUS, CHOR
Triumph sei Amor,
und alles, was da lebet,
schmück' der Schönheit Götteraltar;
ja, wen sie beglücket,
wen sie entzücket,
bringet zum Opfer
gern sein Herz ihr dar.

AMOR
Wund durch Launen, durch sprödes Zürnen
seufzet oft schwer ein liebend Herz;
doch kehrt süsse Eintracht wieder,
wandelt in Wonne sich jeglicher Schmerz.

CHOR
Triumph sei Amor,
und alles, was da lebet,
schmück' der Schönheit Götteraltar;
ja, wen sie beglücket,
wen sie entzücket,
bringet zum Opfer
gern sein Herz ihr dar.

EURYDIKE
Eifersucht schlägt oft herbe Wunden,
doch zur Treu führt stets sie zurück;
Argwohn, den das Herz hat empfunden,
mehrt, entfliehend, der Liebe Glück.

CHOR
Triumph sei Amor,
und alles, was da lebet,
schmück' der Schönheit Götteraltar;
ja, wen sie beglücket,
wen sie entzücket,
bringet zum Opfer
gern sein Herz ihr dar.

ACT ONE

A pleasant but secluded grove of laurel and cypress trees which encloses, in a clearing, the tomb of Eurydice on a small dais.

Overture

SCENE I
Orpheus and Chorus.

As the curtain rises to the sound of a mournful sinfonia, the stage is occupied by a group of shepherds and nymphs, followers of Orpheus, carrying wreaths of flowers and garlands of myrtle: while some of them burn incense, adorn the marble and strew flowers round the tomb, the others sing the following chorus, interrupted by the laments of Orpheus who, lying prostrate on a rock, from time to time passionately repeats the name of Eurydice.


Chorus

CHORUS
Ah! If around this funeral urn,
Eurydice, sweet spirit, you hover,

ORPHEUS
Eurydice!

CHORUS
Hear the plaints, the laments, the sighs
which we mourners utter for you.

ORPHEUS
Eurydice!

CHORUS
And hearken to your unhappy husband,
who, weeping,
calls you and makes moan.

ORPHEUS
Eurydice!

CHORUS
As when
the amorous dove
loses her dear companion.

Recitative

ORPHEUS
Enough, enough, my friends!
Your grief increases my own!
Scatter purple flowers,
place garlands on her tomb,
and leave me!
I would remain alone
among these dark and mournful shades
with the pitiless company of my misfortunes!

Ballet
Larghetto

Chorus

CHORUS
Ah! If around this funeral urn,
Eurydice, sweet spirit, you hover,
hear the plaints, the laments, the sighs
which we mourners utter for you.

At the end of the dance which follows, the Chorus leaves.

Aria

ORPHEUS
Thus do I call my love
when day shows itself
and when it disappears.
But ah! vain is my grief!
The idol of my heart
does not reply.

Recitative

Eurydice, Eurydice,
beloved shade, where are you?
Your husband weeps,
begs the gods for you
and asks for you among mortals,
yet scattered to the wind
are his tears
and his laments!

Aria

Thus do I seek my love
on these sad shores
where she died.
But to my grief
echo alone replies,
since it knew our love.

Recitative

Eurydice, Eurydice! Ah, that name
the seashore knows, and the woods
learnt from me!
In every valley
Eurydice resounds: on every tree
the wretched Orpheus has written:
Unhappy Orpheus,
Eurydice, my love,
dear Eurydice!

Aria

Thus do I mourn my love,
whether the sun gilds the day
or sinks into the waves.
The brook, taking pity on my plaints,
goes murmuring by
and answers me.

Recitative

Oh gods, cruel gods!
You, the pale inhabitant of Acheron and Avernus,
whose greedy hand was never stayed
by beauty or youth,
nor could keep it from death,
you stole from me my lovely Eurydice ?
oh cruel memory! ?
in the flower of her life.
I want her back from you, tyrannous gods!
I too have the courage, in the footsteps
of the most intrepid heroes,
to search for my wife,
my loved one, in your horror!


SCENE II
Amor and Orpheus

Recitative

AMOR
Love will assist you!
Orpheus, Jove has taken pity
on your grief.
It is granted you to pass
the sluggish waters of Lethe alive!
Go on your way to the shadowy abyss:
if with your singing you can placate the Furies,
the monsters, and pitiless death,
you can take back your beloved Eurydice
with you into the light of day.

ORPHEUS
But how? and when?
Can this be possible?
Explain!

AMOR
Have you courage enough
for this extreme trial?

ORPHEUS
You promise me Eurydice,
and you think I could be afraid?

AMOR
Then know on what conditions
you must complete the task.

ORPHEUS
Speak!

AMOR
Forbidden is the sight of Eurydice
until you are beyond the caves of the Styx!
And of this great prohibition you must not tell her!
Otherwise, you lose her again, and for ever;
and you will live unhappy,
a prey to your fierce desire!
Think on this: farewell!

Aria

AMOR
Restrain your glances,
refrain from words:
recall, if you suffer,
that you have to suffer
but a few moments more!

Do you not know
that sometimes lovers,
confused and trembling,
are blind to those they love,
and cannot speak?

Exit

Recitative

ORPHEUS
What said he? What did I hear?
That Eurydice will live
and I shall have her here?
And after all my torments,
in that moment,
torn by emotions,
I must not look at her,
not clasp her to my bosom!
Unhappy wife!
What will she say?
What will she think?

I foresee her impatience:
I understand my anguish.
At the mere thought
I feel my blood congeal,
my heart falter.
But I can! I will!
I am resolved! The greatest,
most intolerable of ills is to be deprived
of the only being my soul adores.
Be with me, ye gods! I accept your decree.

A clap of thunder and a flash of lightning. Exit Orpheus.


ACT TWO

A fearsome cavernous region beyond the river Cocytus, darkened from afar by gloomy smoke lit up by flames which envelops that whole dreaded abode.

SCENE I
Orpheus and Chorus

Ballet
Maestoso

Chorus

CHORUS
Who is this
who draws near to us
through the gloom of Erebus
in the footsteps of Hercules
and of Pirithous?

Ballet
Presto

Chorus

CHORUS
Who is this
who draws near to us
through the gloom of Erebus
in the footsteps of Hercules
and of Pirithous?

May the savage Eumenides
overwhelm him with horror,
and the howls of Cerberus
terrify him
if he is not a god.

They dance, whirling round Orpheus, to frighten him.

Ballet
Maestoso

ORPHEUS
Oh be merciful to me,
ye Furies, ye spectres, ye angry shades!

CHORUS
No! ? No! ? No!

ORPHEUS
May my cruel grief
at least earn your pity!

Chorus

CHORUS
Wretched youth,
what seek you? What is your purpose?
Here dwell naught
but grief and lamenting
in these fearful,
mournful regions!

Aria

ORPHEUS
A thousand pangs I too suffer,
like you, o troubled shades;
my hell lies within me,
in the depths of my heart.

Chorus

CHORUS
Ah! What unknown
feeling of pity
sweetly comes
to soften
our implacable rage?

Aria

ORPHEUS
Ah! You would be less harsh
to my weeping and lamenting
if for but a moment you could know
what it is to languish for love.

Chorus

CHORUS
Ah! What unknown
feeling of pity
sweetly comes
to soften
our implacable rage?

Let the gates creak
on their black hinges,
and let the victor,
safe and free,
be allowed to pass.

The Furies and monsters begin to withdraw, and as they disperse from the stage they repeat the last strophe of the chorus, which continues until they finally disappear. When they have gone, Orpheus advances into the infernal regions.


SCENE II
A delightful region with verdant groves and flowerfilled meadows, extensive shady spots, and rivers and streams flowing through it.
Orpheus, then Chorus of heroes and heroines, later Eurydice.


Ballet
Andante

Arioso

ORPHEUS
How clear the sky! How bright the sun!
How new and serene is this light!
What sweet, enchanting harmony
do the song of the birds,
the purling of the streams,
the murmur of the breezes
make together!
This is the abode
of the blessed heroes.
Here everything breathes peace and contentment,
but not for me.
If I cannot find my idol,
there is no hope for me!
Her sweet voice,
her loving glances, her tender smile,
are my only, my blissful Elysium!
But where can she be?
gazing round the scene
Let me ask this happy crowd
which comes to meet me.
advancing towards the Chorus
Where is Eurydice?

CHORUS
Eurydice is coming!

Chorus

CHORUS
Come to the realms of bliss,
great hero, tender husband,
rare example in any age!
Amor returns Eurydice to you;
already she revives and recovers
all the flower of her beauty.

Ballet
Andante

Recitative

ORPHEUS
Kind spirits,
ah! suffer my impatience in peace!
If you were lovers
you would know for yourselves
the burning desire
which torments me,
which goes with me everywhere.
Not even in this
peaceful haven
can I be happy
if I do not find my love.

CHORUS
Here is Eurydice!

Chorus

CHORUS
Return, fair one, to your husband,
from whom merciful heaven
wishes you never more to be parted.
Do not lament your lot,
for a husband so true
can be called another Elysium.

Eurydice is led by a Chorus of heroines towards Orpheus, who, without looking at her and acting with great urgency, takes her by the hand and quickly leads her away. Then follows the dance of heroes and heroines, and the Chorus resumes its chant, which should continue until Orpheus and Eurydice are in fact outside the Elysian Fields.


ACT THREE

A dark cave that forms a tortuous labyrinth, obstructed by boulders separated by rocks completely covered with brushwood and wild plants.

SCENE I
Orpheus and Eurydice

Recitative

ORPHEUS
to Eurydice, whom he leads by the hand, still without looking at her
Come, follow my steps,
dearest, only object
of my faithful love.

EURYDICE
Is it you? Am I deceived?
Am I dreaming or awake? Or delirious?

ORPHEUS
Beloved wife,
I am Orpheus,
and I am still alive.
I came to search for you even in Elysium.
Soon you will see our sky, our sun,
our dear world once again!

EURYDICE
You are alive? I am living?
How? But by what art, by what means?

ORPHEUS
I will tell you all,
but do not ask more now!
Hasten with me,
and banish vain importunate fear from your soul!
You are no longer a shade,
and I am not a shade.

EURYDICE
What do I hear? Can it be true?
Merciful gods,
what joy this is!
In my love's arms,
in the sweet nets
of Love and Hymen,
I will live life anew!

ORPHEUS
Yes, my dearest!
But let us delay no more
and follow our road.
So cruel has fortune been with me
that I hardly can believe that I possess you.
I can scarcely believe myself.

EURYDICE
Yet a soft pledge of my tender love
in the first moment that you find me again,
that I see you again,
annoys you, Orpheus!

ORPHEUS
Ah, that is not true, but ...
know that ... listen ...
(O cruel decree!)
Dear Eurydice,
quicken your steps!

EURYDICE
But what distresses you
in this happy moment?

ORPHEUS
(What can I say?
I foresaw it!
This is the moment of danger!)

EURYDICE
You do not embrace me? Nor speak?
At least look at me.
pulling him so as to make him look at her
Say, am I still beautiful
as I was once before?
Look, has the colour in my cheeks
perhaps faded?
Listen, has the splendour of my eyes
that you loved,
and you called sweet,
perhaps dimmed?

ORPHEUS
(The more I listen,
the less can I resist.
Courage, Orpheus!)
Come, my beloved Eurydice!
Now is not the time
for these tendernesses;
any delay is fatal for us.

EURYDICE
One single look!

ORPHEUS
To look at you would be disastrous.

EURYDICE
Ah, faithless one!
And this is your welcome!
You deny me a glance
when I should expect
from a true lover
and tender husband
embraces and kisses.

ORPHEUS
(Cruel torture!)
Do come, and be silent!

Seeing her close, he takes her hand and tries to lead her forward.

EURYDICE
angrily withdrawing her hand
I be silent! Did I have
to suffer this too?
Have you then forgone
memory, love,
faith and constancy?
For what was I awakened from my soft repose,
now that you have extinguished
those chaste torches
so dear to both Love and Hymen?
Reply, traitor!

ORPHEUS
Do come, and be silent!

Duet

ORPHEUS
Come, do your husband's bidding!

EURYDICE
No, death is dearer to me
than life with you!

ORPHEUS
Cruel one!

EURYDICE
Leave me in peace!

ORPHEUS
No, my life, I will always come after you
like a haunting shadow.

EURYDICE
Then why are you so harsh?

ORPHEUS
I well could die of sorrow,
but I will never tell you why.

EURYDICE, ORPHEUS
Great is your gift, ye gods!
I recognise it and am grateful!
But the grief which accompanies
your gift is past all bearing!

Recitative

EURYDICE
What life is this now
which I am about to lead?
And what fatal,
terrible secret
does Orpheus hide from me?
Why does he weep and grieve?
Ah, I am as yet unaccustomed
to the sorrows
suffered by the living!
Beneath so great a blow
my constancy fails,
the light fades
before my eyes;
my breath, locked in my bosom,
becomes laboured.
I tremble, I sway
and feel my heart wildly beating
with anguish and terror.

Aria

EURYDICE
Oh bitter moment!
Oh cruel fate!
To pass from death
to such sorrow!

I was used to the peace
of a tranquil oblivion;
but in these tempests
my heart is shattered.

I sway, I tremble ...

Recitative

ORPHEUS
Here is a new torment.

EURYDICE
Beloved husband,
will you leave me thus?
I am consumed with grief;
will you not console me?
Sorrow overwhelms my senses;
will you not aid me?
O stars, must I then die
once more
without an embrace from you,
without a farewell?

ORPHEUS
I can restrain myself no longer;
little by little
my reason is forsaking me.
Eurydice, I forget the decree
and myself! And …

He is about to turn but changes his mind.

EURYDICE
Orpheus, husband!
She falls to the stony ground.
Ah! ... I feel ... faint.

ORPHEUS
No, beloved! Listen!
about to turn and look at her
If you knew ...
ah, what am I doing?
How long
must I suffer
in this fearful hell?

EURYDICE
Dearest, remember ... me!

ORPHEUS
What torment!
Oh how my heart is torn!
I can resist no more ...
I rant ... I tremble ... I rave ...
Impulsively he turns and looks at her
Ah! My treasure!

EURYDICE
Merciful gods, what is happening?
I faint ... I die.

She dies.

ORPHEUS
Alas! What have I done?
Where has love's frenzy
driven me?
He rushes to her
Beloved Eurydice!
He shakes her
Eurydice! My wife!
Ah! She lives no longer,
I call her in vain!
Woe is me!
I have lost her again, and for ever.
Cruel decree! Oh death!
Oh bitter reminder!
There is no help,
no counsel for me!
I see only ? ah, cruel sight! –
the mournful signs
of my terrible plight.
Be satisfied, malevolent fate!
I am in despair!

Aria

ORPHEUS
What shall I do without Eurydice?
Where shall I go without my love?
Eurydice! Eurydice!
O heavens! Answer!
I am still true to you!
Eurydice! Eurydice!
Ah, there is no help,
no hope for me
either on earth nor in heaven!

Recitative

ORPHEUS
Ah! May grief end my life,
and for ever!
I am already upon the path
to black Avernus!
It is not a long road
which divides me from my love.
Yes, wait, dear shade of my beloved!
Wait, wait!
No, this time you shall not cross
Lethe's sluggish waters without your husband.

He tries to kill himself.


SCENE II
Amor and the previous

Recitative

AMOR
disarming him
Orpheus, what are you doing?

ORPHEUS
And who are you
who dare to restrain
my last fury,
which my plight justifies?

AMOR
Calm your anger, lay down your weapon,
and recognise Love!

ORPHEUS
Ah, is it you? I recognise you!
Grief clouded all my senses before.
Why have you come
in this bitter moment?
What do you want with me?

AMOR
To make you happy!
Orpheus, you have suffered enough for my glory;
I give you back your beloved Eurydice.
I seek no greater proof of your fidelity.
Here she is: she rises
to be reunited with you.

Eurydice rises as if waking from a deep sleep.

ORPHEUS
What do I see? Ye gods!
My wife!

He runs to embrace Eurydice.

EURYDICE
My husband!

ORPHEUS
Can I really embrace you?

EURYDICE
Can I clasp you to my bosom?

ORPHEUS
to Amor
My gratitude to you.

AMOR
Enough!
Come, happy lovers,
let us go back to earth:
return to enjoy it!

ORPHEUS
Oh happy day!
Oh merciful Amor!

EURYDICE
Oh joyful, blissful moment!

AMOR
My contentment compensates
for a thousand woes!


SCENE III
A magnificent temple dedicated to Love. Amor, Orpheus and Eurydice, preceded by a large number of shepherds and shepherdesses, who have come to celebrate Eurydice's return and begin a lively dance.

Ballet
Grazioso - Allegro - Andante - Allegro

Chorus

ORPHEUS, CHORUS
Let Amor triumph,
and all the world
serve the empire
of beauty!

Never was sweeter
the liberty
of her sometimes
bitter chains!

AMOR
The cruelty
of a tyrant
causes now despair,
now distress.

But the lover
forgets his pains
in the sweet moment
of mercy.

CHORUS
Let Amor triumph,
and all the world
serve the empire
of beauty!

EURYDICE
Jealousy consumes
and devours,
but faith
restores.

And that suspicion
which torments the heart
at last turns
to delight.

CHORUS
Let Amor triumph,
and all the world
serve the empire
of beauty!

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